domenica, maggio 31, 2009

I nuovi laureati

Su Il Sole 24 Ore del 27 maggio è comparsa una breve analisi sui neo-laureati italiani: a parte le considerazioni soggettive, credo che valga la pena commentare i valori che dovrebbero teoricamente essere oggettivi, ossia i numeri. Dal 2001 al 2008 il numero di studenti che ha conseguito il titolo di dottore è cresciuto del 70%, toccando quasi quota 300 mila: l'effetto più macroscopico di tale incremento non è stato - come magari qualcuno avrebbe potuto sperare - una maggiore competitività dell'economia italiana e/o condizioni di impiego migliori per i giovani neo-laureati: no, la nostra economia continua ad arrancare rispetto ai partner mondiali, ed il maggiore numero di laureati disponibili ha semplicemente aumentato l'offerta di manodopera qualificata a basso prezzo. Un numero così elevato di persone con elevato titolo di studio supera di gran lunga le necessità che hanno le aziende italiane di profili specializzati, con la conseguenza che una buona fetta dei laureati vengono alla fine impiegati per attività nelle quali - fino a ieri - si inserivano persone diplomate.
Ma la cosa che più mi lascia perplesso sono gli indicatori sulla qualità dei laureati: voto di laurea e percentuale di laureati nei termini dovrebbero - infatti - fornire una stima della preparazione. Una percentuale quattro volte superiore di laureati in corso, e con una votazione media vicinissima al massimo, mi farebbe immaginare schiere di laureati super preparati (più di quanto non fossero i loro colleghi di 10 anni fa). Eppure l'evidenza sconfessa questa immagine, mostrando nuove leve con una preparazione molto spesso insufficiente, e certamente peggiore (mediamente) rispetto a quella che avevano un tempo i laureati. Sembra quasi che le Università si prestino al gioco perverso di regalare a tutti gli studenti - anche non meritevoli - i propri titoli: sarebbe terribile se ciò fosse vero...

sabato, maggio 30, 2009

Casa dolce casa

Eccomi di nuovo qui, nella mia casetta di Caltanissetta, dopo un viaggio non bruttissimo ma sempre comunque col patema d'animo di perdere l'ultimo volo per la Sicilia. Perché io - ormai è ufficiale - sono fesso, e prenoto sempre il volo della 18:45 da Budapest a Roma: che è sistematicamente in grosso ritardo! E poiché nello scalo laziale ho solo un'ora per la coincidenza... il rischio di perderla (e considerate che si tratta dell'ultimo volo per la Sicilia) è concreto. Ieri, per fortuna, ero arrivato in aeroporto con un buon anticipo, e quindi sono stati in grado di riproteggermi sul volo precedente, così da permettermi di arrivare a Fiumicino in tempo: ma è stato solo un caso, e per di più solo grazie alla mia buona volontà (a volte mi chiedo perché si fanno lasciare un numero di telefono all'atto dell'acquisto del biglietto: se non mi avvisi in un caso come questo, dove rischio di perdere il volo se non arrivo prima, allora quando lo vuoi utilizare questo benedetto contatto telefonico che mi hai chiesto???). Beh, anche questa volta è andata bene, ma il timore (ho già altri biglietti con lo stesso itinerario) che prima o poi qualcosa vada storto è legittimo. Per il futuro è forse meglio cambiare un po' gli orari: meglio partire un po' prima, e rischiare meno l'infarto ;-)
Il lungo fine settimana (anche se il 2 giugno come festività esiste solo in Italia, il 1° giugno quest'anno coincide con il Lunedì di Pentecoste, festivo in tanti Paesi inclusa l'Ungheria) è iniziato, con un cielo blu da non sembrare neanche vero ed un bel Solo che quasi invita ad andare al mare. Non so che farò, e forse non importa: l'unica cosa che conta è riposarsi e ricaricare un po' le batterie...

giovedì, maggio 28, 2009

Il moderno emigrante italiano

Un tempo a emigrare erano i più disperati, quelli che andavano a lavorare in miniera in Belgio o a cercare fortuna (ossia partivano senza la più pallida idea di cosa avrebbero fatto una volta arrivati) in America. Normalmente si trattava di persone poco istruite, che in Italia non riuscivano a sbarcare il lunario e quindi erano giocoforza costretti a fare scelte molto dure. E - una volta partite - queste persone tornavano di rado a casa: sia per il costo del viaggio in sé, sia anche per l'oggettiva difficoltà nel tornare legata alla durata.
Oggi - invece - la situazione è opposta: a partire sono tipicamente le persone più istruite, laureati in primis, che cercano di affermarsi all'estero, ottenendo magari soddisfazioni professionali migliori di quelle alle quali potrebbero ambire nel Belpaese. Ma - a differenza di quello che accadeva cinquanta anni fa - questo emigrante torna, e spesso anche: perché oggi viaggiare costa poco, e l'aereo rende i tempi di percorrenza ridicoli. Domani anch'io torno a casa (il 2 giugno ahimè è festivo solo in Italia, ma per fortuna il 1° giugno è il lunedì di Pentecoste, festivo in diversi paesi inclusa l'Ungheria): e - che ci crediate o meno - il volo Alitalia Budapest-Catania (con scalo a Roma) andata e ritorno, tutto incluso, l'ho pagato meno di 100€. Poco più di 4 ore (ritardi esclusi...) per riportarmi a casa, dal centro dell'Europa fino all'estremo sud del vecchio continente. Scusate se è poco...

mercoledì, maggio 27, 2009

Gatti neri

Ieri pensavo alla superstizione: camminavo per una strada deserta, quando un gatto - nero! - mi attraversa giusto davanti. Io, che non credo a sfortuna ed affini, ho tirato dritto come nulla fosse. Probabilmente mio padre sarebbe ancora lì ad attendere il passaggio di qualcuno!
Chissà cosa spinge le persone a credere al malocchio, ad essere superstiziosi ed a seguire - quindi - determinati riti. O, peggio ancora, a rivolgersi a maghi e fattucchiere, il cui business - pare - è veramente spaventoso (segno questo che sono tanti, veramente tanti, gli Italiani che ci credono e utilizzano i loro servizi). Io proprio non lo capisco, non l'ho mai capito e dubito che il destino mi consentirà di farlo... Ma la libertà è anche questo, lasciare che gli altri prendano autonomamente le proprie decisioni, anche quando non le si capisce...

lunedì, maggio 25, 2009

La fretta...

... sì sa, è cattiva consigliera. Ma io oggi ho colpevolmente lasciato l'alimentatore del PC in ufficio, e tra pochi minuti questo bel computer smetterà di funzionare. Deve quindi impiegare bene il mio tempo, sbrigandomi  ma  cercando di non lasciarmi trasportare dalla paura che tutto si spenga all'improvviso...
Dopo un fine settimana carino e simpatico (merito della compagnia, come sempre avviene in questi casi: ritrovarsi insieme a Mario e Santo, ed uscire con Peppe per il sabato sera - noi quattro insieme non ci incontravamo da più di 10 anni - mi ha fatto tanto piacere. Come pure è stata splendida - complice una giornata degna di Agosto - la "scampagnata" domenicale sul lago, con le sue strade strette e scoscese che incorniciano un paesaggio a tratti mozzafiato), ahimè la vita riprende, e con essa il lavoro. Il viaggio è stato tutt'altro che riposante (colpa mia, non avrei dovuto prendere un volo con scalo a Praga: ma quando puoi risparmiare 300€ allungando il viaggio di 2 ore, allora la tentazione di risparmiare è forte, anche quando non sono soldi tuoi...), e in ufficio - dopo tanti giorni d'assenza (visto che già da Martedì della scorsa settimana ero via da Budapest) - di cose da fare ce n'erano fin troppe... Si sopravvive a tutto, per carità, ma adesso sono proprio cotto, e quindi - checché ne dicano i cultori della vita notturna ad ogni costo - credo andrò subito a salutar Morfeo...

sabato, maggio 23, 2009

Cinema: non sempre si sceglie bene...

Quando vedo un bel film, al cinema o in televisione, mi piace parlarne, comunicare il mio interesse per esso. Ma come sempre accade nella vita, non tutte le ciambelle riescono col buco: alcuni film - ahimè - si rivelano non proprio dei "capolavori". E' il caso di ieri, dove ho inaugurato il mio primo fine settimana milanese da quando mi sono trasferito all'estero con una uscita cinematografica. Scartato "San Valentino di sangue in 3D" che già dal titolo mi sembrava assolutamente inguardabile, ma scelta è caduta sul pubblicizzatissimo "Angeli e Demoni". Purtroppo questo secondo titolo non ha mostrato di essere superiore al primo... E' il cinema moderno, pieno di effetti speciali e vuoto - invece - di quella trama che dovrebbe animarlo e tenere lo spettatore appassionato... Non si può sempre fare la scelta giusta, al cinema come in ogni altra attività...

martedì, maggio 19, 2009

La mattina per le vie di Budapest

E' un brulicare di persone. Anche se sono appena le 6 del mattino, la bella stagione porta tanta luce e già più di 20 gradi: le strade sono affollate, una marea di gente aspetta pazientemente che suo tram arrivi, tante auto (ma per fortuna non troppe) battono l'asfalto ancora freddo, ed il traffico - scandito dai semafori ungheresi (ben temporizzati, si riesce veramente a vedere l'onda verde dei semafori che, uno dopo l'altro, danno il via libera al passaggio degli automobilisti) - inizia a fare svegliare la città. Forse Budapest si sveglia prima di altre città, o forse la mattina presto - dentro una grande città - non mi sono mai sforzato di guardare. Ma il confronto con le piccole è stridente: perché in queste la mattina, alle 6, la gente dorme e le strade son deserte. Anche a Maggio inoltrato.
Ora sono in aeroporto, con un volo per Praga che mi attende tra un'ora: avrei potuto dormire di più, in effetti. Ma la paura di arrivare tardi, e di perdere il mio aereo, mi spinge spesso ad essere troppo previdente... Settimana di viaggi questa: dopo Praga, Milano. Con il primo fine settimana lì dopo il mio trasferimento...

domenica, maggio 17, 2009

Un anno di governo Berlusconi: l'opinione di Tito Boeri

Ho già espresso in passato il mio apprezzamento per Boeri e per il giornale on-line con il quale collabora (La Voce), e credo che le sue analisi, sempre imparziali e ben strutturate, possano essere d'aiuto per meglio comprendere il mondo che ci circonda, specie quello politico-economico a noi più vicino...

TANTI TITULI, SERO RIFORME

di Tito Boeri 08.05.2009
Il governo Berlusconi si è insediato da un anno. E' dunque tempo di un primo bilancio di quanto fatto e non fatto. Proponiamo ai lettori una serie di schede che coprono tutte le aree che hanno una rilevante implicazione sull'andamento dell' economia italiana. Hanno un denominatore comune: l'attivismo del governo, che ha permesso di conquistare spesso i titoli di apertura dei giornali. Ma le misure effettivamente varate si contano sulle dita di una mano. E nessuna di queste può definirsi una riforma. Anche di fronte alla crisi, si è scelta la linea dell'immobilismo. Parafrasando un famoso allenatore di calcio: "tanti tituli, sero riforme".
Il primo anno di attività di un governo dà l’impronta di una politica economica per l’intera legislatura. È il periodo in cui si possono fare le riforme più difficili, quando si è ancora lontani dal voto e si ha il tempo di ottenere risultati che potranno poi essere presentati agli elettori alla prossima scadenza elettorale. Per questo, come già fatto con precedenti esecutivi, abbiamo voluto richiamare attraverso una serie di schede quanto fatto sin qui dal IV governo Berlusconi, quanto non è stato fatto pur essendo nel programma elettorale e offrire una nostra valutazione delle misure intraprese. Le schede coprono tutte le aree che hanno una rilevante implicazione sull’andamento dell’economia italiana: dalla scuola e università alle privatizzazioni, dal mercato del lavoro alle pensioni, dalle infrastrutture alle politiche sulla casa, dall’immigrazione alle misure sui mercati finanziari, dalla giustizia alla sanità. Cominciamo oggi, in occasione dell’anniversario dell’insediamento del governo, con la pubblicazione di una prima serie di schede. Altre seguiranno nelle prossime uscite, dando tempo ai lettori di commentarle e di farci sapere se, a loro giudizio, abbiamo omesso qualcosa di rilevante.
DIETRO L'ATTIVISMO NESSUNA RIFORMA
È utile comunque anticipare un comune denominatore emerso da questo sforzo collettivo della redazione de lavoce.info. Questo esecutivo ha dato una prova di molto più attivismo di governi precedenti. Il contrasto con il Prodi II, bloccato da veti incrociati interni alla coalizione in ogni anelito riformatore e da una fragilissima maggioranza al Senato, è abissale. Forse anche per accentuare le differenze con l’esecutivo precedente, il Berlusconi IV è partito subito lancia in resta aprendo una lunga serie di cantieri, prontamente annunciati dai titoli di testa dei giornali e delle televisioni. Ha anche affrontato subito e con risolutezza il problema dei rifiuti a Napoli, avviandolo a soluzione.
A un anno di distanza, tuttavia, sono rimasti i titoli negli archivi dei giornali, agli annunci non hanno fatto seguito atti concreti. Sono state approvate leggi delega, come quella sul federalismo, che sono anch’esse un annuncio, un contenitore vuoto. Lo ha riconosciuto lo stesso Ministro Tremonti nella Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza. I ben quattro piani casi annunciati sono rimasti tutti sulla carta. Le misure effettivamente varate si contano sulle dita di una mano: la rimozione del divieto di cumulo fra pensioni e attività di lavoro, il cosiddetto lodo Alfano, le misure sulle società quotate e i Tremonti bond.
Nessuna di queste misure può essere considerata una riforma. La rimozione del divieto di cumulo, come spiegato da Agar Brugiavini, ha l’effetto di aumentare ancora di più gli squilibri della nostra spesa sociale proprio in un momento in cui le poche risorse disponibili andrebbero concentrate nell’aiutare chi perde il lavoro, il lodo Alfano, come spiega Carlo Guarnieri, serve soprattutto a risolvere le pendenze penali del presidente del Consiglio, le misure sulle società quotate, come denunciato dall’Antitrust, servono unicamente a proteggere i gruppi di controllo delle maggiori società italiane e scoraggiano l’arrivo di capitali freschi in un momento in cui le nostre imprese sono sottocapitalizzate, i Tremonti bond sono una misura ben congegnata, seppur tardiva in rapporto a quanto fatto in altri paesi, ma pur sempre una misura temporanea, non certo una riforma. E ben pochi dei cantieri annunciati sono stati aperti. Tra questi quello dell’università, dove all’annuncio di voler distribuire una quota significativa dei finanziamenti agli atenei in base ai risultati di una valutazione della qualità dell’offerta formativa e della didattica, non ha però fatto seguito alcun intervento concreto, nonostante siano ampiamente passati i termini previsti per i regolamenti attuativi, come avvertono Daniele Checchi e Tullio Jappelli. Un altro cantiere aperto è quello della legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione di cui si attendono i decreti attuativi. Sin qui ci sono state solo misure draconiane e indiscriminate per abbattere l’assenteismo, decurtando il salario dei dipendenti pubblici, anche quando ricoverati in ospedale. Non sorprende che ci siano state riduzioni dell’assenteismo, ma a che prezzo? Con quali risultati? L’unica cosa che oggi si vede è l’ulteriore aumento della quota di spesa pubblica (e di Pil) destinata al pubblico impiego, come recentemente certificato dalla Relazione unificata sull’economia e la finanza.
Dove cantieri proprio non ce ne sono né ce ne saranno è in materia di lavoro e politiche previdenziali. Niente riforma degli ammortizzatori sociali, niente riforma dei percorsi di ingresso nel mercato del lavoro, nessun intervento per legare le pensioni all’andamento dell’economia, come ha ribadito in questi giorni il ministro Sacconi. Vedremo solo libri bianchi, che si aggiungono a quelli dei governi precedenti, e ai libri verdi già prodotti. E nel silenzio di tutti la Camera ha reintrodotto il più generoso sistema contributivo. Ovviamente solo per i parlamentari.
QUANTO CONTA LA CRISI
Parafrasando un allenatore forse comunicatore altrettanto abile del nostro presidente del Consiglio, abbiamo sin qui avuto "tanti tituli ma sero riforme". Confidiamo nei cantieri aperti e non mancheremo di monitorarli. Non vorremmo trovarci fra qualche anno a dover scrivere di questi un resoconto del tipo di quello offerto da due scrupolosissimi economisti francesi, Pierre Cahuc e André Zylberberg, su la methode Sarkozy, a due anni dall’insediamento di un esecutivo inizialmente ancora più popolare del IV governo Berlusconi. “La strategia si basa su due principi fondamentali: il soffocamento e la conciliazione. Il primo consiste nel proporre costantemente nuove misure, imponendo procedure d’urgenza per la loro approvazione, disorientando e paralizzando l’avversario con una fitta agenda di riforme. L’insuccesso in una di queste riforme non sarà percepito come un fallimento perché ci sono tanti altri cantieri aperti. (…) Il secondo principio consiste nel dare soddisfazione alle richieste delle diverse categorie rappresentate, aprendo tanti diversi tavoli di concertazione, poi in gran parte autogestiti dalle parti sociali, e facendo concessioni importanti alle categorie, a dispetto dell’interesse generale, pur di poter dichiarare di avere completato il processo nei tempi previsti”.
Certo, l’attività di questo governo ha dovuto scontrarsi con una crisi economica senza precedenti, la cui genesi certo non può essere addossata all'esecutivo Berlusconi. Ma non è affatto vero che durante le crisi non si possano fare riforme. Al contrario, come mostrato dal grafico qui sotto che conta le riforme strutturali varate in diverse fasi congiunturali in Europa, le misure più ambiziose vengono generalmente condotte in periodo di crisi, quando si riesce a trovare quella coesione attorno a misure indispensabili per il rilancio dell’economia che non è possibile trovare in tempi “normali”. Né si può dire che tutte le energie e il capitale politico di questo governo hanno dovuto essere spesi nel varo di misure di emergenza perché il nostro esecutivo ha scelto una linea, giusta o sbagliata che sia, di immobilismo di fronte alla crisi, “scegliendo soprattutto di non scegliere”. Inoltre, molte riforme si possono fare a costo zero, quindi la giustificazione dell’immobilismo in base ai vincoli di bilancio non regge. Tra l’altro bene notare che la caduta dei tassi di interesse durante la crisi ha portato a ingenti risparmi per le casse dello stato in termini di minore spesa nel servizio del debito pubblico.
L’immobilismo non ha comunque impedito che si consumassero redistribuzioni importanti delle risorse pubbliche. Di alcune di queste abbiamo già riferito. Di altre, soprattutto di quelle legate alla forte discrezionalità dell’esecutivo nell’allocare il Fondo aree sottosviluppate o nel reperire fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga, in realtà soprattutto in proroga, non mancheremo di dare conto nelle prossime settimane. Ci sono anche redistribuzioni virtuali, molti soldi non veri che sono stati distribuiti. A parole. Anche di questi cercheremo di tenere traccia, con l'aiuto di voi lettori.

venerdì, maggio 15, 2009

Satira

La satira, fatta bene, è intelligente e divertente. Marcorè la fa - a mio avviso - molto bene...

martedì, maggio 12, 2009

L'immigrazione...

... è una gran brutta gatta da pelare. Perché da un lato ci sono le legittime aspirazioni di chi lascia il proprio Paese per cercare fortuna altrove (gli Italiani sono stati maestri in quest'arte), unite anche alle oggettive necessità che certe Nazioni possono avere di reclutare determinate categorie di lavoratori, dall'altro ci sono le esigenze degli Stati di evitare l'ingresso di persone alle quali non è possibile assicurare un lavoro. Può sembrare crudele, ma non credo che l'immigrazione libera ed indiscriminata sia giusta: come farebbe una persona straniera a mantenersi, senza un lavoro e senza nessun parente pronto ad aiutarlo? Forse il sistema che regola l'immigrazione in Italia non è perfetto, anzi avrà certamente mille difetti. Ma un freno - ahimè - bisogna porlo. Forse l'Italia sta sbagliando, o esagerando, arrivando a non rispedire direttamente nel luogo di provenienza i disperati che cercano di raggiungere il nostro Paese. Ma credo che chi oggi critica l'operato del governo dovrebbe anche proporre una soluzione alternativa. Che sia valida e praticabile: accogliere tutti non lo è...

lunedì, maggio 11, 2009

Per chi votare alle Europee - parte 2

Leggendo il mio precedente post Giacomo ha pensato bene di sottoporsi al test della "macchina della verità elettorale". Che - però - devo ammettere un po' ci prende (anche se me l'aspettavo ancora più a sinistra, il suo puntino...). Ecco il suo profilo:

Sollecitati da Giacomo, anche Cristiano e Valerio hanno accettato la sfida. Ecco il profilo di Cristiano:
 
mentre Valerio si è rifiutato di inviare l'esito, affermando semplicemente di essere a metà strada tra i due precedenti. Sarà poi vero???

venerdì, maggio 08, 2009

Mezzanotte (Giovanni Pascoli)

Otto... nove... anche un tocco: e lenta scorre
l'ora; ed un altro... un altro. Uggiola un cane.
Un chiù singhiozza da non so qual torre.
È mezzanotte. Un doppio suon di pesta
s'ode, che passa. C'è per vie lontane
un rotolìo di carri che s'arresta
di colpo. Tutto è chiuso, senza forme,
senza colori, senza vita. Brilla,
sola nel mezzo alla città che dorme,
una finestra, come una pupilla
aperta. Uomo che vegli nella stanza
illuminata, chi ti fa vegliare?
dolore antico o giovine speranza?

martedì, maggio 05, 2009

Lezioni di cioccolato

 
Oggi sono stato all'Istituto Italiano di Cultura di Budapest, il martedì è spesso deputato alla proiezione di film italiani (in lingua originale!). Sono stato fortunato, perché oggi hanno trasmesso un bel film - che tra l'altro non avevo visto quando è uscito in Italia un paio d'anni fa - che mi è piaciuto: il tema era leggero, l'interpretazione degli attori principali ben curata, insomma l'ideale per rilassarsi un po'. Ed anche Luca Argentero, che di certo non è un attore nato, né ha studiato recitazione, ha dimostrato di non essere solo il belloccio del Grande Fratello: non sarà il miglior attore del mondo, certo, però un po' di classe e talento lo mostra ugualmente...
Per la cronaca, la sala era abbastanza piena, con almeno 50 spettatori: non ho scambiato neppure una parola con nessuno, ma ad un primo colpo d'occhio direi che solo la metà erano italiani: gli altri, evidentemente, sono ungheresi che conoscono la nostra lingua. Che nonostante si possa pensare il contrario, qualche ammiratore continua ad averlo anche all'Estero...

lunedì, maggio 04, 2009

Paura giustificata o psicosi collettiva?

L'influenza suina sembra essere diventata la nuova peste: se ne parla ovunque sui media, in aeroporto a Budapest, per tutti i passeggeri in arrivo, era previsto uno screening attraverso un rilevatore di calore: sostanzialmente persone (presumo medici) con tute degne di scenari apocalittici tipo The Day After osservano i passanti su uno schermo che evidenziava il calore emanato dal corpo. Se qualcuno appariva troppo "caldo", veniva fermato per accertamenti (sanitari...). Ma oltre a questo, ho visto tante persone, persone normali come quelle che si incontrano per strada, o sedute accanto a te sull'aereo, con la mascherina sul viso, terrorizzati - evidentemente - dall'idea di potere contrarre questo nuovo terribile morbo. Anche se a me lascia perplesso il fatto che una malattia che ha infettato (a livello mondiale) un migliaio di persone con un numero molto ridotto di vittime venga vissuta come fosse la malattia che cancellerà il genere umano dal pianeta. Non voglio minimizzare i rischi, né tanto meno fingere che non esistano, ma al mondo esistono malattie che mietono molte più vite, e agenti patogeni ben più aggressivi (in termini di facilità di contagio e virulenza) di questo H1N1 che sarà pure parente di quella terribile influenza spagnola che all'indomani della prima guerra fece milioni di vittime (ma - da allora - la medicina ha fatto progressi non indifferenti), ma che sinceramente non mi sembra costituire il principale problema sanitario della Terra. Ma forse io ho meno informazioni dei governi su certi argomenti, e quindi il mio giudizio potrebbe essere incompleto se non errato. Io mi auguro di no, perché l'idea che possa esistere una malattia difficilmente curabile e che si trasmette con grande felicità, mi spaventerebbe alquanto...

domenica, maggio 03, 2009

Per chi votare alle Europee?

Premesso che io non voto ormai da diversi anni, e che non ho minimamente in programma di cambiare orientamento per questa (ennesima) opportunità di spartizione del potere che prende il nome di elezione e che l'Italia concede ai partiti, seguendo un link sono finito sul sito www.euprofiler.eu, che - sulla base delle risposte fornite al alcuni quesiti (bastano pochi minuti per completare il tutto) - fornisce una indicazione di quali dovrebbero essere gli schieramenti più "simili" al nostro modo di vedere il Mondo. Ovviamente la curiosità mi ha impedito di andare subito oltre... Ecco il risultato del test: pare che possa definirmi un uomo di centro-centro ;-)

sabato, maggio 02, 2009

Ma dove vuole arrivare Marchionne?

Ho un amico che - riguardo alle opportunità di lavoro - dice sempre: "Io non ho paura ad imbarcarmi in una nuova esperienza, lasciando l'azienda dove lavoro per andare in un'altra. Ma devo essere convinto di sapere svolgere con successo il nuovo incarico: mai fare il passo più lungo della gamba".
La Fiat dell'era Marchionne ha oggettivamente vissuto un periodo positivo nel corso degli ultimi anni, ma ora - in un momento di grande crisi per tutti - assistiamo ad operazioni forse un po'  troppo ardite: prima la Chrysler, adesso la Opel (leggi qui l'articolo su La Repubblica). Spero che Marchionne abbia valutato bene tutti gli aspetti, e che quindi non stia facendo il passo troppo lungo: sarebbe un vero peccato gettare al vento un risanamento conquistato con fatica e sacrificio. Certo - però - che l'attuale sovracapacità produttiva della stessa Fiat (che ha infatti stabilimenti chiusi da mesi, con migliaia di operai e impiegati in cassa integrazione) fa apparire quanto meno rischioso scommettere su accordi con altri produttori in difficoltà...

Libertà di stampa

Forse verrò tacciato di essere filo-governativo (cosa che non è vera, nonostante ritenga che l'attuale governo non stia facendo peggio dell'ultimo governo Prodi, e che nel "nuovo" PD non ci siano persone in grado di fare meglio), ma non condivido per nulla l'analisi fatta da Freedom House (leggi qui l'articolo su La Repubblica), in base alla quale l'Italia - unica tra i Paesi occidentali - non godrebbe di una completa libertà di stampa. Che il governo - attraverso il suo massimo rappresentante - abbia il favore di una parte dei media è fuor di dubbio: ma spingere questa considerazione, legittima e evidente agli occhi di tutti, fino all'esistenza di ostacoli alla libertà di informazione mi sembra esagerato. Una boutade, mi verrebbe da dire. Chissà, forse gli americani hanno solo voluto creare un "caso" per avere maggiore visibilità (del resto in Italia ben pochi conoscevano l'esistenza di questo istituto di ricerca: oggi la sua notorietà è certamente aumentata...). In cosa consisterebbe la mancanza di libertà nel nostro Paese? Ecco il passo incriminato:
The region registered one status downgrade in 2008, as Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Il primo motivo dice sostanzialmente che il maggiore ricorso ai tribunali sarebbe una limitazione alla libertà di informazione (e da quando chiedere alla Giustizia di tutelare il proprio nome è una limitazione? Se l'accusa fosse infondata ci pensarà il tribunale a dire che non c'è stato nulla illecito...). Certo mi domando se tale considerazione venne fatta già all'indomani della famosa vignetta di Forattini sul dossier Mitrokhin, con l'allora presidente del Consiglio D'Alema che citò in giudizio il vignettista (per chi fosse interessato, qui è disponibile la vignetta, a mio avviso una delle più belle mai disegnate). Il secondo motivo, però, è proprio un capolavoro: poiché Berlusconi ha forti interessi nei media, allora la sua presenza come capo dell'esecutivo potrebbe causare una concentrazione eccessiva di media sotto il controllo della stessa persona. e quindi in Italia la libertà di espressione non è completa. Non male come processo alle intenzioni...

giovedì, aprile 30, 2009

Primo Maggio

Per fortuna sono tante le festività comuni ad Italia e Ungheria, ragion per cui - almeno fino ad ora - non ho dovuto cambiare le mie "abitudini": perché certe date sono per così dire sacre, vanno celebrate in un certo modo, seguendo determinate tradizioni. Il Primo Maggio è una di esse, e - sinceramente - mi sarebbe dispiaciuto trascorrerlo lavorando...

Ho colto l'occasione del lungo fine settimana per tornare in Italia: sono ora in aeroporto a Budapest, e per fortuna questa volta il volo è dato in orario. Se penso ai rischi che ho corso a Pasqua, mi viene da sorridere e tirare un bel sospiro di sollievo! Poche ore e sarò nuovamente a casa: quella che - ancora adesso dopo tanti anni - continuo a considerare la mia casa...

martedì, aprile 28, 2009

Arrivederci Sandro...

Ieri il mio capo (ex capo ormai) è venuto a Budapest, per firmare alcuni documenti prima di lasciare l'azienda. Mi ha fatto piacere avere l'occasione di riceverlo prima che andasse via: dopo che condividi tante esperienze (non solo professionali: come spesso accade nei rapporti capo-collaboratore, si era creata una stima reciproca che andava ben oltre il lavoro) con una persona, vederla andare via dispiace tanto. So che sta facendo la scelta giusta, che cerca nuovi stimoli in una nuova azienda. Ma mi mancherà, a me come certamente anche agli altri colleghi che lascia in questa azienda. E noi - io in particolare spero! - gli mancheremo nello stesso modo.
La vita è piena di nuovi inizi. Ed ciascun inizio porta con sé la fine di qualcosa. Gli addii non mi piacciono, e lo ho detto anche a lui: preferisco di gran lunga gli arrivederci. Perché se anche il destino non dovesse più darci l'opportunità di incrociare le nostre strade, i ricordi - da soli - basteranno a tenere viva la memoria di un brava persona...

sabato, aprile 25, 2009

Chissà come rispondono gli altri

Discutere mi piace, perché penso mi arricchisca: ecco perché leggo tanti forum su Internet e - quando ritengo un argomento interessante o comunque penso di potere fornire un utile contributo a chi ha iniziato l'argomento - rispondo spesso. Ieri mi era capitato di scrivere (privatamente) su un tema legato alla previdenza. Ed ho anche ricevuto una risposta che mi ha fatto piacere:
Carissimo Stefano,
fra tutte le risposte pervenutemi questa è la più pacata e la più esauriente.
Grazie, ho capito. Forse siamo stati abituati troppo bene: mamma Inps o Inpdap ci ha viziati.
Quello che mi domando è: ma qualcuno ha veramente risposto in maniera non pacata? Perché sui contenuti non è detto che chi risponda sia ben documentato, ma perché mai dovrebbe non essere pacato nei modi? Ma forse la verità è che oramai su Internet si incontra lo stesso tipo di gente che incrociamo per strada: dove ci sono tante brave persone ma - ahimè - anche troppi tipi loschi che sarebbe meglio perdere che trovare...

25 Aprile: una festa nata per unire

La Liberazione avrebbe dovuto essere una festa di tutti gli Italiani, una celebrazione della fine di un periodo buio, di guerre e di miseria. Avrebbe dovuto rappresentare l'Unità degli Italiani: ed invece - ogni anno - dimostra di essere più una causa di contrasti e dissenzi che non di aggregazione e unione. Forse a qualcuno fa anche comodo che sia così: ma resta una occasione persa, l'ennesima per un Paese che - chissà poi perché - sembra trarre piacere dal male che si fa da solo.

giovedì, aprile 23, 2009

Fare ordine 2: la normalità è ancora lontana

E' già giovedì sera, ma i pacchi son sempre lì. Non tutti - è vero - ma ancora tanti: il tempo che non basta mai è forse solo una scusa per ammettere di essere un po' troppo pigro... Ma il fine settimana è alle porte, e con esso - sono certo - arriverà anche la buona volontà di chiudere i conti col trasloco, di archiviarlo definitivamente mandando in soffitta (meglio in discarica...) quelle scatole che ancora, mezze piene e mezze vuote, invadono la cucina (già piccolina di suo!) ed il soggiorno.
Sono 10 giorni ormai che non guardo la televisione: ho troppi dubbi sulla TV via cavo (un solo canale in lingua Italiana è un po' pochino per i miei gusti), e per la parabola (che al contrario mi consentirebbe di vederli tutti i canali italiani) non mi sono ancora deciso. E' proprio vero, la televisione sa tenere compagnia, riempie la casa di suoni ed immagini: ed anche quando pensiamo "ah, non c'è niente in TV", alla fina la teniamo accesa perché quel "niente" è sempre meglio di una televisione spenta ;-)

martedì, aprile 21, 2009

Sviste?

Da alcuni giorni campeggia sull'home page dell'Alitalia questa immagine:

 
Ora, come fanno i gestori di un sito che è visitato ogni giorno da (decine di) migliaia di utenti, molti dei quali lo usano anche per acquistare i propri biglietti, a non accorgersi di un errore di ortografia come questo?

lunedì, aprile 20, 2009

Fare ordine

Oggi sono arrivati i pacchi del mio trasloco: 17 scatoloni (ne ricordovo meno ad essere sincero...) che adesso si affollano tra cucina e salotto. Dovrei iniziare ad aprirli, a sistemare le cose, a fare ordine insomma. Ci vorrà un po', lo so, ma ci riuscirò. Ed alla fine la casa assumerà un aspetto più vicino al mio: perché gli oggetti aiutano a personalizzare l'abitazione, a renderla più simile al proprio padrone. Perché una casa è la carta d'identità di una persona, e sa svelare tante cose di chi la abita...

sabato, aprile 18, 2009

Fare la spesa

Sembra una cosa normale, dove non c'è nulla di strano o particolare. Eppure ognuno di noi, quando per la prima volta entra in un nuovo supermercato, si trova un po' spaesato: perché non sa dove andare a cercare le cose, perché magari alcuni prodotti che cerca (di quel tipo o quella marca) non si trovano, ecc. Beh, quando entri per la prima volta in un supermercato all'estero questo fenomeno è moltiplicato per 100. Perché non solo devi capire dove sono le cose che cerchi, ma anche perché non trovi quello a cui sei abituato. Voi credereste che un supermercato possa non abbia la pasta Barilla? Eppure in quello che mi ha visto per la prima volta fare la spesa in Ungheria (e non parlo di un negozietto, ma di un ipermercato che non invidia nulla - per dimensioni sicuramente - ai grandi commerciali che ci sono in Italia) non c'era! Ed è drammatico, perché su certe cose (la pasta è una di queste) non sono certo pronto a derogare...
Ma - ahimé - non è solo l'assenza dei prodotti o delle marche alle quali siamo abituati a creare difficoltà: perché su alcune cose sarei anche pronto a provare marche nuove. A patto, però, di capire che c'è scritto sulla confezione. Perché sulla confezione, come in Italia, c'è scritto tutto. Il problema è saperlo leggere...

venerdì, aprile 17, 2009

Non era destino...

... che io oggi girassi per le strade della capitale Ceca: la pioggia ha distrutto le mie speranze, e mi ha confinato in albergo - con appena una piccola uscita per andare a mangiare un boccone - come nella più triste delle storie. Evidentemente il cielo non ha ritenuto questa fosse l'occasione giusta per vivere una città magica come Praga. Forse dovrei prenderlo come un presagio positivo? Può darsi, ma nell'immediato non mi resta che l'amarezza per un'occasione persa, l'ennesima riguardo le città che mi hanno visto senza ch'io ricambiassi la cortesia...

giovedì, aprile 16, 2009

L'estate in anticipo

In Italia - nel sud ma ora anche a nord a quanto sento - la primavera sembra fare dietrofront, lasciando il campo libero al ritorno dell'inverno. Ma qui a Praga, invece, la bella stagione sembra essersi stabilità definitivamente: caldo e Sole da diversi giorni accolgono all'alba gli abitanti della città, per accompagnarli fino a sera. Certo, di notte fa ancora freschetto, ma se ripenso che l'ultima volta che son venuto qui (era metà febbraio) le strade erano invase dalla neve... di passi in avanti se ne sono fatti, eccome!
Dicono che domani dovrebbe cambiare (in peggio...) anche qui: spero che abbiano toppato clamorosamente, perché di dispiacerebbe se proprio nella serata nella quale voglio girare un po' la città, il tempo dovesse improvvisamente mutare in peggio!

mercoledì, aprile 15, 2009

Praga

Sono proprio di corsa: seduto in aeroporto, con l'imbarco del volo già in corso, sfrutto comunque questi pochi minuti per rilassarmi un secondo, e scrivere due righe. Stasera vado a Praga, due giorni di lavoro nella capitale ceca e - teoricamente - un venerdì sera libero per girarla (il volo partendo di sabato mattina costava così tanto meno che valeva la pena pagare un pernottamento in più): riuscirò a sfruttarlo? Conoscendomi temo di no, ma magari questa volta mi sbaglio!

martedì, aprile 14, 2009

Senza mai un attimo di tregua

Probabilmente ho sbagliato a non prendere neppure un giorno di ferie da legare a fine settimana lungo: non che mi mancassero, ma con mille cose da fare (tra lavoro e casa: perché teoricamente dovrei pensare - cosa che ancora non ho fatto - anche alle routine casalinghe, a partire dalla spesa. Ad oggi in questa casa non è ancora presente nulla di edibile, con la conseguenza che tanto a colazione che a cena devo andare a mangiare fuori!) non ho proprio pensato alla possibilità di assentarmi un altro giorno. E però così non ho potuto godere appieno di queste feste, brevi, sempre troppo brevi: ma nonostante la ridotta durata (e il clima che le ha accompagnate), le ho gradite, e mi ha fatto piacere ricevere i vecchi colleghi di Palermo, da quelli che vedo e sento spesso - Gabriele e Fabio in particolare - a Gianluca con il quale non ci si vedeva da tantissimi anni.
Adesso - dopo una giornata iniziata prestissimo (sveglia alle 4:30: ho voluto partire la mattina? Ed allora mi tocca pedalare...) - sono sfinito, e ho una sola idea in testa. Quale sia lo lascio immaginare a voi: ma dubito che possano esserci indecisioni...

domenica, aprile 12, 2009

Pasqua sotto la pioggia

Venerdì son partito da Budapest lasciando una temperatura di 28 gradi: pensavo che - nell'estremo sud dell'Italia - avrei quindi trovato caldo e Sole. Ma spesso le conclusioni alle quali si arriva solo seguendo i luoghi comuni (al sud fa sempre caldo...) sono errate, come in questo caso. E mentre il centro Europa (ma in fondo anche il nord Italia) si gode un inizio di primavera più che discreto, la Sicilia affoga sotto la pioggia, sferzata da un vento impietoso che abbatte i suoi alberi e rende complicata perfino la circolazione. Il periodo Pasquale sa davvero essere imprevedibile: alcuni anni vedono un caldo degno di Agosto, altri temperature rigide più consone alla Scandinavia. Quest'anno - ahimé - rientriamo nella seconda classificazione. Ed allora addio a tutti i miei sogni, che non escludevano neppure la possibilità di fare il primo bagno della stagione: ma in questa situazione più che il costume servono ombrello e cappotto...

Pirati

Sembrava un termine del passato, di un mondo scomparso ormai da tempo: ma invece la pirateria è ancora viva e vegeta. Certo non nel Mediterraneo, ma in altre zone "calde" del mondo sì: ed ecco che il bollettino sembra diventare una guerra, con navi abbordate con cadenza quasi giornaliera. E le marine militari di mezzo mondo (compresa quella Italiana) mobilitate per sgominare questi novelli predoni...

sabato, aprile 11, 2009

L'esito finale del viaggio: mai smettere di provarci

Alla fine la perseveranza è stata premiata: anche il secondo volo era abbondantemente in ritardo, così sono riuscito a prendere la coincidenza! E pensare che a Budapest l'addetta dell'Alitalia mi aveva suggerito di rinunciare a partire e rimandare tutto a questa mattina! ;-)

venerdì, aprile 10, 2009

Comunicare ai tempi del Wi-Fi

Grande invenzione il WiFi, specialmente quando è gratuito e nell'aeroporto dove stai aspettando che il tuo volo parta, dopo il grande ritardo. Navigando su Internet diventa più facile ingannare il tempo, e trovare cose da fare: come scrivere sul Blog, tenendo aggiornate le persone che lo leggono! Ora, per esempio, ho appena visto sul sito dell'Alitalia che anche la coincidenza che rischio di perdere pare portare un certo ritardo (45 minuti): basterà per consentirmi di atterrare questa notte a Palermo? Sono aperte le scommesse...

Le foto della casa

Nell'attesa di capire il mio destino, cerco di consolarmi con qualcosa di carino...

Iniziamo bene...

Primo volo di rientro da Budapest, e primi problemi: il volo AZ479 per Roma ha un ritardo consistente, e la mia coincidenza è a rischio... Anzi, a detta del personale di terra è certo che non riuscirò a prenderlo: ma io ci provo comunque, vado a Roma e spero nel miracolo - anche l'altro volo potrebbe portare ritardo! - del resto non stiamo parlando di tempi astronomici, se perderò il volo sarà per 20-30 minuti... Però questo è un gran brutto presagio, visto ch'io ho già comprato altri 4 voli con lo stesso itinerario, e sempre con un risicato tempo per la coincidenza. Dicono che è inutile bagnarsi prima che piova... io quindi spero di farcela, anche se sembra veramente difficile questa volta :-(

mercoledì, aprile 08, 2009

Trovata...

Trasferirsi metta tanta ansia. Una grande fonte di preoccupazione è la casa: perché il rifugio nel quale scappare dopo una dura giornata di lavoro va selezionato con cura, e la fretta - si sa - è grande nemica in queste cose. Stamattina, quando ho lasciato Milano (biglietto sola andata, segno che il dado - oramai - è tratto...) avevo nel cuore una grande angoscia: perché pur avendo preso accordi per la casa, il contratto fisicamente non era ancora stato firmato, e le chiavi di certo non erano in mio possesso. Insomma, son partito senza sapere dove sarei andato a dormire questa notte! Ma per fortuna in questa circostanza tutto è andato secondo copione: ed ora eccomi qui, stanco come non mai, ma nella mia nuova casetta. Con un caldo da morire (oggi c'erano 28 gradi qui a Budapest), ma felice di avere fatto il primo passo verso una situazione più normale...

domenica, aprile 05, 2009

Traslochi

Organizzare un trasloco significa chiudere in tante scatole la propria vita: non tutta, certo, ma quella basata sugli oggetti sì. E bisogna decidere cosa portare e cosa no, cosa buttare (perché molte persone - ed io tra queste - tendono a conservare tutto: ma quando poi ti tocca trasportarle altrove... allora forse è giunto il momento di prendere una decisione sulla loro sorte!) e cosa invece regalare a qualcuno (o chiedergli di conservarlo per te: la vita mi ha insegnato quando la sorte sappia essere beffarda, e chissà, magari fra pochi mesi tornerò di nuovo a Milano). Ma i traslochi sono anche l'occasione per riscoprire cose che non si ricordava di avere: magari fotografie lasciare in uno scatolone durante il precedente trasferimento, o lettere scritte dieci anni prima e custodite in una carpetta. E' un modo di riscoprire il proprio passato, ed io - chi mi conosce lo sa bene - mi emoziono sempre ripensando alla mia storia. C'è una bella canzone dei Gemelli Diversi che tratta proprio questo tema: e oggi non posso esimermi dal proporvela

mercoledì, aprile 01, 2009

Pesci d'Aprile

Un tempo mi piaceva farli, ma poi con gli anni la passione è scemata, e con essa - ahimé - anche il tempo: perché uno scherzo, per essere ben fatto e riuscire, ha bisogno di essere preparato con cura. Questo non è stato l'anno buono; confido il prossimo possa trovarmi meno impreparato: perché anche gli scherzi - quelli belli almeno - hanno il loro fascino, e contraddistinguono chi li fa, tanto da venire ricordati con piacere anche da chi li subisce..

martedì, marzo 31, 2009

I mostri

L'uomo ha bisogno di un nemico. Contro il quale scagliarsi ed inveire. Qualcuno da potere accusare di tutti i propri mali: perché quando la colpa è di un altro... beh ci si sente liberati da un peso. La storia ci insegna che di capri espiatori il mondo è stato pieno: che fosse una persona o coloro che abbracciavano una religione, il colore della pelle o una fede calcistica, poco importa, basta avere qualcuno con il quale prendersela. Oggi è il turno dei ricchi - siano essi banchieri o imprenditori o persone comuni che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato - i quali divento i nemici pubblici numero uno: perché son loro che hanno affamato il mondo. Ora non dubito che qualcuno l'abbia pure fatto, ma di certo con gravi complicità (o almeno ingenuità) da parte di tutti: prendersela solo con loro è sbagliato. Ed ancora di più lo è farlo al di fuori del contesto giusto, che sono (eventualmente) le aule di tribunale, dove citare coloro che hanno agito in maniera illecita. Ma questo sembra troppo complicato: meglio prendersala subito con chi comanda, sequestrandolo ed impaurendolo. Per ottenere cosa, nessuno lo sa... Ma i comportamenti umani, spesso, non sono guidati dalla ragione...

venerdì, marzo 27, 2009

Case, case, case

Per chi deve trasferirsi, la ricerca della casa è uno dei primi compiti. E non è mai una cosa semplice: perché non si conosce il posto, non si sa quindi (all'inizio quantomeno) quali siano le zone "belle" e quelle "da evitare". E - purtroppo - la ricerca è spesso accompagnata dalla fredda di trovare in breve tempo qualcosa: la fretta, si sa, è cattiva consigliera...
Io ho dovuto tante volte nella mia vita trasferirmi, ed ogni volta ho sperimentato sulla mia pelle il problema della ricerca della casa. E quando essa avviene all'estero, le difficoltà sono amplificate, visto l'ostacolo - oggettivo - della lingua...
In queste settimane ho girato tanto per case, avrò visto 20-25 appartamenti. Alcuni proprio brutti, altri in zone troppo periferiche. Ma ho anche avuto la fortuna di trovare alcuni gioiellini, appartamente nuovi e carini, posti nei quali vivere può anche essere piacevole: ed è su questi che si concentra ora la mia attenzione, perché due sono quelli che mi ronzano in mente, che mi dicono "prendi me, prendi me". E quindi adesso devo giungere ad una conclusione, prendendone uno e lasciando ad altri il secondo... Il fine settimana mi aiuterà a riflettere: certe decisioni hanno bisogno di un po' di tempo per essere maturate...

mercoledì, marzo 25, 2009

Papa e AIDS

In una regione dove la gente muore ogni giorno per la peste del nuovo millennio, il Papa afferma candidamente che il profilattico non serve ed anzi sarebbe dannoso (chissà che intende dire). E - nel momento in cui persone con un po' di buon senso criticano l'avventata affermazione del rappresentate di Cristo in terra - la Curia non trova di meglio che cercare di zittire il dissenso, accusando (fortuna che non esiste più il reato di lesa maestà...)  i contestatori di essere reazionari, colonialisti, interessati solo al proprio tornaconto. Dimenticandosi che il Papa può legittimamente parlare ex cathedra di argomenti religiosi: ma quando in gioco c'è la salute e la vita (terrena) delle persone, allora forse anche il Pontefice dovrebbe ponderare meglio le sue parole...

Sì, è lui

Credo che questa sia la frase più comune quando si fa un riconoscimento: la si sente sempre nei film gialli, e probabilmente anche nelle questure avviene veramente così. Ma la storia insegna che è facile sbagliare: perché la memoria è labile, e - soprattutto quando i ricordi si limitano a pochi istanti magari vissuti sotto un fortissimo stress - non è detto che quello che si ricorda sia sufficiente a riconoscere veramente qualcuno o qualcosa. Eppure i testimoni (ancora più le vittime) di reati sono poi sempre così sicuri e decisi nelle loro affermazioni: forse perché - alla ricerca spasmodica di un colpevole - sono pronti a tutto pur di fare condannare qualcuno. E se le indagini della polizia individuano un sospetto, allora deve essere necessariamente lui: la polizia, del resto, fa il suo mestiere, e se ha identificato qualcuno avrà avuto i suoi buoni motivi! Eppure il caso di Racz dimostra quanto sia facile fare un riconoscimento totalmente errato: una persona che non assomigliava minimamente alle descrizioni fornite subito dopo i fatti dalle vittime e dai testimoni (a partire dall'altezza - di una decina di centimetri inferiore rispetto alla prime dichiarazioni - fino ad arrivare alla capigliatura: stempiato lui, con tutti i capelli l'aggressore...), che però è poi stato identificato senza ombra di dubbio da quelle stesse persone. L'onda dell'emotività, si dirà: erano sotto stress ed hanno quindi commesso un così clamoroso errore. Sarà, ma è una cosa pericolosissima: perché dimostra che a volte si può essere addidati di qualcosa senza alcun motivo, senza averne colpe, solo perché - dall'altra parte - si cerca qualcuno che paghi per quello che è accaduto. E - forse - il fatto che a pagare sia la persona giusta non ha poi tanta importanza...

lunedì, marzo 23, 2009

Sottosopra

 
In questo inizio di Primavera le condizioni climatiche sembrano ribaltate: perché il Sole e le temperature miti - da sempre appannaggio del Meridione - hanno invece abbandonato le regioni del Sud per migrare a Milano e nella pianura Padana: regalando, dopo mesi, giornate semplicemente meravigliose (a dispetto delle previsioni, che non davano nulla di buono una settimana fa ;-)). Tanto belle che rimanere chiusi in casa sarebbe stato un delitto: ecco perché anch'io ne ho approfittato per lunghe passeggiate. Perché quando il tempo è così bello, anche quattro passi a Milano diventano interessanti...

sabato, marzo 21, 2009

Primavera e giornate più lunghe

E' ufficiale: oggi inizia la Primavera. E ieri è stato il giorno dell'equinozio. Da oggi e per i prossimi sei mesi - nel nostro emisfero almeno - il giorno batterà la notte. Sembre di più fino al solstizio. E così le cupe giornate invernali, caratterizzate da una notte che già di primo pomeriggio anneriva il cielo, lasceranno il posto a serate piene di luce che risveglieranno la vita e le attività di ogni persona. Perché è innegabile che la Primavera (forse ancora di più dell'Estate) dona nuova linfa alle persone, le rende più dinamiche e pronte ad uscire dalle tane dove si erano rintanati nel corso della brutta stagione. Io - almeno - ho sempre assistito ad un simile evento. E questo sarà ancora più vero quando - ormai tra appena una settimana - anche l'ora legale ci assisterà nel compito di rendere più lunga la durata del Sole: perché guadagnare un'intera ora di luce la sera renderà ancora più piacevole uscire e trascorrere fuori le serate.

martedì, marzo 17, 2009

Attraversare l'Italia...

... da est a ovest, tagliando gli Appennini ed ammirando lo splendido paesaggio offerto da questa giornata di primavera. Questo è quello che mi è successo oggi, viaggiando sulla famigerata Orte-Cesena (era una delle strade statali identificate per l'applicazione dei "pedaggi ombra"...) per raggiungere Fiumicino da Fabriano. Passando da Spoleto con la sua bellissima rocca Albornoz che mi incanta sempre e che mi fa tanto pensare...

Paesaggi

Una delle cose più tristi di Milano è che al suo interno non si gode di alcun panorama: pianeggiante come è, ma soprattutto piena di edifici (la gran parte di dubbia bellezza), non offre a chi la vive la possibilità di cogliere scorci e paesaggi degni di nota. Ed io, invece, sono un amante dei bei panorami: ed è per questo che - quando ho l'occasione di osservare un'alba o un tramonto - la colgo sempre. Oggi, qui a Fabriano, ho assistito nuovamente ad uno spettacolo che in fondo ho visto ed apprezzato per anni: le montagne che circondano il paese illuminate da un Sole luminosissimo, che svettano nel cielo azzurro tanto limpido da non sembrare neanche vero. Basta poco per emozionarsi...

giovedì, marzo 12, 2009

Trentatré

Trentatré sono gli anni di Cristo, trentatré i giri (al minuto) dei vecchi dischi in vinile, trentatré è la parola da pronunciare durante l’auscultazione del torace. E - per i prossimi 365 giorni - trentatré saranno gli anni che mi accompagneranno nel mia cammino: un percorso sempre incerto, di cui conosco tutto del passato ma niente del futuro. Una sfida, quindi, che si può certo perdere - lo ammetto - ma che offre comunque l'opportunità di vincere: e questo è sufficiente, per chi è ottimista come me, per affrontarla con serenità e col sorriso.

Non sono abituato a farmi gli auguri da solo. Aspetterò che siano le persone che sento vicine a farmeli: perché non si è mai soli quando gli altri ci pensano anche senza vederci.

mercoledì, marzo 11, 2009

Fantasia - Edoardo Bennato

martedì, marzo 10, 2009

Milano-Budapest sola andata

No, non è ancora il tempo. Ma poco ci manca: perché la mia esperienza milanese è stata breve, ed avrà fine tra poche settimane. Non ch'io l'abbia vissuta pienamente: sempre in giro per l'Europa, trascorrendo nella metropoli Lombarda al più i fine settimana (che poi, in realtà, non li passavo quasi ma a Milano ma più nella zona di Como!), ma comunque basato a Milano. Ma - come da tempo immaginavo - l'azienda ha avuto per me altri progetti: e così, già dal prossimo mese, la mia nuova casa sarà in Ungheria, in quella Budapest dove da mesi passo già buona parte del mio tempo lavorativo. Come sarà questa esperienza non posso saperlo: certo, trasferirsi è sempre una seccatura, ricostruirsi una vita sempre difficile, vivere all'estero sempre rischioso. Ma può anche essere fonte di nuove conoscenze, opportunità di imparare usi e costumi nuovi. Mentirei se non ammettessi di avere paura. Come l'ho avuta quando ho iniziato a lavorare (in Belgio), o quando sono rientrato in Italia (a Roma), o quando ho accettato una nuova sfida (a Fabriano) o ancora trasferendomi a Milano. Sono anni che giro, ed in questo periodo ho vissuto tantissime esperienze: alcune belle altre meno, ma tutte insieme mi hanno reso la persona che sono. Non perfetta, anzi di difetti ne conosco cento e ne nascondo mille!, ma comunque una brava persona. Questa nuova esperienza rientrerà in questa stessa casistica...

domenica, marzo 08, 2009

8 Marzo: la primavera inizia...

E' vero, secondo il calendario mancano ancora due settimane. Ma oggi è una così splendida giornata, che potrebbe benissimo essere già il primo giorno della nuova stagione. E sarebbe bello, se così fosse: perché oggi è anche la festa delle donne, e far coincidere le due date avrebbe anche un forte valore simbolico. L'altra metà del cielo - alla quale oggi si rende un omaggio speciale (ma in realtà andrebbe reso sempre) - merita tutta la nostra considerazione. Ed ecco perché anch'io voglio esprimere il mio augurio a tutte le donne, per quello che sono e per quello che fanno non solo oggi ma ogni giorno dell'anno...

mercoledì, marzo 04, 2009

Lentamente muore - Pablo Neruda

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

I tabù del sindacato

Nel corso degli anni ho assistito a tanti "NO" pronunciati dai sindacati, in particolare dalla Cgil. In tanti, troppi casi le proposte avanzate sono state bocciate senza reali motivazioni, quasi a volere difendere a tutti i costi lo status quo: dai rinnovi del contratto metalmeccanico senza la firma della Fiom-Cgil fino alle proposte di innanzalmente dell'età pensionabile, un coro di no preconcetti che non affrontano mai la questione, che quasi mai forniscono spunti interessanti di discussione, che mostrano solo una chiusura ingiustificata. Perché il mondo cambia, e le regole (specie in materia previdenziale!) non possono non tenerne conto. Chi si ostina a rifiutare questa realtà è destinato ad affondare, portando con se chi - in buona fede - gli ha dato credito. La pensione a 65 anni, per gli uomini come per le donne, nel pubblico e nel privato, non può essere un tabù: bisogna parlarne, discuterne, capire. E infine decidere: perché i problemi - se non affrontanti - non si risolvono, anzi tipicamente si amplificano. Fino a diventare - all'improvviso - troppo grandi per essere gestiti...

domenica, marzo 01, 2009

Facebook

Non mi sono mai iscritto a Facebook, e per il momento non ho intenzione di farlo. Però mi capita a volte di discutere di Facebook. L'ultima volta è successa la settimana scorsa, con uno scambio di email con Cristiano (thread iniziato, come spesso accade, dal buon Giacomo):

devo dire a malincuore che il facebook ha spazzato via questi blog (compreso per ora il mio).
Non è una cosa detta tanto per ma una constatazione reale.
Dai 20-30 visitatori al giorno siamo passati a 1, a volte anche zero.
Le nuove tecnologie ci permettono di esprimere il nostro parere anche attraverso facebook, in maniera ancora più semplice.
Per esempio dai siti di dipietro, grillo, travaglio e carotenuto è possibile postare direttamente la notizia con fonte annessa in meno di un secondo.
Insomma, è da PD inisistere con i blog in questo momento.
Torneranno, ma in maniera diversa...

Quello che dice Cristiano è vero,  ma io mi permetto di fare una obiezione: per me Facebook è solo una moda del momento, che piace ed attrae tanto per la sua semplicità, ma che ha un problema, enorme a mio avviso: è una macchina mangia soldi, che brucia la cassa della società. Server, connettività, manutenzione, costano ogni anno decine di milioni di dollari (ma credo che ormai si possa parlare anche di centinaia). I ricavi, invece, languono: non esiste un modello di business valido, non c'è nulla che possa portare ricavi consistenti. La tanto cara pubblicità on-line non mi sembra in grado di compensare gli enormi costi. Ecco perché - a mio avviso - la vita di Facebook non sarà ancora lunga: potrebbe durare ancora anni, a patto che gli azionisti siano pronti ad investire ancora, ma alla luce dell'attuale crisi dubito che saranno pronti a farlo. A meno che non trovino quache alternativa per fare soldi: io, che però non sono un esperto di marketing, non ne vedo.  Tranne che Facebook non decida di fare qualcosa di veramente abietto e immorale: vendere i profili dei propri utenti (con tutti i test che si fanno, le informazioni su amicizie e preferenze, diventa facile segmentare le persone) a società specializzate nella vendita di servizi/prodotti. Ma se lo facesse, credo che perderebbe ben presto tutti i suoi utenti...

sabato, febbraio 28, 2009

Atti dovuti

Va tanto di moda - specie nell'ambiente giudiziario - parlare di atti dovuti laddove vengono prese iniziative talmente lontane dal buon senso da lasciare molte persone allibite (me compreso): a Udine il padre di Eluana (ma è in compagnia di una decina di persone, tra medici e infermieri) è ora indagato, perché avrebbe ucciso la figlia. Ossia, si è seguito alla lettera un protocollo approvato dalla stessa magistratura - con tanto di sentenza - ed ora si iscrivono le persone nel registro degli indagati. Atto dovuto dicono, quali a fare intendere che la cosa si chiuderà senza esiti: ma allora, se già il magistrato che dovrebbe indagare sull'ipotesi di reato sa che non se ne farà nulla, perché sprecare tempo e soldi (dei contribuenti) in una lavoro inutile? E' proprio vero, quando i soldi in gioco non sono i propri ci si fa meno scrupoli a sprecarli...

venerdì, febbraio 27, 2009

In continuo movimento

Viviamo in un mondo che cambia in fretta, dove ciò che ieri era normale e scontato, domani diventa inusuale. Un mondo frenetico dove - sembrerebbe - chi si ferma è perduto. Chissà se è davvero così... Probabilmente no, ma spinti da quello che ci succede intorno non riusciamo spesso ad evitare di correre, di cambiare anche noi. Magari anche quando non vorremmo. I cambiamenti, specie quelli repentini, sono sempre incognite: non è detto che siano negativi, per carità!, ma di certo il rischio esiste. Oppure potrebbe andare tutto bene, tanto da rivelarsi grandi opportunità. In ogni senso...

martedì, febbraio 24, 2009

Il rispetto

Una delle cose che manca nella società moderna è appunto questo: perché a parole tutti sostengono di essere profondamente rispettosi degli altri, ma che forma di rispetto è mai tenere la suoneria del cellulare accesa (e ad alto volume) in un pullman dove in molti vorrebbero poter dormire visto che sono le 6 del mattino? O - peggio ancora - rispondere e parlare come se si fosse a casa propria, incuranti di chi, accanto, non è certo interessato a certe vicende. Il rispetto degli altri nasce dalle piccole cose: se già mancano queste, è inevitabile che la situazione degeneri...

sabato, febbraio 21, 2009

Il mio computer

Nella mia stanza c'è ancora un vecchio computer, adagiato su un mobile preso appositamente per lui. E' un glorioso Amiga 3000, acquistato nel 1990 e che per molti anni è stato il MIO COMPUTER, quello che mi ha fatto appassionare all'informatica ed alla telematica (Internet, a quel tempo, non esisteva, non come lo intendiamo oggi almeno). 2 mega di RAM - che poi io espansi a 6 -, un hard disk da 40 mega (non avete letto male, 40 megabyte, anche se dopo qualche anno ne comprai uno da 400) e un processore Motorola da 16Mhz: con questi numeri sembrerebbe un giocattolo, abituati come siamo a ragionare in giga. Eppure era una scheggia e non gli mancava nulla, ed a me piaceva tanto. Mi ci trovavo bene, e con esso ho fatto il pioniere in un mondo fantastico che è poi dovuto soccombere dinnanzi ai fenomeni di massa...
Credo che non venga più acceso dal 2000 o giù di lì: ormai dubito funzioni ancora (non dovrebbe avere più nemmeno gli hard disk) e comunque adesso non avrebbe senso usarlo. Ma io ci resto affezionato, e non posso buttarlo via. Gli oggetti sono capaci di evocare ricordi in maniera spesso più vivida dei pensieri: forse solo suoni e immagini sono più potenti di loro. Ed io della mia vita non voglio dimenticare nulla: perché quello che sono lo devo alla strada che ho percorso, con tutti gli eventi - belli o brutti - che l'hanno movimentata...

La strana accoppiata

Sole e freddo. Non è comune in Sicilia: la mia regione, in genere, a metà febbraio vede i mandorli in fiore e temperature già gradevoli. Ma non quest'anno: perché il freddo e persino la neve hanno inaspettatamente avvolto questa terra normalmente baciata dalla luce della nostra Stella. Ed oggi - che mi trovo qui per un paio di giorni di riposo (a Milano non riesco a staccare dal lavoro neppure nel fine settimana, qui spero di avere più fortuna) - sperimento sulla mia pelle questa particolare sensazione, cielo terso e limpido ma un freddo pungente. Con una temperatura che anche se non si avvicina neppure lontanamente ai -5 che ho - ahimé - sperimentato in settimana a Praga, per me è già fin troppo bassa.
PS A casa ho purtroppo visto - mia madre me l'aveva già anticipato - il bellissimo albero di mimose che adornava il giardino abbattuto dal vento :-(

mercoledì, febbraio 18, 2009

Con quasi un anno di ritardo...

... Veltroni ha fatto il passo giusto, quelle dimissioni che avrebbe dovuto presentare già all'indomani della clamorosa sconfitta alle politiche: perché se l'elettorato boccia la tua linea, affermando in maniera chiara che il tuo piano non è quello che vuole, allora dovresti farti subito da parte. Lui non l'ha fatto, non ha avuto questa forza (perché per chi è il capo ritirarsi e rinunciare quindi al proprio ruolo di comando non è certo facile, e quindi umanamente posso anche comprenderlo), condannando così il PD a lacerarsi per altri 9 mesi, perdendo elezioni su elezioni. Fino alla sconfitta di lunedì in Sardegna, dove anche l’astro nascente del Partito Democratico, Renato Soru, è stato silurato da super Silvio: il quale ha dimostrato per l’ennesima volta che il suo modo di fare, fatto di tanti annunci e proclami ma di pochi fatti concreti, è vincente. Anche in un periodo di crisi, durante il quale – in genere – chi sta al governo viene durante punito in quanto incapace di ridurre gli effetti della crisi stessa.
Il PD oggi è in fibrillazione, si interroga sul suo futuro. Potrebbe anche non sopravvivere. Oppure potrebbe riprendere vigore, affidarsi a leader nuovi e – magari - conquistare nuovi consensi. Sarà il tempo a dire come questa “crisi” interna sarà stata gestita.

lunedì, febbraio 16, 2009

Il Paese delle emergenze

In Italia la politica vive alla giornata: Eluana sta per morire? Serve un provvedimento immediato, bisogna fare una legge in tre giorni. Poi Eluana muore e i tre giorni diventano mesi se non anni (o magari alla fine la legge neppure si farà). Poi qualcuno si accorge che nelle nostre città gli stupri sono all'ordine del giorno, ed ecco che la priorità diventa fermare gli stupri: a parte che la soluzione proposta (un semplice inasprimento del trattamento riservato a chi si macchia di questo spregevole crimine) non mi pare essere un gran rimedio, giacché l'entità della pena di per sé non è un deterrente, quando chi commette il reato pensa di poterla fare franca, ho come l'impressione che - passata l'onda lunga dell'indignazione - esecutivo e parlamento si dimenticheranno subito del problema. Per pensare alle nuove emergenze che sconvolgeranno l'opinione pubblica: perché dare l'impressione si essere sempre su chi va là, pronti ad intervenire sul tema che in quel momento più sta a cuore ai cittadini, procura consensi e voti. Tanto poi in pochi verificano che quei provvedimenti siano stati veramente adottati. E' una strategia, in fondo comunque a tutti: perché oggi è il governo Berlusconi a fare questi giochi, in passato l'han fatto tutti gli altri governi. Forse solo i governi tecnici (che però avevano una missione ben precisa, e comunque non necessitavano di consenso visto che erano "a tempo") hanno agito diversamente, cercando di affrontare e risolvere (non sempre con risultati apprezzabili) i problemi del Paese: gli altri hanno pensato solo a come essere rieletti alle successive elezioni. Ed anche se la storia recente insegna che questa strategia non paga (da quando esiste la cosiddetta Seconda Repubblica, i partiti al governo hanno sempre perso le elezioni), le cattive abitudini son dure a morire...

giovedì, febbraio 12, 2009

Una macchina meravigliosa

Parlo del cervello umano, capace di custodire al suo interno tutti i nostri ricordi, la nostra storia. Immagazzina informazioni, le elabora, e poi ce le porge quando meno ce l'aspettiamo: basta rivedere un luogo o un oggetto, o sentire un profumo o ascoltare una canzone, che mille e più ricordi - d'un tratto - affollano la nostra mente. Portandoci indietro nel tempo, ma facendoci rivivere l'emozione come se fosse stata appena sperimentata. I nostri ricordi rappresentano la strada che ci ha portato ad essere quelli che siamo: alcune cose piaceranno di più, altre di meno, ma quello che siamo lo dobbiamo a quello che ci è accaduto nel tempo. Ed ecco perché è terribile che i ricordi possano svanire, che la capacità di ricordare chi siamo e cosa abbiamo fatto possa venire meno: il tempo - ed ancora più certe malattie - sono una minaccia. Che spero si tenga lontana da me e da chi mi sta a cuore...

martedì, febbraio 10, 2009

Un popolo litigioso

Gli Italiani devono esserlo per forza: perché la classe politica che ci governa è espressione del popolo, e visto come si azzuffano non credo ci siano dubbi sulla nostra "natura". Ogni argomento è buono: Eluana, crisi economica, criminalità, non importa il tema, fondamentale è solo litigare. Ma così - ahimé - non si va da nessuna parte: perché se non si è in grado di fermarsi ed ascoltare cosa gli altri hanno da dire, evitando (anche laddove si ritenesse che fossero schiocchezze di inaudita grandezza) di interromperli già sul nascere, non si potrà mai costruire nulla. Perché costruire è difficile e richiede il contributo di tutti. Non è come distruggere: cosa invece semplicissima che ciascun essere umano, anche singolarmente, riesce a fare egregiamente...

domenica, febbraio 08, 2009

I segni del maltempo

Oggi notavo come le strade siano piene di buche, alcune delle quali sarebbe più corretto chiamare voragini viste le dimensioni. E' un regalo del maltempo: pioggia e neve (e mezzi spazzaneve...) lasciano i loro solchi. Finché è giorno tutto sommato si riesco a vedere e - il più delle volte - evitare: ma di notte l'insidia aumenta, e per chi è sfortunato, son dolori. Speriamo di non essere tra i malcapitati...

sabato, febbraio 07, 2009

Tre giorni...

... per approvare una legge che impedisca alla famiglia Englaro di seppellire finalmente la figlia: è questa l'idea del presidente del consiglio. Sinceramente la cosa mi fa arrabbiare: su temi fondamentali (riforma del lavoro, conflitto di interessi, giustizia, ecc.) il Parlamento impiega mesi se non anni (ed a volte una intera legislatura non è sufficiente...) per approvare le leggi, ed ora un disegno a mio avviso completamente sbagliato dovrebbe essere approvato in 3 giorni? Non è serio, presidente Berlusconi, sono ben altre le priorità che l'esecutivo dovrebbe darsi. E - comunque - Eluana ha diritto a riposare finalmente in pace: basta con tutte queste interferenze, basta con l'assecondare una chiesta retrograda ferma su posizioni vecchie di secoli. Lasciatela morire, ed occupatevi invece dei problemi dei Paese: quelli veri che non fanno dormire la gente e che minacciano il futuro dell'Italia.
Un applauso a chi - dal Presidente Napolitano a Fini - sta cercando di opporsi a questo indegno spettacolo...

venerdì, febbraio 06, 2009

Finalmente...

... venerdì sera: il fine settimana inizia ufficialmente, e poco importa se ancora non ho nulla in mente su cosa fare: in questo momento mi preme solo staccare dal lavoro, che questa settimana mi ha decisamente schiacciato. Colpa mia che gli consento di rubare tutto il mio tempo. Dico sempre che devo cambiare registro, ma poi non ci riesco mai: poca forza di volontà o tendenza al masochismo? Forse entrambe...

Déjà–vu

A volte mi sembra che quello che sta succedendo sia già accaduto: sentire alla radio una dedica che sono convinto di avere già ascoltato in passato, o passare in un posto teoricamente sconosciuto ma trovarlo familiare, come se già fossi stato lì. Non so quanto sia frutto dell'immaginazione, e quanto invece sia vero (una emittente può pure sbagliare e rimandare in onda per due volte la stessa dedica, no?), ma certo sembra molto reale. Non è un fenomeno eccezionale, pare che il 60% della popolazione abbia provato almeno una volta nella vita una simile esperienza: ed anche se non è come in Matrix, dove quella sorta di déjà–vu di Neo indica una alterazione nel sistema, ciò non toglie che si tratti di una sensazione strana e particolare, che di certo fa pensare...

giovedì, febbraio 05, 2009

La Svizzera innevata

Oggi sono a Lugano, per lavoro tanto per cambiare. Qui c'è ancora tanta neve: non sulle strade, quelle (proverbiale efficienza svizzera) le han subito ripulite, ma sui prati e sulle montagne sì. E tanta anche. Così il paesaggio diventa quello fiabesco, con le montagne avvolte da nuvole che non consentono di vederne le vette e le campagne ricoperte dal bianco manto nevoso. Molto bello da vedersi...

lunedì, febbraio 02, 2009

Milano sotto una coltre bianca...

...è quella che stamattina ha accolto - al rientro dopo un freddo fine settimana - i milanesi e coloro che (come me) a Milano ci lavorano. Io, per evitare rischi (neve e ghiaccio sanno tirare brutti scherzi anche a chi pensa di non avere nulla da temere), ho preso l'autobus per andare in ufficio: scelta non proprio felicissima, visto che le cattive condizioni viarie hanno costretto anche la società che gestisce i trasporti extraurbani nell'area Nord-ovest del milanese (Movibus) a cancellare diverse corse, con la conseguenza che ho dovuto aspettare più di un'ora - sotto una fitta nevicata - l'arrivo del mio pullman! Ma la sicurezza non ha prezzo, e le scene che ho visto per strada (mezzi che sbandavano, o non riuscivano a ripartire dopo essersi fermati in una leggerissima salita) mi hanno fatto capire che la mia decisione, anche se scomoda, era quella più giusta.
Ora la situazione sta migliorando, ha smesso di nevicare ed anzi da alcune ore cade una pioggia piuttosto forte: domattina deciderò che fare. Tanto un autobus che mi porta in ufficio, magari con un po' di ritardo, lo trovo sempre :-)

domenica, febbraio 01, 2009

1, 3, 8, 38, 83, 88

Questa è la combinazione che ieri sera ha regalato la vittoria al superenalotto a 5 fortunati giocatori. Ed è la dimostrazione di quanto una volta ho cercato - invano - di spiegare ad alcune persone relativamente alla probabilità di vincere a questo gioco: tutte le combinazioni hanno la stessa probabilità di uscire, e quindi di vincere, ma non tutte offrono la medesima vincita media! Può sembrare strano, ma non lo è: i numeri che vengono estratti sono completamente casuali, ma le giocate che fanno gli uomini spesso non lo sono, anzi seguono degli schemi: che in quanto tali possono essere ripetuti da più persone! La combinazione vincente di ieri - a parte l'1 - comprende tutte le combinazioni di 3 e 8 (ad eccezione del 33), e questo giustifica perché ben 5 persone l'abbiano giocata! C'è uno schema, e tutti coloro che hanno seguito quello schema (5 possono sembrare pochi, ma mai in passato era successo che più di 2 persone centrassero il 6 nella stessa estrazione!). E' come con i numeri ritardatari: giocarli non aumenta la probabilità di vincere, ma visto che in tanti li giocano, se al superenalotto la combinazione vincente fosse composta esattamente dai 6 super ritardatari, avremmo centinaia se non migliaia di vincitori: che si andrebbero così a dividere il montepremi. Un motivo in più per non giocare affidandosi a schemi...

venerdì, gennaio 30, 2009

E' proprio vero, la gente non legge i cartelli

Ricordo che nel film "The Terminal" c'è una scena dove l'addetto alle pulizie fa notare a Tom Hanks come le persone non guardano mai quello che c'è scritto sui cartelli, tanto è vero che - nonostante esponesse il cartello "Attenzione, pavimento scivoloso" - la gente puntualmente finiva per terra! Ed oggi ho visto una scena analoga: ero seduto vicino alla sap VIP della Malev, dove era esposto un cartello enorme con su scritto (in Ungherese e Inglese)
"Siamo spiacenti di informare la spettabile clientela che la sala è al momento chiusa."
Non potete immaginare quante persone abbiano comunque cercato di entrare, venendo puntualmente respinte dal personale all'interno della sala!

mercoledì, gennaio 28, 2009

Tiziano Ferro: Il regalo più grande

Tiziano Ferro è uno di quei cantanti che ho imparato ad apprezzare col tempo: perché all'inizio - son sincero - le sue canzoni non mi attiravano poi granché. Ma col tempo il mio giudizio sulla sua musica è migliorato. Ed oggi sono tante le sue esecuzioni che ascolto con piacere. Come questa...

sabato, gennaio 24, 2009

Film indimenticabili: Schindler's List

Appena trasmesso su Rete 4. E rivisto per l'ennesima volta: perché certi film vanno visti e rivisti, perché ogni volta si prova lo stesso piacere nel vederli, anzi forse ogni volta il piacere aumenta, e si riescono a cogliere dettagli nuovi fino a quel momento non percepiti. Spielberg è sempre stato un grande regista, ed in questa circostanza ha dato il meglio di se, come pure Liam Neeson (nel ruolo del protagonista Oskar Schindler), che è riuscito in questo film a realizzare una delle sue migliori interpretazioni. Certi film sono indimenticabili, per come sono interpretati e per il messaggio che insegnano...

mercoledì, gennaio 21, 2009

Come Totò a Milano

Sembra impossibile ma non lo è... Sono atterrato ad Atene con la sciarpa al collo (per quanto Budapest fosse meno fredda di Milano, era comunque poco sopra lo zero) e mi sono sentito come Totò a Milano: con 20 gradi (dico venti!) ho dovuto quasi spogliarmi per non morire di caldo! E pensare che siamo quasi a fine gennaio, in prossimità dei famigerati giorni della merla che hanno fatto del freddo pungente la loro bandiera...

Troppo previdente...

Sono in aeroporto a Budapest, già da un'ora anche se il mio volo è alle 12:50. Mi avevano detto che c'erano problemi con i controlli di sicurezza (è in corso da tempo una protesta che - a singhiozzo - rallenta o blocca completamente i controlli, e pare che in questi giorni la situazione sia peggiorata), quindi mi sono mosso per tempo: in aeroporto 2 ore prima del volo (il sito dell'aeroporto suggeriva addirittura due ore e mezza)! Ebbene, ho impiegato meno di 5 minuti tra check-in e controlli! Quando si dice essere troppo previdenti...

lunedì, gennaio 19, 2009

Un anno fa...

... caricavo l'auto con quello che - in cinque anni - avevo raccolta a Fabriano. Non tante cose materiali da portare via - la casa era già arredata ed i pochi mobili acquistati ho deciso di lasciarli - ma una valanga di ricordi sì: perché in cinque anni sono tante le cose che accadono, ed ognuna di esse scrive un ricordo dentro di noi. Lasciare una città dove hai vissuto per tanto tempo mette tristezza: lo sapevo quando son partito, lo posso confermare oggi...
Sono parecchie le cose accadute in questi 12 mesi, ma nessuna, a dire il vero, ha avuto un effetto prorompente sulla mia vita. Il primo anno milanese (che poi definirlo così sarebbe anche sbagliato, visti i continui viaggi che ho fatto), insomma, è trascorso in maniera anonima. Forse dovrei essere contento che non c'è stato nulla di negativo, ma in realtà sono deluso per l'assenza di avvenimenti che scuotono l'anima, e che contribuiscono a farmi sentire vivo. Il 2008 non era evidentemente l'anno giusto per questo genere di cose. Il secondo anno milanese (ammesso che si concluda, la vita sà essere imprevedibile)  spero mi porti più fortuna. Ossia che mi regali qualche emozione che valga la pena ricordare e segnare nel calendario della mia vita.

sabato, gennaio 17, 2009

Unabomber

Sembra che - dopo diversi anni - la stessa Procura abbia deciso di lasciare cadere le accuse nei confronti dell'unico indagato, l'ingegner Elvo Zornitta (leggi qui il breve articolo su "La Repubblica"). Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma si potrebbe anche aggiungere: perché tanto accanimento contro questa persona? Perché oggi risulta chiaro anche alla investigatori che lui non c'entrava, mentre anni fa quelle stesse persone erano convinte della sua colpevolezza? Questa storia è  costata ai cittadini italiani fior di quattrini, e la cosa più grave è che ha distolto l'attenzione dal verso crimininale (che da qualche parte - in questi anni - si sarà fatto grasse risate nel vedere accusato un altro al posto suo): il quale forse non verrà mai consegnato alla giustizia. Questa è una sconfitta per il sistema investigativo e giudiziario italiano, ma come al solito in questo ambiente quasi nessuno pagherà per gli sbagli commessi. Dico quasi nessuno perché probabilmente il poliziotto accusato di avere manomesso il lamierino trovato a casa di Zornitta qualche guaio lo passerà: ma le responsabilità maggiori (a livello morale intendo) andrebbero ricercate altrove, tra chi le indagini le coordina...

venerdì, gennaio 16, 2009

Autoincensarsi

Bush si congratula con se stesso, affermando di aver fatto un buon lavoro e di lasciare ad Obama un Paese migliore di quello che ha trovato. E' vero? Non so lo (anche se non mi sembra), ma ognuno può avere una visione differente dello stesso fenomeno. Ma di certo mi colpisce il fatto che si autoincensi davanti al mondo intero: forse che dicendolo la gente avrà una considerazione differente (e migliore) del suo operato? I - per quanto possibile - giudico le persone da quello che hanno fatto, non da come raccontano di averlo fatto... Ma forse anche in questo sono diverso dalla maggioranza...

mercoledì, gennaio 14, 2009

La nuova stagione dei reality

Ed ecco che ripartono... Come ogni anno si inizia col Grande Fratello, e poi piano piano arriveranno gli altri: Isola dei Famosi, Talpa, e chi più ne ha più ne metta. Io non riesco a capire chi li segue: eppure l'audience televisiva li premia, segno che una buona fetta di italiani è interessata. Che dire, evidentemene non mi rivedo nell'italiano medio... Chissà se col tempo gli italiani rinsaviranno....

La nuova stagione dei reality

Ed ecco che ripartono... Come ogni anno si inizia col Grande Fratello, e poi piano piano arriveranno gli altri: Isola dei Famosi, Talpa, e chi più ne ha più ne metta. Io non riesco a capire chi li segue: eppure l'audience televisiva li premia, segno che una buona fetta di italiani è interessata. Che dire, evidentemene non mi rivedo nell'italiano medio... Chissà se col tempo gli italiani rinsaviranno....

domenica, gennaio 11, 2009

Nessuna pace per la Palestina

E' una terra martoriata, dove si combatte (più o meno ufficialmente) da sempre. Nel corso dei secoli sono cambiate le parti in lotta, ma la sostanza non cambia: sotto quel cielo la pace pare non arrivare mai. Ed anche nel mondo moderno, quello che promette benessere per tutti, sembra non esserci spazio per una esistenza pacifica. Non è possibile dire chi abbia ragione e chi torto: buoni e cattivi sono presenti da entrambe le parti. Ma - sfortunatamente - le scelte dei buoni sono forzate dai cattivi, che con provocazioni ed attacchi rendono spesso inevitabile lo scontro. L'operazione "Piombo Fuso" finirà presto. Ma nuove operazioni seguiranno, e nuovi lanci di razzi: in una spirale di odio che - ahimé - nessuno sa come fermare...

sabato, gennaio 10, 2009

Un paese auto-centrico

Le strade sono ormai sgombre dalla neve: non un fiocco di neve è rimasto sulle carreggiate percorse dalle automobili. Ma in compenso i marciapiedi sono sommersi dalla neve mista al fango. Sì, questo paese si prende più cura delle auto che dei pedoni. E pensare che ogni automobilista è anche un pedone: magari per poco tempo, ma anche lui - di tanto in tanto - procede a piedi per le strade delle città. Ed è veramente paradossale che non ci sia nessuna considerazione per essi: perché non solo i marciapiedi non sono stati puliti (tranne forse nelle strade centrali), ma anzi su di essi è stata riversata tutta quella tolta dal centro della strada! Il Sole - si dice - sistemerà le cose: sarà, ma con le temperature rigide di questi giorni temo che prima di rivedere i marciapiedi passeranno settimane...

mercoledì, gennaio 07, 2009

Neve

Chissà perché, ma ci sono occasioni nelle quali ho l'impressione che la sfortuna mi abbia preso di mira. Questa è una di quelle. Sono gioni che il maltempo interessa Milano, ma solo oggi (quando dovevo rientrare io!) gli aeroporti sono chiusi per le abbondanti nevicate (e nessuno sa quando riapriranno). Morale, sono bloccato a Catania dalle 8 di questa mattina, e attualmente sono prenotato su un volo per Roma alle 1520 e poi per Milano alle 1800 (ammesso l'aeroporto riapra). Ed ora ho appena saputo che pure i treni hanno problemi a circolare: quindi anche il piano b (treno da Roma a Milano) rischia di fallire miseramente...

Aggiornamento dell16:45. Sono a Roma, i voli per Milano - seppur ritardati - sembrano essere ripresi, per cui confido di arrivare a Milano per le 20. Appena 9 ore di ritardo e una giornata di lavoro persa...

martedì, gennaio 06, 2009

Famoso non vuol dire sicuro...

... se anche Twitter - uno dei siti più noti a livello mondiale per il microblogging - è stato violato da un hacker. L'articolo della Repubblica di oggi sull'argomento è reperibile qui.

L'ultimo atto

Siamo già all'Epifania: oggi si disfa l'albero, riportando in soffitta gli addobbi che per un paio di settimane hanno illuminato le nostre case. E - soprattutto - oggi finisce ufficialmente il periodo natalizio: da domani - per quasi tutti - ricomincia il normale scorrere dei giorni: scuola o lavoro, poco importa, ognuno di noi rientrerà nella quotidiana routine che - per buona parte dell'anno - ci accompagna. Ed anche coloro che - come me ahimé - non sono riusciti a staccare completamente la spina con il lavoro anche durante questo periodo di ferie, noteranno la differenza.

domenica, gennaio 04, 2009

L'Italia spaccata in due

 
Per fortuna io sono ancora nella parte destra della tabella. Certo che a -13°C sono convinto congelino anche i pensieri...

sabato, gennaio 03, 2009

Ligabue: Buonanotte all'Italia