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mercoledì, maggio 11, 2011
La Grecia è nell'occhio del ciclone (finanziario), i Greci ritengo i sacrifici imposti dall'UE e dall'FMI al governo troppo duri, e si vendicano con scioperi a singhiozzo per paralizzare le attività. Come quello - a sorpresa - del traffico aereo che ha fatto cancellare decine di voli, incluso il mio. Fortuna che l'ufficio viaggio dell'azienda funziona bene e mi hanno riprotetto a tempo di record (arriverò a Budapest con un'ora di ritardo sull'orario inizialmente previsto, quisquilie in fondo), perché il vettore aereo aveva affermato che più di spostarmi sul volo di domattina (alle 4:25...) non era in grado di fare...
mercoledì, luglio 28, 2010
Partenza all'alba prima delle ferie
Sveglia presto questa mattina. Anzi, a dire il vero mi sono alzato da solo ben prima delle 5 che - nella mia mente - rappresentavano l'ora ultima per non perdere il volo: chissà, a volte la paura di arrivare tardi ad un appuntamento (specialmente di quelli dove non ti è concesso ritardare, come nel caso degli aerei di linea). Gli occhi, lo ammetto, si chiudono da soli, ma recupererò sul volo. O magari stasera, andando a dormire presto...
Tra qualche giorno inizio le ferie (per ora vado a Roma, e continuo comunque a lavorare), con quel viaggio insieme a Giacomo (senza dimenticare Cristiano e Davide) che da tanti anni mi ripromettevo di fare e che invece - sempre per colpa mia - non ho mai fatto. Ma quest'anno no, e nonostante ci fossero tanti motivi per non andare (molto più importanti di quelli futili che negli anni scorsi mi hanno bloccato) non ho voluto dare forfait per l'ennesima volta: saprò farmi perdonare, ma sabato parto alla volta di Bodrum dove - ne sono certo - passeremo due settimane piacevoli. Ed anche se l'organizzazione Lodovici sta mostrando un po' di carenze (Giacomo, se rimaniamo a dormire sotto un ponte ti meniamo tutti insieme!), l'allegra compagnia dei compagni d'avventura saprà rendere speciale ogni singolo momento del viaggio. Ch'io spero di potere documentare (grazie alla moderna tecnologia, che rende normali cose impensabili appena pochi anni fa) già in tempo reale, e non solo a posteriori...
mercoledì, aprile 21, 2010
Il (lento) ritorno alla normalità
L'aeroporto è gremito di gente, una folla di passeggeri invade ogni angolo della Malpensa: molti - come me - son bloccati da giorni, in tanti vedono finalmente comparire i propri voli sui monitor senza la laconica scritta "CANCELLATO" accanto. La normalità, piano piano, si riaffaccia in un mondo che per la prima volta ha fatto i conti con uno stop lunghissimo: ci vorrà ancora un po' perché tutti i voli vengano ripristinati. Ma servirà parecchio più tempo perché i protagonisti di questi disagi dimentichino quel che han passato...
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Stefano
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Parole chiave: aerei, Malpensa, ritorno alla normalità
sabato, gennaio 23, 2010
Bilanciamento
Ieri in aereo è accaduta una cosa strana: il comandante ha detto che il bilanciamento dell'aereo non era accettabile, chiedendo a circa 30 passeggeri di spostarsi dalle file anteriori a quelle posteriori del velivolo. Niente di sbagliato nel cercare l'assetto migliore (è una questione di sicurezza e di economicità), ma quel che mi domando è: visto che i posti vengono assegnati dagli operatori del check-in (che dovrebbero essere stati istruiti sul tema del bilanciamento dell'aeromobile), come è stato possibile arrivare ad una simile situazione? 30 persone su un totale di 150 passeggeri sono tantissime! Che abbiano tutte ricorso al web check-in scegliendo autonomamente i posti? Difficile, ma se anche così fosse ad un certo punto il sistema avrebbe dovuto accorgersene ed impedire ulteriori assegnazioni nelle prime file. Ma forse sono io che vedo la questione tanto semplice quando magari non lo è...
domenica, settembre 27, 2009
Chissà quali problemi tecnici...
... possono mai portare alla chiusura di un intero terminal aeroportuale, e al pandemonio in questo che rimane aperto e che deve quindi sobbarcarsi tutti i passeggeri. Eppure questo è quello che stanno ripetendo a gran voce gli altoparlanti dell'aeroporto di Budapest: il terminal 2A (Schengen) chiuso e quello 2B pieno come un uovo, con code spaventose ai controlli di polizia. A dicembre del 2008 era accaduto qualcosa di analogo, ma in quel caso si tratta di uno sciopero (selvaggio direi) degli addetti alla sicurezza, mentre questa volta mi domando proprio quale sia la motivazione. E per fortuna che - pur essendo domenica (e quindi non sospettando problemi di sorta legati al traffico o all'eccessivo afflusso di passeggeri) - mi sono recando in aeroporto con buon anticipo, altrimenti avrei rischiato di perdere il mio volo. Che ora sta già imbarcando, ma che di certo mi vedrà a bordo
martedì, settembre 15, 2009
Viaggi
Sembra sia arrivata la stagione dei viaggi. Ieri sono rientra da Caltanissetta, oggi parto per Atene, la prossima settimana vado a Milano e quella dopo probabilmente a Fabriano. E poi chissà quanti altri ancora. Ce ne fosse anche solo un per piacere, sarebbe davvero bello. Ma a parte una proposta (chissà quanto fondata) di Giacomo, sembra non ci sia alternative ai viaggi d'affari nella mia vita...
giovedì, luglio 16, 2009
Efficienza
Non mi capita spessissimo di volare con Lufthansa, ma devo ammettere che quando accade... la qualità superiore della compagnia tedesca si vede tutta: dalle informazioni che vengono fornite ai viaggiatori (incluso un inedito "ci scusiamo per la sosta, ma il nostro parcheggio non è ancora stato liberato e dobbiamo attendere 3 minuti"), al servizio (anche il pomeriggio mettono a disposizione i quotidiani, distribuiscono i fazzolettini umidificati - che sembrano scomparsi da quasi tutti gli altri vettori - e dimostrano una cortesia d'altri tempi) fino alla puntualità, sempre ineccepibile. E neppure questa qualità migliore chiede un costo aggiuntivo: il volo Budapest-Milano (a/r) è costato appena 86€, meno di tutti gli altri concorrenti (che poi su quella tratta si limitano a Malev e Alitalia in code sharing con la compagnia ungherese). Peccato abbia pochi voli sulle rotte che più mi interessano...
martedì, giugno 02, 2009
Disastri aerei e paura di volare (2)
Ne avevo già parlato mesi fa in questo post, ma ahimè il tema torna di attualità ogni qual volta un nuovo incidente funesti i cieli. Penso all'angoscia di amici e parenti, di coloro che - su quel volo - hanno qualcuno di caro. Perché non c'è nulla di peggio di sperare (anche quando l'intelletto non lascerebbe dubbi sull'esito...) e non avere conferme, né in un senso ne nell'altro: l'attesa snervante di ricevere informazioni, di conoscere la sorte di chi conosciamo, è distruttiva...
Continuo a ritenere l'aereo uno dei mezzi di trasporto più sicuri: ma ciò non toglie che - ogni volta che accade un simile disastro - un brivido attraversa la mia schiena, facendomi chiedere se il volo che sto per prendere, oltre a decollare, riuscirà anche ad atterrare...
sabato, maggio 30, 2009
Casa dolce casa
Eccomi di nuovo qui, nella mia casetta di Caltanissetta, dopo un viaggio non bruttissimo ma sempre comunque col patema d'animo di perdere l'ultimo volo per la Sicilia. Perché io - ormai è ufficiale - sono fesso, e prenoto sempre il volo della 18:45 da Budapest a Roma: che è sistematicamente in grosso ritardo! E poiché nello scalo laziale ho solo un'ora per la coincidenza... il rischio di perderla (e considerate che si tratta dell'ultimo volo per la Sicilia) è concreto. Ieri, per fortuna, ero arrivato in aeroporto con un buon anticipo, e quindi sono stati in grado di riproteggermi sul volo precedente, così da permettermi di arrivare a Fiumicino in tempo: ma è stato solo un caso, e per di più solo grazie alla mia buona volontà (a volte mi chiedo perché si fanno lasciare un numero di telefono all'atto dell'acquisto del biglietto: se non mi avvisi in un caso come questo, dove rischio di perdere il volo se non arrivo prima, allora quando lo vuoi utilizare questo benedetto contatto telefonico che mi hai chiesto???). Beh, anche questa volta è andata bene, ma il timore (ho già altri biglietti con lo stesso itinerario) che prima o poi qualcosa vada storto è legittimo. Per il futuro è forse meglio cambiare un po' gli orari: meglio partire un po' prima, e rischiare meno l'infarto ;-)
Il lungo fine settimana (anche se il 2 giugno come festività esiste solo in Italia, il 1° giugno quest'anno coincide con il Lunedì di Pentecoste, festivo in tanti Paesi inclusa l'Ungheria) è iniziato, con un cielo blu da non sembrare neanche vero ed un bel Solo che quasi invita ad andare al mare. Non so che farò, e forse non importa: l'unica cosa che conta è riposarsi e ricaricare un po' le batterie...
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Stefano
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Parole chiave: 2 giugno, aerei, Pentecoste, riposo, ritardi, tornare a casa
giovedì, aprile 30, 2009
Primo Maggio
Per fortuna sono tante le festività comuni ad Italia e Ungheria, ragion per cui - almeno fino ad ora - non ho dovuto cambiare le mie "abitudini": perché certe date sono per così dire sacre, vanno celebrate in un certo modo, seguendo determinate tradizioni. Il Primo Maggio è una di esse, e - sinceramente - mi sarebbe dispiaciuto trascorrerlo lavorando...
Ho colto l'occasione del lungo fine settimana per tornare in Italia: sono ora in aeroporto a Budapest, e per fortuna questa volta il volo è dato in orario. Se penso ai rischi che ho corso a Pasqua, mi viene da sorridere e tirare un bel sospiro di sollievo! Poche ore e sarò nuovamente a casa: quella che - ancora adesso dopo tanti anni - continuo a considerare la mia casa...
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Stefano
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Parole chiave: aerei, Budapest., primo maggio, viaggio
giovedì, agosto 21, 2008
Disastri aerei e paura di volare
Probabilmente tutti voi avrete sentito del terribile incidente di Madrid, costato la vita ad oltre 150 persone (e speriamo che nessuno dei feriti si aggiunga alla già troppo lunga lista). Sono eventi drammatici, che inevitabilmente finiscono anche per spaventare chi deve volare: ed è particolare che - nonostante l'automobile sia decisamente più pericolosa e i morti per incidenti stradali siano ahimé all'ordine del giorno - quando prendiamo l'auto non pensiamo mai all'eventualità che qualcosa possa andare storto mentre quando ci imbarchiamo su un aereo... allora il pensiero che qualcosa di brutto possa accadere sfiora la nostra mente (non sempre, è chiaro, ma almeno qualche volta sì). E' irrazionale, ma la paura non ha certo bisogno di spiegazioni logiche: ci prende e basta. Ed anche se io non ho paura di volare (del resto ho preso e continuo a prendere l'aereo talmente spesso che non posso permettermi di averne), non nego che ogni volta che vedo in TV o sui giornali un disastro aereo un brivido attraversa la mia schiena. E, forte delle statistiche, mi ripeto sempre: "Non capiterà mai sul mio volo..."
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Stefano
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Parole chiave: aerei, Incidente Spanair Madrid, incidenti, paure
lunedì, ottobre 30, 2006
Non staremo diventando paranoici?
Dal prossimo lunedì (6 novembre 2006), in tutti gli scali dell'Unione Europea (e di altri Paesi quali Svizzera, Norvegia, Islanda) entreranno in vigore nuove limitazioni sui bagagli a mano (leggi l'informativa sul sito dell'Aviazione Civile Italiana). Il nuovo giro di vite si applica nientemeno che alle sostanze liquide! Sarà vietato portare con sé una bottiglietta d'acqua (ma dentro i bar dell'aeroporto si potranno sempre acquistare: gli affari sono affari!), oppure il dentifricio o il gel per capelli, salvo che non siano talmente piccoli da non superare la soglia imposta dalle autorità (100 grammi o 100 millilitri). Tanto per intenderci, i normali gel da capelli sono da 125 o 150 ml, quindi sarenno vietati: bisognerà imbarcarli, oppure buttarli (e ricomprarli nei negozi posti pochi metri oltre i controlli...).
A mio avviso stiamo uscendo di senno: un conto è la sicurezza, un altro la paranoia. Cito dall'informatica dell'ENAC:
Io sono favorevole alla sicurezza, ma non a costo di essere privati della libertà. Non potere portare la mia bottiglia d'acqua in aeroporto è una privazione minima. Ma se si accetta passivamente ogni decisione che limita la libertà, si finisce presto schiavi. Non so quanto dureranno queste norme restrittive (ma la storia insegna che per imporre misure straordinarie bastano pochi giorni, per eliminarle servono anni...), ma non posso che sentirmi disgustato per quello che accade. La sicurezza si costruisce migliorando i controlli, non vietando tutto ciò che - per incapacità - non si riesce a verificare: esistono rilevatori di esplosivi, anche liquidi, e quindi andrebbero usati. E' stata una grave negligenza non averlo fatto fino ad oggi: e la responsabilità non è certo dei cittadini...
A mio avviso stiamo uscendo di senno: un conto è la sicurezza, un altro la paranoia. Cito dall'informatica dell'ENAC:
Al fine di proteggere i passeggeri dalla nuova minaccia terroristica costituita dagli esplosivi in forma liquidaNUOVA MINACCIA? Gli esplosivi liquidi esistono da decenni/secoli (la nitroglicerina è del 1847, l'astrolite degli anni '60, ecc.), e non mi risulta che siano mai stati impiegati in attentati su aerei. Certo, mi si potrebbe obiettare che a Londra (10 agosto 2006) i terroristi volevano usare qualcosa del genere, ma forse è il caso di valutare i fatti per quello che sono, senza lasciarsi influenzare dall'enfasi del momento: dei 24 arrestati, 4 sono stati rilasciati subito perché presumibilmente estranei ai fatti (basta questo per capire che a volte la paura, o la voglia di fare notizia, può spingere anche le forze dell'ordine ad operazioni non sempre corrette nei minimi dettagli), e solo gli altri 20 hanno una formale accusa. Sarà interessante vedere, col senno di poi, quale sarà il giudizio dei tribunali. Sarebbe imbarazzante, per Scotland Yard ma anche per tutto il mondo occidentale, se gli imputati venissero assolti (o magari condannati per qualche reato minore).
Io sono favorevole alla sicurezza, ma non a costo di essere privati della libertà. Non potere portare la mia bottiglia d'acqua in aeroporto è una privazione minima. Ma se si accetta passivamente ogni decisione che limita la libertà, si finisce presto schiavi. Non so quanto dureranno queste norme restrittive (ma la storia insegna che per imporre misure straordinarie bastano pochi giorni, per eliminarle servono anni...), ma non posso che sentirmi disgustato per quello che accade. La sicurezza si costruisce migliorando i controlli, non vietando tutto ciò che - per incapacità - non si riesce a verificare: esistono rilevatori di esplosivi, anche liquidi, e quindi andrebbero usati. E' stata una grave negligenza non averlo fatto fino ad oggi: e la responsabilità non è certo dei cittadini...
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