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venerdì, agosto 05, 2011
Oltre tre anni e quattrocento voli, sei capitali europee che mi hanno ospitato ad intervalli più o meno regolari - con una di esse che mi ha anche dato una casa e permesso di scoprire una città piena di magia - e tante, tantissime persone con le quali ho gridato, mi sono arrabbiato e con le quali poi mi sono ritrovato a cena a festeggiare per avere raggiunto gli obiettivi che ci eravamo insieme posti... Lasciare questo lavoro e la capitale Ungherese mi dispiace: son felice sia così, significa che ho apprezzato l'esperienza fatta, che questi anni li ho vissuti veramente. Spero che la vita mi regali nuove sfide ed emozioni altrove, ma dentro di me un dolce ricordo per Budapest non mancherà mai...
venerdì, aprile 08, 2011
giovedì, gennaio 13, 2011
Come è triste l'ufficio...
... senza più Italiani. Forse è solo il rientro dopo le ferie (che per definizione mette addosso tanta tristezza), ma il fatto di essere rimasto l'ultimo Italiano basato nell'ufficio di Budapest mi pesa: già erano poche prima le occasioni di parlare nella mia lingua, figuriamoci ora che manca la compagnia anche solo per andare a bere un caffè...
venerdì, novembre 19, 2010
lunedì, novembre 08, 2010
Non riuscirò mai a spiegarmi...
... come è possibile che a volte ai controlli di sicurezza dell'aeroporto di Budapest c'è una fila infernale (magari con anche più di un'ora di attesa), ed altre - come ora per mia fortuna - essi sono letteralmente deserti! Non può essere solo una questione di concentrazione di voli, perché anche adesso ce ne sono comunque parecchi in partenza...
venerdì, settembre 10, 2010
Sotto una pioggia battente
A Budapest oggi diluvia, come poche volte ho visto nell'anno e mezzo che ho già passato in Ungheria. E come in ogni grande città con la pioggia il traffico impazzisce. Per fortuna son partito con un buon anticipo per raggiungere l'aeroporto, e quindi eccomi già qui nel terminal in attesa di partire per tornare a casa...
mercoledì, settembre 01, 2010
Eppure Settembre...
... è ancora un mese d'estate! Ma quest'anno - a Budapest quanto meno - l'autunno è già arrivato ad inizio mese :-(
sabato, aprile 10, 2010
Delusioni climatiche
E' abbastanza seccante dovere passare in ufficio giornate di Sole che invoglierebbero invece ad uscire, a passeggiare, a godersi la bellezza del clima finalmente primaverile. Ma ancora più seccante è constatare - dopo aver pensato più volte nei giorni scorsi "Pazienza, mi rifarò nel fine settimana" - che il Sole ha deciso di nascondersi proprio nella giornata di sabato! Avrebbe potuto non comparire affatto questa settimana, oppure sparire lunedì: ed invece no, un clima beffardo si prende gioco di me, rubandomi il piacere di una bella passeggiata per i parchi della città (l'Isola Margherita in testa: immersa nel Danubio, quasi priva di auto, è il posto ideale per trascorrere una giornata di Sole). Ci sarebbe ancora domani per sperare, ma le previsioni meteo non lasciano presagire nulla di positivo...
giovedì, aprile 08, 2010
Dodici mesi d'Ungheria
E' trascorso esattamente un anno da quando mi sono trasferito a Budapest: l'8 aprile del 2009 diventavo ufficialmente un espatriato, prendendo una casa in affitto nella capitale. E a nulla vale il fatto che erano già più di sei mesi che facevo avanti ed indietro da Milano, per poterti considerare veramente espatriato devi avere una casa dove stare, l'albergo non conta... Non è ancora l'esperienza estera più lunga della mia vita (chi mi conosce bene sa che nel 2000-2001 ho trascorso 13 mesi in Belgio), ma di certo tra breve lo diventerà. Eppure è tanto diversa da quella prima volta: sarà che gli anni in più insegnano a vivere meglio certe cose, sarà il fatto che viaggio tanto o magari solo il tipo di lavoro che svolgo, ma credo che quest'anno in Ungheria sia trascorso più serenamente rispetto a quello che dieci anni fa a Leuven inaugurò la mia vita adulta.
Vivere all'estero ha lati positivi e negativi. Questi ultimi - a volte - fanno sentire pesantemente la loro presenza, specialmente quando - e ahimè capita - ci si sente soli, fuori dal mondo, in un ambiente che si percepisce differente e del quale (complice la lingua) non si capisce praticamente nulla. Ma per fortuna non mancano neppure i primi: vivere all'estero è sempre un'esperienza importante, formativa dal punto di vista umano oltreché - nel mio caso almeno - professionale, e consente anche di rivalutare tanto il proprio Paese, di apprezzarlo maggiormente (con tutti i suoi difetti) e di viverlo con più piacere tutte le volte (nel mio caso tante) che si rientra.
Cosa mi auguro per il prossimo anno (che spenderò verosimilmente ancora qui)? Che finalmente vengano a trovarmi le persone alle quali tengo: perché in questi mesi - con l'eccezione di una graditissima visita di Mario e Giuseppe - nessuno è venuto a trovarmi, nonostante le promesse ricevute...
venerdì, febbraio 19, 2010
Dopo quasi un anno...
... trascorso nella capitale Ungherese, per la prima volta viene a trovarmi qualcuno! Tra un'ora atterrano Mario e Giuseppe, lì vado a prendere direttamente in aeroporto (prendere un giorno di ferie mi sembrava il minimo). Tre giorni insieme durante i quali ricordare il passato ma, soprattutto, trascorrere il tempo per scoprire la città. Che loro non conoscono completamente, ma della quale anch'io - ahimè - sono comunque assai digiuno..
sabato, gennaio 16, 2010
Opera
Ieri sono andato all'Opera, dove è andato in scena Il Barbiere di Siviglia di Rossini. Non sono un grande appassionato dell'opera, ma non potevo certo privarmi del piacere di andare - almeno una volta - in un così bel teatro! Vivere in una città significa anche sfruttarne le opportunità, e in una terra dove i teatri e l'opera sono tanto amati, non volevo certo lasciarmi sfuggire questa opportunità!
E' stato piacevole, l'opera rossiniana è piacevole e divertente, ed anche se non sono un intenditore anche i cantanti e le musiche mi sono sembrati di buon livello. E poi ho sfatato un mito: credevo che - seppure cantata in Italiano - avrei avuto grossi problemi a comprendere le parole dell'opera. Ed invece no, è stato facile capire tutto, e questo mi ha permesso di goderne appieno dello spettacolo che mi si è offerto davanti.
Chissà, forse un giorno deciderò di andare a vedere qualcos'altro, all'Opera di Budapest o in qualche altro teatro sparso per il mondo...
martedì, gennaio 05, 2010
Un pallido Sole
Il rientro al lavoro è sempre un duro colpo: cambiare improvvisamente ritmo, riadattarsi dopo diverse giornate di vacanza agli impegni imposti dall'ufficio non è certo facile. E quando si somma anche lo shock termico, con un passaggio repentino da temperature miti (nonostante la discesa degli ultimi giorni, a Caltanissetta le temperature si sono comunque mantenute intorno 5-10 gradi) a temperature per me polari (ieri -5, oggi -3), il colpo sa essere ancora più duro. E nonostante il Sole illumini la città, i suoi freddi raggi sono solo una sbiadita copia di quello che ho visto in vacanza: un Sole pallido che non sa certo scaldare la città, e si limita a riflettere la sua luce sul manto nevoso che copre le campagne e i bordi delle strade...
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Stefano
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9:22 AM
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Parole chiave: Budapest, freddo, rientrare al lavoro, Sole
sabato, dicembre 19, 2009
Previsioni (ag)ghiaccianti
Per fortuna le vacanze sono iniziate e questi numeri li vedo solo sul Web, senza sperimentarli sulla mia pelle...
lunedì, dicembre 14, 2009
E' arrivato
Puntuale come ogni anno - anzi forse anche un po' in anticipo questa volta - l'inverno è arrivato: ormai la temperatura a Budapest è stabilmente sotto lo zero. Un freddo intenso e pungente, di quelli che ti entra nelle ossa! E se oggi la colonnina di mercurio si è fermata a -2/-3 gradi, per i prossimi giorni sono previsti -5/-6. A me basta sentire numeri così bassi per avere già freddo! Ed io il freddo proprio non lo sopporto: ed ecco quindi un altro motivo per bramare l'arrivo di questo venerdì, ed andare a svernare per due settimana nella terra baciata dal Sole. Ho appena controllato, oggi a Palermo la minima è stata di 12 gradi (e la massima 18): Caltanissetta non può competere con il capoluogo dell'isola, ma son convinto di trovare comunque una decina di gradi in più rispetto alla capitale Ungherese. E 10 gradi sanno veramente fare la differenza...
sabato, dicembre 12, 2009
L'ultimo fine settimana
Tra pochi giorni è Natale, e con esso arrivano anche le tanto desiderate vacanze: bambini ed adulti avranno tutti modo di approfittarne, interrompendo le loro usuali attività scolastiche o di lavoro per dedicare un po' di tempo agli affetti ed anche - perché no - a se stessi. Le mie, di ferie, inizieranno venerdì prossimo. Prima della partenza ho ancora una fitta settimana di lavoro, ma che mi auguro di riuscire a superare indenne. Ma per adesso mi si apre l'ultimo fine settimana ungherese dell'anno: restare chiuso in casa come ho spesso fatto in passato sarebbe uno spreco. Budapest, a Dicembre, si riempie di mercatini di Natale: non girarli sarebbe un vero peccato. Ed allora oggi (e domani) non voglio rinunciare a guardarli, a scoprirli, a sperimentare la magia di questa usanza - tutta centro Europea - che riempie le piazze delle città, grandi o piccole che siano...
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Stefano
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Parole chiave: Agognate Vacanze, Budapest, l'ultimo fine settimana, Mercatini di Natale
sabato, novembre 14, 2009
Un fine settimana a Budapest
Era un mese e mezzo che non trascorrevo a Budapest il fine settimana: tra viaggi di lavoro che mi permettevano di passarlo a Milano con mia sorella ed altri di piacere che mi hanno spinto in Sicilia e a Fabriano, è dal 4 ottobre che non rimanevo nella capitale ungherese. Ma in 40 giorni l'autunno ha fatto la sua prepotente apparizione e - terminato il breve effetto dell'estate di San Martino - il cielo è plumbeo e le temperature basse. Non certo l'accoppiata che invoglia ad uscire, a girare la città, a fare due passi. a piedi Probabilmente rimarrò a casa: stare soli con se stessi a volte serve, aiuta a pensare, a riflettere. In un mondo - come il nostro - dove si è sempre di corsa e dopo il tempo viene troppo spesso rubato dal lavoro, non è mai facile fermarsi a pensare. Ed allora quei momenti che ci consentono di farlo sono sempre i benvenuti: guardarsi dentro serve per capire cosa vogliamo fare del nostro domani, senza che siano l'inerzia e l'abitudine a guidarci verso un cammino che magari non corrisponde a quello che desideriamo...
giovedì, ottobre 08, 2009
Escursione termica
Come dice il buon Micelli questo tempo ci ucciderà tutti: ieri a pranzo c'erano 30 gradi (è già tornata l'estate, e non siamo neppure a San Martino), stamattina - ma c'è da considerare che parlo delle 6:30 - appena 15. Con questi sbalzi bisogna stare attenti! Speriamo che a Praga (sono già in aeroporto, ad aspettare un volo già in ritardo) le cose vadano meglio: secondo il meteo oggi arriveremo a 21 gradi, e domani la colonnina non supererà (a pranzo) i 14 gradi. Non di buon auspicio, considerando che non ho portato con me neppure un giubbottino leggero...
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Stefano
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Parole chiave: Budapest, Estate di San Martino, Praga, temperature
domenica, settembre 27, 2009
Chissà quali problemi tecnici...
... possono mai portare alla chiusura di un intero terminal aeroportuale, e al pandemonio in questo che rimane aperto e che deve quindi sobbarcarsi tutti i passeggeri. Eppure questo è quello che stanno ripetendo a gran voce gli altoparlanti dell'aeroporto di Budapest: il terminal 2A (Schengen) chiuso e quello 2B pieno come un uovo, con code spaventose ai controlli di polizia. A dicembre del 2008 era accaduto qualcosa di analogo, ma in quel caso si tratta di uno sciopero (selvaggio direi) degli addetti alla sicurezza, mentre questa volta mi domando proprio quale sia la motivazione. E per fortuna che - pur essendo domenica (e quindi non sospettando problemi di sorta legati al traffico o all'eccessivo afflusso di passeggeri) - mi sono recando in aeroporto con buon anticipo, altrimenti avrei rischiato di perdere il mio volo. Che ora sta già imbarcando, ma che di certo mi vedrà a bordo
sabato, agosto 29, 2009
La numero uno
Per Paperon de' Paperoni era la prima monetina guadagnata in Scozia. Per me è la prima multa presa in 15 anni di patente: un divieto di sosta. O per meglio dire, un parcheggio non pagato: e sì, perché a Budapest il parcheggio si paga lungo quasi tutte le strade, dalle 8 del mattino alle 20 della sera. Tutti i giorni tranne sabato e festivi! Ed oggi che è sabato non avrei certo pensato di dovere pagare: ma qui valgono norme strane, e il 21 agosto (venerdì) è stato "per legge" reso festivo (ponte lungo a seguito della festività del 20 agosto, Santo Stefano primo re d'Ungheria) e la relativa giornata di lavoro recuperata oggi, 29 agosto: pertanto nella giornata odierna il parcheggio andava regolarmente pagato. E poco importa che sulle colonnine dei parchimetri fosse effettivamente indicato (anche in inglese, questo devo ammetterlo) che il 29 agosto il parcheggio andasse regolarmente pagato: chi parcheggia il venerdì sera non si aspetta certo che l'indomani dovrà pagare, e quindi neppure controlla alla colonnina se ci sono indicazioni di sorta... Per fortuna le sanzioni qui sono "modeste" rispetto all'Italia: 15 euro sono il prezzo da pagare per questa involontaria distrazione. Prima multa della mia vita da automobilista: mi auguro sia anche l'ultima...
martedì, agosto 18, 2009
I ragazzi della via Pál
Ahimè non sono un grande lettore: i libri che ho letto si possono contare sulle dita. Ma ogni tanto qualcosa lo leggo anch'io, ed in questi casi mi piace farlo sapere, specialmente quando si tratta di una lettura interessante e non pesante: questa volta è toccato ad uno dei romanzi ungheresi più famosi. Autore e ambientazione geografica (tutta la storia si sviluppa a Budapest) hanno certamente pesato un ruolo importante nella scelta del libro: ma credo che anche chi non vive nella capitale magiara apprezzerebbe ugualmente il romanzo, diventato un classico per ragazzi pur essendo stato scritto per adulti...
Pubblicato da
Stefano
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10:49 PM
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Parole chiave: Budapest, Ferenc Molnár, letteratura, libri, Via Pál
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