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martedì, settembre 20, 2011

150 chilometri di lavori

Non ho mai dato esami di ingegneria civile, quindi forse ci sarà una ragione tecnica che mi sfugge, ma proprio non riesco a capacitarmi del perché debbano fare (contemporaneamente) lavori sull'autostrada su tratte così lunghe! Non sarebbe meglio concentrarsi su dieci chilometri, poi passare ad un altro tratto, e così via? Stessi costi, stesso impiego di manodopera e materiali, stessa durata, ma molti, molti meno disagi per gli automobilisti: che si trovano invece l'intero tratto da Rimini ad Ancona (anche oltre, fino a Porto Sant'Elpidio per essere precisi) con lavori in corso - e limiti oscillanti tra 60 e 90 - senza alcuna possibilità di scampo...

martedì, aprile 20, 2010

Bloccato a Milano

Il mio volo di rientro su Budapest è stato annullato anche ieri sera, ed ora è programmato per oggi alle 20:25. Chissà se i disagi che hanno lasciato a terra milioni di europei (hanno ragione i vettori del vecchio continente a dire che questa è la peggiore crisi della storia dell'aviazione civile, mai visto un blocco così consistente e prolungato) avranno oggi termine: la decisione dei politici di riaprire gli spazi aerei (che hanno in questo modo ribadito al mondo di avere molto più potere dei tecnici...) dovrebbe essere pienamente operativa da giovedì, e quindi i rischi non sono ancora del tutto fugati... Insomma, anche stasera potrei ricevere una brutta sorpresa. Ma non c'è dubbio che la sicurezza va posta prima di ogni altra cosa: perché quando a repentaglio è la vita di tante persone, è meglio andare coi piedi di piombo, anche a costo di causare disagi molto forti. Io, anzi, sono stato fortunato: rimanere bloccato a Milano è forse un disagio, ma non enorme: fosse accaduto in altri momenti, forse sarei rimasto fermo in una città meno "gradevole"...

venerdì, aprile 16, 2010

Una nube nera...

... copre i cieli di mezza Europa. Io so cosa vuol dire non potere partire perché la cenere vulcanica impedisce agli aerei di volare in sicurezza, mi è capitato più volte con l'Etna che ha portato alla chiusura dell'aeroporto di Catania in diverse occasioni (casualmente proprio quando io dovevo rientrare!), ma certo questa volta la proporzione del fenomeno è spaventosa: aeroporti a migliaia di chilometri dal fenomeno eruttivo che sono costretti ad issare bandiera bianca, chiudendo il proprio spazio aereo ed invitando i passeggeri a trovare soluzioni alternative. Che sono sempre scomode e - molto spesso - incapaci di assorbire tutta questa gente. Conosco persone, a Milano per lavoro che si trovano ora impossibilitati a tornare a casa, come anche c'è mia madre bloccata a Praga, che chissà cosa dovrà inventarsi per rientrare in Sicilia (e con lei tanti alunni della sua scuola). La Natura ha una forza spaventosa, non controllabile dall'uomo, e di tanto in tanto ce lo ribadisce chiaramente...

martedì, dicembre 22, 2009

I trasporti distrutti dal gelo

E' stata una débâcle completa: nel Nord Italia (ma nel resto d'Europa non è certo andata meglio) la neve ha fatto saltare tutti gli equilibri, paralizzando treni, aerei, auto. Ritardi e cancellazioni sono stati la norma, e chi aveva provato a mettersi per strada con la propria auto ha spesso dovuto abbandonare i suoi propositi (come Mario, che - partito ieri da Erba verso Genova dove l'attendeva una nave per la Sicilia - ha dovuto accettare l'idea di tornare indietro e riprovare, per fortuna con esito positivo!, il giorno successivo). Condizioni meteo così estreme capitano veramente di rado, e quando accadono ahimè c'è poco da lamentarsi: le infrastrutture non possono tararsi sul picco eccezionale che si manifesta una volta ogni dieci anni, e quindi collassano quando esse si manifestano. Chi si trova coinvolto è giustamente arrabbiato, ma la colpa - almeno in questo caso - è solo della Natura. Io ammetto di essere stato ben fortunato, rientrando venerdì non ho avuto nessun problema, ed ora in Sicilia mi godo un tempo decisamente migliore di quello che sperimentano invece gli amici del nord...