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sabato, febbraio 05, 2011

Scontro istituzionale

Ormai siamo arrivati ai ferri corti: il capo del governo e quello del Quirinale non sono mai andati d'accordo, ma adesso il clima è ancora più teso, a causa delle forzature - fino a qualche tempo fa semplicemente impensabili vista la loro gravità - che l'esecutivo sta compiendo. Non so come finirà, ma ogni giorno mi sembra più evidente che la situazione, così come è adesso, è semplicemente ingestibile...

martedì, novembre 09, 2010

Il dado è tratto (o no?)

Cade o non cade, questo governo? La prima parte del discorso di Fini non sembrava lasciare spazi a dubbi, come anche tante successive dichiarazioni, eppure la cosa non sembra poi così scontata: ed ora ci si mette anche lo spauracchio dell'esercizio provvisorio...

domenica, novembre 29, 2009

Posta Elettronica Certificata

L'Italia - in ambito tecnologico e burocratico - è parecchio indietro rispetto a gran parte degli altri Paesi Europei. Eppure da un po' di tempo nel nostro Paese si sono inventati la PEC (Posta Elettronica Certificata) che dovrebbe sostanzialmente sostituire la raccomandata con ricevuta di ritorno inviata ad enti della Pubblica Amministrazione. Sembra che il governo sia così interessato a diffondere questa realtà (che esiste solo in Italia: la raccomandata con ricevuta di ritorno, e di conseguenza la PEC, praticamente non sono utilizzate all'estero) da proporre a tutti i cittadini una PEC gratuita attraverso diversi suoi enti, in particolare l'INPS. Io stesso (che sono iscritto ai servizi online dell'INPS per verificare con regolarità la mia posizione previdenziale) ho ricevuto l'invito dell'Istituto di Previdenza ad attivare la mia PEC personale (per fortuna non hanno proceduto d'ufficio...), cosa che però mi son guardato bene dal fare: perché non è sempre oro quel che luccica, e non sempre conviene attivare qualcosa solo perché gratis.

La PEC, infatti, nasconde un terribile segreto, che le informative dell'INPS (vedi qui l'annuncio sul loro sito) non spiegano: è una casella bidirezionale, ossia il cittadino può utilizzarla per inviare comunicazioni alla P.A. (con valore legale, esattamente come una raccomandata), ma parimenti gli enti dello Stato possono usarla per notificare al cittadino qualunque documento (contravvenzioni, atti giudiziari, richiesta di documentazione), ed anche in questo caso la notifica è valida ai fini di legge. Ma la cosa importante è che la data di notifica corrisponde con quella di ricezione nella PEC: poco importa se siamo in vacanza e non leggiamo l'email, o se siamo semplicemente distratti e non vi accediamo per mesi, la notifica è valida nel momento in cui la lettera arriva nella nostra PEC. Insomma, se qualcuno attiva una PEC farebbe bene a controllarla ogni giorno, anche quando è in vacanza: perché le cattive sorprese, in ferie, non ci vanno mai...

martedì, maggio 12, 2009

L'immigrazione...

... è una gran brutta gatta da pelare. Perché da un lato ci sono le legittime aspirazioni di chi lascia il proprio Paese per cercare fortuna altrove (gli Italiani sono stati maestri in quest'arte), unite anche alle oggettive necessità che certe Nazioni possono avere di reclutare determinate categorie di lavoratori, dall'altro ci sono le esigenze degli Stati di evitare l'ingresso di persone alle quali non è possibile assicurare un lavoro. Può sembrare crudele, ma non credo che l'immigrazione libera ed indiscriminata sia giusta: come farebbe una persona straniera a mantenersi, senza un lavoro e senza nessun parente pronto ad aiutarlo? Forse il sistema che regola l'immigrazione in Italia non è perfetto, anzi avrà certamente mille difetti. Ma un freno - ahimè - bisogna porlo. Forse l'Italia sta sbagliando, o esagerando, arrivando a non rispedire direttamente nel luogo di provenienza i disperati che cercano di raggiungere il nostro Paese. Ma credo che chi oggi critica l'operato del governo dovrebbe anche proporre una soluzione alternativa. Che sia valida e praticabile: accogliere tutti non lo è...

sabato, maggio 02, 2009

Libertà di stampa

Forse verrò tacciato di essere filo-governativo (cosa che non è vera, nonostante ritenga che l'attuale governo non stia facendo peggio dell'ultimo governo Prodi, e che nel "nuovo" PD non ci siano persone in grado di fare meglio), ma non condivido per nulla l'analisi fatta da Freedom House (leggi qui l'articolo su La Repubblica), in base alla quale l'Italia - unica tra i Paesi occidentali - non godrebbe di una completa libertà di stampa. Che il governo - attraverso il suo massimo rappresentante - abbia il favore di una parte dei media è fuor di dubbio: ma spingere questa considerazione, legittima e evidente agli occhi di tutti, fino all'esistenza di ostacoli alla libertà di informazione mi sembra esagerato. Una boutade, mi verrebbe da dire. Chissà, forse gli americani hanno solo voluto creare un "caso" per avere maggiore visibilità (del resto in Italia ben pochi conoscevano l'esistenza di questo istituto di ricerca: oggi la sua notorietà è certamente aumentata...). In cosa consisterebbe la mancanza di libertà nel nostro Paese? Ecco il passo incriminato:
The region registered one status downgrade in 2008, as Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader.
Il primo motivo dice sostanzialmente che il maggiore ricorso ai tribunali sarebbe una limitazione alla libertà di informazione (e da quando chiedere alla Giustizia di tutelare il proprio nome è una limitazione? Se l'accusa fosse infondata ci pensarà il tribunale a dire che non c'è stato nulla illecito...). Certo mi domando se tale considerazione venne fatta già all'indomani della famosa vignetta di Forattini sul dossier Mitrokhin, con l'allora presidente del Consiglio D'Alema che citò in giudizio il vignettista (per chi fosse interessato, qui è disponibile la vignetta, a mio avviso una delle più belle mai disegnate). Il secondo motivo, però, è proprio un capolavoro: poiché Berlusconi ha forti interessi nei media, allora la sua presenza come capo dell'esecutivo potrebbe causare una concentrazione eccessiva di media sotto il controllo della stessa persona. e quindi in Italia la libertà di espressione non è completa. Non male come processo alle intenzioni...