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sabato, maggio 30, 2009

Casa dolce casa

Eccomi di nuovo qui, nella mia casetta di Caltanissetta, dopo un viaggio non bruttissimo ma sempre comunque col patema d'animo di perdere l'ultimo volo per la Sicilia. Perché io - ormai è ufficiale - sono fesso, e prenoto sempre il volo della 18:45 da Budapest a Roma: che è sistematicamente in grosso ritardo! E poiché nello scalo laziale ho solo un'ora per la coincidenza... il rischio di perderla (e considerate che si tratta dell'ultimo volo per la Sicilia) è concreto. Ieri, per fortuna, ero arrivato in aeroporto con un buon anticipo, e quindi sono stati in grado di riproteggermi sul volo precedente, così da permettermi di arrivare a Fiumicino in tempo: ma è stato solo un caso, e per di più solo grazie alla mia buona volontà (a volte mi chiedo perché si fanno lasciare un numero di telefono all'atto dell'acquisto del biglietto: se non mi avvisi in un caso come questo, dove rischio di perdere il volo se non arrivo prima, allora quando lo vuoi utilizare questo benedetto contatto telefonico che mi hai chiesto???). Beh, anche questa volta è andata bene, ma il timore (ho già altri biglietti con lo stesso itinerario) che prima o poi qualcosa vada storto è legittimo. Per il futuro è forse meglio cambiare un po' gli orari: meglio partire un po' prima, e rischiare meno l'infarto ;-)
Il lungo fine settimana (anche se il 2 giugno come festività esiste solo in Italia, il 1° giugno quest'anno coincide con il Lunedì di Pentecoste, festivo in tanti Paesi inclusa l'Ungheria) è iniziato, con un cielo blu da non sembrare neanche vero ed un bel Solo che quasi invita ad andare al mare. Non so che farò, e forse non importa: l'unica cosa che conta è riposarsi e ricaricare un po' le batterie...

giovedì, maggio 28, 2009

Il moderno emigrante italiano

Un tempo a emigrare erano i più disperati, quelli che andavano a lavorare in miniera in Belgio o a cercare fortuna (ossia partivano senza la più pallida idea di cosa avrebbero fatto una volta arrivati) in America. Normalmente si trattava di persone poco istruite, che in Italia non riuscivano a sbarcare il lunario e quindi erano giocoforza costretti a fare scelte molto dure. E - una volta partite - queste persone tornavano di rado a casa: sia per il costo del viaggio in sé, sia anche per l'oggettiva difficoltà nel tornare legata alla durata.
Oggi - invece - la situazione è opposta: a partire sono tipicamente le persone più istruite, laureati in primis, che cercano di affermarsi all'estero, ottenendo magari soddisfazioni professionali migliori di quelle alle quali potrebbero ambire nel Belpaese. Ma - a differenza di quello che accadeva cinquanta anni fa - questo emigrante torna, e spesso anche: perché oggi viaggiare costa poco, e l'aereo rende i tempi di percorrenza ridicoli. Domani anch'io torno a casa (il 2 giugno ahimè è festivo solo in Italia, ma per fortuna il 1° giugno è il lunedì di Pentecoste, festivo in diversi paesi inclusa l'Ungheria): e - che ci crediate o meno - il volo Alitalia Budapest-Catania (con scalo a Roma) andata e ritorno, tutto incluso, l'ho pagato meno di 100€. Poco più di 4 ore (ritardi esclusi...) per riportarmi a casa, dal centro dell'Europa fino all'estremo sud del vecchio continente. Scusate se è poco...