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sabato, febbraio 13, 2010

Nell'occhio del ciclone

Questa volta è il turno del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso: come ogni uomo che amministra un grande potere (e tanti soldi...) ha dovuto spesso prendere decisioni - anche importanti - sulla base di informazioni talvolta incomplete, e forse anche nella sua gestione qualcosa non è andato nel verso giusto. Lungi da me ritenere che egli abbia fatto qualcosa di illegale: non l'ho mai stimato (fin da quando era capo dell'Ufficio Nazionale Servizio Civile nel 2000 ed io ho visto con i miei occhi le inefficienze di quella amministrazione), ma non credo abbia cercato di arricchirsi o di speculare sul suo ruolo istituzionale. Ma di certo resta un fatto: ovunque circolino somme ingenti il rischio di imbrogli esiste. Ed in una struttura tanto grande, il controllo non è mai agevole: una persona - da sola - non può certo verificare fin nei minimi dettagli ogni aspetto, deve fidarsi dei suoi collaboratori. Ma se la scelta fosse sbagliata, se la fiducia si rivelasse mal riposta, allora sarebbero guai...

Qualcuno oggi invoca le sue dimissioni, affermando implicitamente che - se una Procura indaga - allora qualcosa di vero forse c'è. Io, da buon garantista, ritengo che farebbe meglio a rimanere, a patto di essere in grado di continuare lavorare con serenità: ma questo non è assolutamente scontato, le pressioni psicologiche diventano in queste situazioni enormi, e non è facile resistere. Se Bertolaso teme di non farcela, allora sarebbe un atto di grande responsabilità farsi da parte: è vero, questo significherebbe uscire per sempre dal giro che conta: ma se davvero si ritiene un servitore dello Stato (e - a prescindere dalla mia opinione personale sulla persona - posso anche essere d'accordo), allora deve pensare al bene comune prima di tutto. Anche prima delle proprie ambizioni...

venerdì, dicembre 18, 2009

Non è stato lui

A Vigevano si chiude il primo atto del delitto di Garlasco: Stasi - in base a ciò che è emerso nel corso del dibattimento - non è l'assassino. L'accusa ricorrerà certamente (mai una volta che un giudizio di primo grado passi direttamente in giudicato: ma se si deve sempre e comunque andare in appello... perché non partire direttamente dal secondo grado? Cosa cambia in appello, a parte l'eventuale tempo in più per spiegare meglio le proprie ragioni?), ma per il momento la verità processuale è che il colpevole non ha ancora un nome. Ed è terribile saperlo, perché significa che le indagini non sono state in grado di accertare un bel niente. Il delitto perfetto per me non esiste, tutti commettono errori e lasciano tracce: trovarle è il mestiere degli investigatori. Che forse - troppo spesso - finiscono per seguire esclusivamente la pista che, all'inizio delle indagini, sembra più promettente. Ma ahimè essa non è detto sia quella giusta: e ricominciare a distanza di anni a cercare è cosa ben difficile...

sabato, gennaio 17, 2009

Unabomber

Sembra che - dopo diversi anni - la stessa Procura abbia deciso di lasciare cadere le accuse nei confronti dell'unico indagato, l'ingegner Elvo Zornitta (leggi qui il breve articolo su "La Repubblica"). Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma si potrebbe anche aggiungere: perché tanto accanimento contro questa persona? Perché oggi risulta chiaro anche alla investigatori che lui non c'entrava, mentre anni fa quelle stesse persone erano convinte della sua colpevolezza? Questa storia è  costata ai cittadini italiani fior di quattrini, e la cosa più grave è che ha distolto l'attenzione dal verso crimininale (che da qualche parte - in questi anni - si sarà fatto grasse risate nel vedere accusato un altro al posto suo): il quale forse non verrà mai consegnato alla giustizia. Questa è una sconfitta per il sistema investigativo e giudiziario italiano, ma come al solito in questo ambiente quasi nessuno pagherà per gli sbagli commessi. Dico quasi nessuno perché probabilmente il poliziotto accusato di avere manomesso il lamierino trovato a casa di Zornitta qualche guaio lo passerà: ma le responsabilità maggiori (a livello morale intendo) andrebbero ricercate altrove, tra chi le indagini le coordina...