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sabato, dicembre 31, 2011
Un anno difficile per il Mondo e l'Italia sta finendo e quello nuovo che a breve ci accoglierà non sembra nascere sotto i migliori auspici... Sono tempi duri questi, come spesso - in fondo - sono già capitati nella storia. Il passato ci insegna che esistono due modi per affrontarli: piangersi addosso o accettare la sfida, rimettendosi in discussione e rimboccandosi le maniche, affrontando a viso aperto l'ignoto e la novità. Ed anche se sono pochi quelli che - abbracciando il secondo stile di vita - sono finiti nei libri di storia, state pur certi che di quelli che hanno seguito la prima strada neppure uno è sopravvissuto nel ricordo dei posteri...
lunedì, giugno 13, 2011
mercoledì, aprile 27, 2011
Come evitare lo scontro e vivere felici
Il 12 e 13 Giugno si vota per quattro referendum. A dirla tutta, vi doveva votare per quattro referendum, ma uno - quello sul nucleare - è stato cancellato visto che la norma che mirava ad abrogare è già stata azzerata dall'esecutivo, ed anche altri due - quelli sull'affidamento del servizio idrico ai privati ed alla relativa remunerazione - sembra subiranno la stessa sorte prima della consultazione referendaria. Perché è l'altro referendum, quello che sicuramente resterà, quello che riguarda il Legittimo Impedimento, ad essere l'unico quesito che veramente sta a cuore a Berlusconi. Sugli altri punti, dove non esiste (se non marginalmente) un interesse specifico, il Governo ha fatto in fretta a chiudere la questione: ma quello superstite, è il vero cavallo di battaglia, l'argomento che più d'ogni altro sta a cuore al nostro Primo Ministro. E pur di blindarlo, pur di diminuire le chance di successo del quorum (perché acqua e nucleare - specialmente dopo la tragedia Giapponese - avrebbero richiamato tante persone alle urne, anche in una bella domenica di giugno), la maggioranza è pronta a rinunciare anche solo al dibattito sulle altre questioni. Del resto è sotto gli occhi di tutti la cura che viene posta da chi governa in Italia su tutte le faccende che non riguardano direttamente gli interessi del capo.
Ci sono circa 7 settimane al voto: chissà come andrà a finire...
giovedì, marzo 03, 2011
Paradossi
L'Italia gli ha concesso più di quanto hanno fatto tutti gli altri Paesi occidentali (per convenienza, per carità, ma forse a volte la dignità imporrebbe di rinunciare a qualche affare...), in almeno due occasioni probabilmente gli ha salvato la pelle avvisandolo in anticipo di quello che stava accadendo, ma a quanto pare la riconoscenza non è una delle doti migliori di Gheddafi: ed allora giù con le accuse, quasi fosse il nostro Paese ad avere orchestrato le rivolte in Libia...
venerdì, gennaio 21, 2011
Cosa pensano all'estero dell'Italia?
La Repubblica - visto il clima pesante che si respira nel Belpaese - chiede ai lettori che vivono all'estero di raccontare come l'Italia viene vissuta nei loro Paesi. Io, che all'estero ci vivo e mi sposto tanto, ammetto di avere sentito il silenzio più totale sulla situazione che affligge il nostro Paese: non so se dipende dal fatto che ho a che fare più che altro con italiani o - comunque - con persone che lavorano con italiani e quindi possono tacere quello che pensano realmente per non offendermi, oppure semplicemente perché le notizie non arrivano oltre le Alpi come noi pensiamo, sta di fatto che - se non avessi accesso diretto alle notizie provenienti dall'Italia (Internet sia lodato...) - neppure mi sarei accorto che da noi c'è un problema. Serio, tanto serio...
mercoledì, agosto 11, 2010
Mi ricordo...
... di quando l'Estate era una stagione politicamente tranquilla, durante la quale - come il resto degli Italiani - anche deputati e senatori andavano tranquillamente in ferie, liberando (almeno nel mese d'Agosto) i giornali per le notizie più banali. Ma quest'anno tutto sembra essere diverso, ed alle temperature caldissime (almeno qui in Turchia) fa il paio una situazione politica incandescente. Che spiana la strada ad Autunno caldo, durante il quale tutto potrà accadere. E chissà che dopo tantissimi anni, il panorama politico non veda finalmente qualche vera novità...
lunedì, giugno 28, 2010
Fino a che punto...
... può arrivare la sfacciataggine? Non lo so, ma certo quello che vedo ultimamente nel panorama politico italiano spinge sempre più lontana la soglia: perché alle cose - già gravissime - che da anni capitano regolarmente nel BelPaese, ultimamente se ne sono aggiunte altre sempre più pesanti, sempre più vergognose, sempre meno tollerabili. Ammetto ch'io per primo non avrei mai pensato, neppure nelle più nere previsioni, si potesse giungere a questo punto. Chissà, probabilmente aveva ragione chi - al contrario di me - aveva profetizzato qualcosa di simile a quello che ora si sta realizzando. La speranza, per fortuna, non muore mai, e prima o poi - lo so - le cose cambieranno. In meglio, visto che in peggio è veramente difficile...
venerdì, giugno 25, 2010
Senza parole
Ci sono momenti nei quali non si trovano le parole per esprimere il proprio disappunto. Ieri pomeriggio è stato uno di questi momenti, perché vedersi schiacciati da una squadra tutt'altro che irresistibile, subire da loro 3 gol e non riuscire neppure a trovare quel pizzico di fortuna in zona Cesarini (vedi la ghiotta occasione di Pepe all'ultimo secondo...) per avere un'altra occasione, toglie le parole di bocca...
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Stefano
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Parole chiave: delusione, Italia, Mondiali di Calcio 2010
giovedì, giugno 24, 2010
Ultima chiamata
Inutile negarlo, l'Italia ha steccato le prime due partite. Ed oggi - quindi - è chiamata a riscattarsi, a dimostrare che ha carattere, ed evitare di fare la fine (ingloriosa) della Francia. Ha una grande fortuna, le basta vincere. Non è una battuta: a volte vincere non basta, e l'esito dipende anche da quello che fanno gli altri. Frustante, indubbiamente. Ma oggi no, oggi l'Italia può e deve farcela da sola, vincendo la sua prima partita (finora, ahimè, non abbiamo neppure provato l'ebbrezza di passare in vantaggio, altro che vincere!) e qualificandosi per gli ottavi. Da buona seconda (perché dubito che il Paraguay possa perdere con la Nuova Zelanda) ma senza bisogno di aiuti da parte di altre squadre...
lunedì, giugno 14, 2010
Il giorno dell'Italia
E stasera tocca a noi: il Mondiale è iniziato da qualche giorno, tra conferme, sorprese e delusioni. Alcune nazionali hanno steccato, mentre altre hanno già confermato il proprio valore con risultati anche rotondi. Adesso è giunto il momento dell'Italia, dei campioni in carica che - seppur snobbati dalla critica che non la annovera certo tra i favoriti al successo finale - hanno comunque un titolo sulla maglia da difendere. E - mi auguro - daranno prova del proprio valore: magari iniziando con una prova concreta e convincente: perché vincere è bello, ma farlo con un bel gioco lo è ancora di più...
martedì, marzo 30, 2010
C'è chi vince e c'è chi perde
Dalle regionali esce un chiaro vincitore: la Lega, che accresce ovunque i suoi consensi (diventando il primo partito in Veneto), si porta a casa due Presidenti di Regione e potrà imporre presto nuovi tributi ai suoi alleati, in ragione dei nuovi rapporti di forza. Tutti gli altri, a ben guardare, hanno perso queste elezioni, in termini di consensi o di poltrone o di potere contrattuale all'interno dell'attuale maggioranza di governo...
venerdì, settembre 18, 2009
Morire per la pace
Quelle in Afghanistan e Iraq sono state ufficialmente missioni di pace, ma il tributo di sangue che quasi tutti i Paesi in esse impegnati (inclusa l'Italia) hanno versato fa pensare più ad una guerra. Non so se sarebbe stato meglio non intervenire, ma forse l'approccio utilizzato - in particolare l'ostinato tentativo di nascondere la realtà, facendo sembrare meno cruenta la missione - non è stato quello corretto. Ieri è toccato all'Italia contare nuovamente i suoi caduti, come accade quasi ogni giorno per i soldati americani: servisse a pacificare veramente quelle regioni avrebbe anche un senso. Ma una missione di pace non può trasformarsi in una occupazione permanente, e prima o poi le forze occidentali andranno via: forse sarò pessimista, magari non riesco a vedere bene la realtà, ma l'impressione che ho è che il giorno stesso nel quale i soldati andranno via, la situazione precipiterà nel caos. O peggio, la parte che sempre si è additata come "cattiva" finirà per governare quelle due Nazioni: le vittime cadute in tanti anni di guerra nascosta, allora, si rivolteranno nella tomba guardando sdegnate quanto inutile è stata la loro morte...
giovedì, settembre 10, 2009
Sudafrica 2010
Manca ancora la conferma ufficiale, ma il buon risultato di ieri (ahimè non ho potuto vedere la partita: complice il fatto che anche l'Ungheria giocava ieri sera contro il Portogallo - tra l'altro perdendo in casa - la partita degli azzurri non veniva trasmessa da nessuna emittente ungherese, mentre le beghe tra RAI e Sky hanno impedito la visione della partita via satellite nei ristoranti che - anche qui - hanno Sky Italia) spalanca le porte al Mondiale sudafricano del prossimo anno: 4 punti di vantaggio sulla seconda a due giornate dal termine (e con l'ultima partita da disputare in casa contro Cipro...) permettono di dormire sonni tranquilli. Tra 9 mesi potremo di nuovo sognare, come 3 anni fa in Germania...
venerdì, luglio 17, 2009
Sud-Nord (sola andata)
Secondo lo Svimez (qui l'articolo su Repubblica.it) negli ultimi 10 anni sono stati 700 mila i meridionali che si sono trasferiti nelle regioni del Nord Italia per motivi di lavoro. Un numero altissimo, probabilmente stimato per difetto, che fotografa un fenomeno - quello dell'emigrazione - considerato per decenni concluso (o comunque marginale) e scoppiato nuovamente, e prepotentemente, nell'ultimo decennio. Per il Sud questa emorragia rappresenta una perdita spaventosa: tutti giovani produttivi che hanno abbandonato la propria terra, normalmente in possesso di una istruzione superiore alla media (una quarto di questi emigranti è in possesso di una laurea), che invece di contribuire allo sviluppo economico delle regioni che li hanno visti crescere finiscono per aumentare ulteriormente il benessere di altre regioni. Un vero paradosso, che però mostra un andamento in crescita che rischia di allargare ulteriormente il già ben evidente divario tra le due macro-regioni d'Italia: in dieci anni si sono succeduti al governo (nazionale e regionale) governi di destra e sinistra, ma la situazione non è cambiata. Sarà stata solo mancanza di volontà politica, oppure il problema ormai è irrisolvibile? Il Presidente Napolitano chiede alle istituzioni di "fare di più": chissà cosa intende, mi domando concretamente quali sarebbero le azioni che lo Stato e le altre Pubbliche Amministrazioni potrebbero mai fare per cambiare la situazione. Io non riesco a capirlo, e forse sarebbe ora che chi rappresenta il potere iniziasse ad essere più chiaro, esprimendo apertamente le proprie proposte, ammesso che esistano e non siano solo buoni propositi...
martedì, maggio 12, 2009
L'immigrazione...
... è una gran brutta gatta da pelare. Perché da un lato ci sono le legittime aspirazioni di chi lascia il proprio Paese per cercare fortuna altrove (gli Italiani sono stati maestri in quest'arte), unite anche alle oggettive necessità che certe Nazioni possono avere di reclutare determinate categorie di lavoratori, dall'altro ci sono le esigenze degli Stati di evitare l'ingresso di persone alle quali non è possibile assicurare un lavoro. Può sembrare crudele, ma non credo che l'immigrazione libera ed indiscriminata sia giusta: come farebbe una persona straniera a mantenersi, senza un lavoro e senza nessun parente pronto ad aiutarlo? Forse il sistema che regola l'immigrazione in Italia non è perfetto, anzi avrà certamente mille difetti. Ma un freno - ahimè - bisogna porlo. Forse l'Italia sta sbagliando, o esagerando, arrivando a non rispedire direttamente nel luogo di provenienza i disperati che cercano di raggiungere il nostro Paese. Ma credo che chi oggi critica l'operato del governo dovrebbe anche proporre una soluzione alternativa. Che sia valida e praticabile: accogliere tutti non lo è...
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Stefano
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Parole chiave: Governo, immigrazione, Italia, Politica
lunedì, febbraio 16, 2009
Il Paese delle emergenze
In Italia la politica vive alla giornata: Eluana sta per morire? Serve un provvedimento immediato, bisogna fare una legge in tre giorni. Poi Eluana muore e i tre giorni diventano mesi se non anni (o magari alla fine la legge neppure si farà). Poi qualcuno si accorge che nelle nostre città gli stupri sono all'ordine del giorno, ed ecco che la priorità diventa fermare gli stupri: a parte che la soluzione proposta (un semplice inasprimento del trattamento riservato a chi si macchia di questo spregevole crimine) non mi pare essere un gran rimedio, giacché l'entità della pena di per sé non è un deterrente, quando chi commette il reato pensa di poterla fare franca, ho come l'impressione che - passata l'onda lunga dell'indignazione - esecutivo e parlamento si dimenticheranno subito del problema. Per pensare alle nuove emergenze che sconvolgeranno l'opinione pubblica: perché dare l'impressione si essere sempre su chi va là, pronti ad intervenire sul tema che in quel momento più sta a cuore ai cittadini, procura consensi e voti. Tanto poi in pochi verificano che quei provvedimenti siano stati veramente adottati. E' una strategia, in fondo comunque a tutti: perché oggi è il governo Berlusconi a fare questi giochi, in passato l'han fatto tutti gli altri governi. Forse solo i governi tecnici (che però avevano una missione ben precisa, e comunque non necessitavano di consenso visto che erano "a tempo") hanno agito diversamente, cercando di affrontare e risolvere (non sempre con risultati apprezzabili) i problemi del Paese: gli altri hanno pensato solo a come essere rieletti alle successive elezioni. Ed anche se la storia recente insegna che questa strategia non paga (da quando esiste la cosiddetta Seconda Repubblica, i partiti al governo hanno sempre perso le elezioni), le cattive abitudini son dure a morire...
mercoledì, giugno 13, 2007
Giordano e le pensioni
Il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, ha una visione dell'economia alquanto bizzarra. Ho come l'impressione che non distingua il patrimonio destinato a future prestazioni dai flussi liberi destinabili come meglio si crede. L'occasione per mostrare questa sua visione del mondo è stata a manifestazione di ieri dei pensionati (vedi anche l'articolo di Repubblica). In sostanza Giordano, alla luce dell'avanzo di oltre 3 miliardi di euro della gestione ordinaria INPS, sostiene che ci sono i soldi per aumentare le pensioni ed eliminare lo "scalone" nell'età pensionabile. A parte che se Giordano avesse guardato alla gestione separata dei para-subordinati (ex co.co.co e co.co.pro) avrebbe trovato un avanza ancora maggiore (quasi 7 miliardi di euro), credo che sia il caso che qualcuno spieghi al segretario di uno dei maggiori partiti della maggioranza di governo (credo che Rifondazione sia il terzo partito dopo DS e Margherita) che l'avanzo deriva dal fatto che - fortunatamente - ci sono ancora più lavoratori che pensionati, e quindi i contributi previdenziali versati dai primi riesco a coprire ampiamente le prestazioni erogate ai secondi. Peccato però che questo avanzo serva (o dovrebbe servire) a pagare anche le pensioni future! Pensare che "siamo ricchi" solo perché qualcuno ci ha prestato oggi dei soldi dimenticandoci che prima o poi ce li chiederà indietro mi sembra sciocco. E se un tale pensiero lo fa uno dei leader della maggioranza... allora sono veramente preoccupato per il futuro di questo Paese...
lunedì, maggio 21, 2007
Matteo Arpe
Non tutti conoscono Matteo Arpe. Eppure è l'uomo che guidato il rilancio di uno dei principali gruppi bancari italiani, Capitalia. In pochi anni l'enfant prodige del capitalismo Italiano (è diventato amministratore delegato del gruppo nel 2003 ad appena 39 anni) ha raddrizzato un gruppo che aveva oggettivi problemi di redditività, facendo esplodere il valore del titolo in borsa (da poco più di un euro a quasi 8€ in meno di 5 anni credo costituisca un record, se escludiamo le società legate ad Internet negli anni della bolla speculativa...) e riscuotendo consensi da ogni parte. Ma come talvolta accade, un tale fenomeno è stato messo da parte proprio dalla persona che l'aveva scelto, il presidente del gruppo Cesare Geronzi: io non posso sapere quali siano le motivazioni di questa scelta, ma personalmente immagino sia legato ad una lotta di potere interna: un manager così capace diventa un rivale scomodo, una persona che può "farti le scarpe"; ed allora anche estrometterlo può essere una strategia valida (per sé, non per l'azienda né tantomeno per gli azionisti). E Geronzi, che è comunque una persona molto intelligente, ha trovato il modo migliore per togliere di mezzo Arpe: ha facilitato una fusione con la più grande banca Italiana, l'Unicredit. In una simile fusione, è evidente che la gestione operativa non può che essere assegnata all'A.D. della banca più grande, in questo caso Alessandro Profumo (anch'egli un ottimo manager in ogni caso!). Con buona pace di Arpe e di tutto quello che ha fatto in questi anni. Dal prossimo 31 maggio Arpe sarà ufficialmente disoccupato. Non dubito che troverà rapidamente una nuova occupazione, in una posizione dove potrà mostrare nuovamente al mondo il suo talento. Io gli darò fiducia, investendo nella sua prossima società. E sono certo che non mi deluderà...
giovedì, novembre 02, 2006
Sono perplesso...
La cosa che più mi dispiace è l'atteggiamento del governo. Premetto che io non mi riconosco nell'attuale maggioranza (a dire il vero neppure nell'opposizione, tanto che alle ultime elezioni non ho votato), però se c'è una cosa che mi da fastidio - ad ogni livello - è l'ipocrisia. Berlusconi aveva (probabilmente in maniera strumentale) battuto tanto sul tema delle tasse, definendo l'Ulivo il partito delle tasse. Prodi (e ricordo anche Visco, al quale Forattini ha dedicato una vignetta satirica che rappresenta probabilmente l'opinione che una parte del Paese ha del viceministro all'economia) ha sempre respinto le accuse dicendo che non avrebbe aumentato le tasse (anzi, le avrebbe ridotte, vedi il taglio al cuneo fiscale). Direi che a sei mesi dalle elezioni bisogna ammettere che Berlusconi (che magari ha veramente lasciato una situazione disastrosa dei conti, ma Prodi avrebbe dovuto aspettarselo...) aveva ragione...
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Stefano
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Parole chiave: economia, finanziaria, Italia, Politica, Società
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