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venerdì, luglio 17, 2009

Sud-Nord (sola andata)

Secondo lo Svimez (qui l'articolo su Repubblica.it) negli ultimi 10 anni sono stati 700 mila i meridionali che si sono trasferiti nelle regioni del Nord Italia per motivi di lavoro. Un numero altissimo, probabilmente stimato per difetto, che fotografa un fenomeno - quello dell'emigrazione - considerato per decenni concluso (o comunque marginale) e scoppiato nuovamente, e prepotentemente, nell'ultimo decennio. Per il Sud questa emorragia rappresenta una perdita spaventosa: tutti giovani produttivi che hanno abbandonato la propria terra, normalmente in possesso di una istruzione superiore alla media (una quarto di questi emigranti è in possesso di una laurea), che invece di contribuire allo sviluppo economico delle regioni che li hanno visti crescere finiscono per aumentare ulteriormente il benessere di altre regioni. Un vero paradosso, che però mostra un andamento in crescita che rischia di allargare ulteriormente il già ben evidente divario tra le due macro-regioni d'Italia: in dieci anni si sono succeduti al governo (nazionale e regionale) governi di destra e sinistra, ma la situazione non è cambiata. Sarà stata solo mancanza di volontà politica, oppure il problema ormai è irrisolvibile? Il Presidente Napolitano chiede alle istituzioni di "fare di più": chissà cosa intende, mi domando concretamente quali sarebbero le azioni che lo Stato e le altre Pubbliche Amministrazioni potrebbero mai fare per cambiare la situazione. Io non riesco a capirlo, e forse sarebbe ora che chi rappresenta il potere iniziasse ad essere più chiaro, esprimendo apertamente le proprie proposte, ammesso che esistano e non siano solo buoni propositi...

martedì, marzo 10, 2009

Milano-Budapest sola andata

No, non è ancora il tempo. Ma poco ci manca: perché la mia esperienza milanese è stata breve, ed avrà fine tra poche settimane. Non ch'io l'abbia vissuta pienamente: sempre in giro per l'Europa, trascorrendo nella metropoli Lombarda al più i fine settimana (che poi, in realtà, non li passavo quasi ma a Milano ma più nella zona di Como!), ma comunque basato a Milano. Ma - come da tempo immaginavo - l'azienda ha avuto per me altri progetti: e così, già dal prossimo mese, la mia nuova casa sarà in Ungheria, in quella Budapest dove da mesi passo già buona parte del mio tempo lavorativo. Come sarà questa esperienza non posso saperlo: certo, trasferirsi è sempre una seccatura, ricostruirsi una vita sempre difficile, vivere all'estero sempre rischioso. Ma può anche essere fonte di nuove conoscenze, opportunità di imparare usi e costumi nuovi. Mentirei se non ammettessi di avere paura. Come l'ho avuta quando ho iniziato a lavorare (in Belgio), o quando sono rientrato in Italia (a Roma), o quando ho accettato una nuova sfida (a Fabriano) o ancora trasferendomi a Milano. Sono anni che giro, ed in questo periodo ho vissuto tantissime esperienze: alcune belle altre meno, ma tutte insieme mi hanno reso la persona che sono. Non perfetta, anzi di difetti ne conosco cento e ne nascondo mille!, ma comunque una brava persona. Questa nuova esperienza rientrerà in questa stessa casistica...

lunedì, ottobre 27, 2008

27 Ottobre 1999

Sono passati 9 anni da quel caldissimo mercoledì di fine ottobre, con Palermo che bruciava sotto un sole più che estivo: se non c'erano 40 gradi, poco ci mancava. Ma quel giorno - nella mia mente - è rimasto impresso soprattutto per un altro motivo: dopo cinque anni di università, primo del mio corso, raggiungevo l'agognato traguardo di tutti gli studenti, quella laurea che - nelle mie idee - avrebbe dovuto spalancarmi le porte del mondo. In parte l'ha pure fatto, ma in maniera completamente diversa rispetto a come io me l'aspettavo. Dopo quel giorno nulla fu più come prima: perché quando sei studente vedi la realtà in un certo modo, quando ormai hai finito di studiare e dei iniziare a cercarti un lavoro la visione cambia. E la mia cambiò in fretta: non ci volle poi tanto a trovare un lavoro (con numerosi colloqui - in Italia ed all'estero - fatti tra novembre e la prima settimana di dicembre), ma alla fine - era metà dicembre - l'unica cosa che avevo in mano era un contratto per lavorare in Belgio: dopo poche settimana la mia trasformazione da studente ad emigrante era completa. E - dopo di allora - la mia vita professionale si è interamente sviluppata fuori dalla mia terra...