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giovedì, novembre 19, 2009

Ho perso il conto

Anche oggi ho fatto tappa in aeroporto: non riesco più a ricordare quanti voli ho fatto quest'anno. Ho provato a ricostruirli, e credo siano una settantina. Settanta imbarchi, settanta attese in aeroporto (oppure corse a perdifiato per non perdere la coincidenza!), settanta decolli ed altrettanti atterraggi. Probabilmente più di quanti una persona media ne faccia in tutta la sua vita. E da qui a fine anno ne farò almeno altri 8...

Ah, con quello di oggi ho anche raggiunto la Freccia Alata di Alitalia: qualche piccolo vantaggio renderà più sopportabili i disservizi che chi viaggia tanto deve necessariamente mettere in conto.

martedì, aprile 21, 2009

Sviste?

Da alcuni giorni campeggia sull'home page dell'Alitalia questa immagine:

 
Ora, come fanno i gestori di un sito che è visitato ogni giorno da (decine di) migliaia di utenti, molti dei quali lo usano anche per acquistare i propri biglietti, a non accorgersi di un errore di ortografia come questo?

mercoledì, novembre 12, 2008

Malpensa e quei banchi vuoti

Mi ha fatto quasi impressione vedere i banchi Alitalia senza alcun passeggero in attesa di fare il check-in: una decina di postazioni, ognuna con il suo addetto munito della divisa della compagnia di bandiera, completamente inoperose. E' la conseguenza delle scelte - a mio avviso sbagliate - che il personale Alitalia ha fatto: perché gli scioperi selvaggi fatto arrabbiare i passeggeri, ma ancor di più li fanno preoccupare per il futuro. E difatti sempre più gente preferisce scegliere altre compagnie perevitare il rischio di rimanere a terra. Una compagnia in difficoltà ha bisogno dei passeggeri per riempire i suoi voli: se fallisce anche in questo, non può avere nessun futuro...

domenica, settembre 21, 2008

Mi lasceranno a piedi?

Domattina parto per Budapest: ormai la valigia è la mia fedele compagna di avventure, e dopo essere stato due giorni ad Atene la scorsa settimana (questa volta, per fortuna, sono riuscito almeno a vedere - e neppure da troppo lontano - l'Acropoli e il Partenone), domani mi accompagnerà in una nuova settimana di lavoro fuori. Parto con la Malev, e questo mi rassicura per quanto riguarda l'andata: ma giovedì rientro su Roma con un volo Alitalia. Dall'ufficio viaggi mi hanno chiesto se ero sicuro del volo: sul momento non ho capito cosa intendessero, dire, quale fosse la loro perplessità, ma ripensandoci poi ho capito he giovedì i voli Alitalia potrebbero proprio non esserci, vista la situatione nella quale naviga la compagnia. Speriamo bene. E speriamo bene anche per il volo - sempre Alitalia - che ho prenotato per il 19 dicembre per tornare a casa: trovare un posto su un volo a ridosso delle vacanze natalizie non è certo impresa semplice.

giovedì, settembre 18, 2008

E loro esultano...


La trattativa con la CAI è fallita, l'offerta è stata ritirata. Per l'Alitalia si apre la strada che porta al fallimento: eppure qualcuno - tra i dipendenti - esulta: come è possibile? Non si rendono conto di quello che li aspetta? La proposta della CAI non era certo bellissima, rispetto a quella di qualche mese fa di Air France (anch'essa comunque rispedita al mittente dai sindacati) era certamente peggiorativa. Ma se l'alternativa è il fallimento, forse bisognerebbe riconsiderare la propria posizione: meglio accettare condizioni cattive se l'alternativa è la disoccupazione. O forse qualcuno pensa che sarà - ancora una volta - lo Stato a pagare, a continuare ad elargire retribuzioni fuori mercato (in confronto alle prestazioni/risultati della società)? Speriamo non sia così, perché l'Alitalia ha già assorbito tanti soldi pubblici: continuare ad iniettarne a fondo perduto non sarebbe corretto nei confronti della stragrande maggioranza degli Italiani. Che l'Alitalia chiuda. Dalle sue ceneri (visto che il mercato esiste ed ha comunque bisogno di voli aerei) nascerà qualcos'altro: che assorbirà gli ex dipendenti Alitalia a condizioni di mercato: che saranno peggiori rispetto a quelle vecchie (insostenibili) praticate dalla compagnia di bandiera, ma che saranno certamente decorose...

giovedì, luglio 17, 2008

Atene, 20 anni dopo

Venti anni fa ero nel porto di Brindisi, già pronto ad imbarcarmi per la Grecia. Eppure ieri è stata la prima volta che ho messo piede in questo Paese! Un piccolo impedimento mi impedì a suo tempo di visitare Atene: oggi, pur essendo fisicamente qui, è il lavoro ad impedirmelo... Una sola sera, poche ore per cogliere qualche scorcio di un Paese ricco di storia, di cui ho letto tanto sui libri ma di cui non ho mai visto nulla. E di cui - purtroppo - potrò vedere pochissimo. Un giorno, spero, potrò veramente recuperare quell'incidente di tanti anni fa...

P.S. Sulla tratta Milano-Atene l'Alitalia non è più presente. Mi sembra veramente un peccato che la compagnia di bandiera rinunci a rotte comunque importanti: perché tra la possibilità di volare Alitalia con scalo a Roma, e quella di prendere un volo diretto (ci sono 2 diverse compagnia che lo offrono), penso che il 90% delle persone preferirà la seconda opzione...

P.P.S. Ho approfittato della quasi 3 ore di volo per terminare la lettura de "La scomparsa di Patò". Se qualcuno vuole propormi nuovi titoli da leggere è il benvenuto...