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martedì, luglio 14, 2009

Siamo alla frutta

Ieri è stato il giorno di Grillo, che - con una delle sue solite uscite - ha dichiarato di volersi candidare alla segreteria del PD! Chissà, forse oggi anche Berlusconi avanzerà la sua candidatura... Grillo non si lascia mai perdere d'animo: ha già provato a "scendere in campo", con pessimi risultati (segno - a mio avviso inconfutabile - che le sue idee non riscuotono il consenso degli Italiani), ed ora prova a cavalcare l'onda del malumore all'interno del PD per cercare nuovamente le luci della ribalta: ma questa volta non troverà una sponda amica, perché il PD ha già affermato (direi giustamente...) che non ha i requisiti per iscriversi al partito e quindi concorrere alla primarie. Ma resta particolare il fatto che qualcuno possa avere visto di buon occhio il suo tentativo: perché Grillo esaspera ancora di più il qualunquismo proprio - tra gli altri - dell'IdV, perché lui è contro tutto e per nulla, perché sui temi *SERI* non ha proposta, e getta fumo negli occhi di chi gli sta dinnanzi aggrappandosi magari a qualcosa di vero ma estendendo poi il discorso ad ambito che - invece - nulla hanno a che vedere con il punto iniziale...

domenica, luglio 05, 2009

Immiscibili

 
Olio e acqua, lo sanno tutti, non si mescolano: anche se posti nello stesso bicchiere, rimangono diligentemente separati. Convivono, ma senza unirsi. Ecco, nel PD vedo la stessa cosa: gli ex-Margherita schierati tutti da una parte (a sostenere il loro ex Franceschini), gli ex-DS uniti per Bersani (ex DS anch'egli): verrebbe da chiedersi perché si sono uniti in un partito unico, se in fondo volevano continuare a rimanere separati...

mercoledì, febbraio 18, 2009

Con quasi un anno di ritardo...

... Veltroni ha fatto il passo giusto, quelle dimissioni che avrebbe dovuto presentare già all'indomani della clamorosa sconfitta alle politiche: perché se l'elettorato boccia la tua linea, affermando in maniera chiara che il tuo piano non è quello che vuole, allora dovresti farti subito da parte. Lui non l'ha fatto, non ha avuto questa forza (perché per chi è il capo ritirarsi e rinunciare quindi al proprio ruolo di comando non è certo facile, e quindi umanamente posso anche comprenderlo), condannando così il PD a lacerarsi per altri 9 mesi, perdendo elezioni su elezioni. Fino alla sconfitta di lunedì in Sardegna, dove anche l’astro nascente del Partito Democratico, Renato Soru, è stato silurato da super Silvio: il quale ha dimostrato per l’ennesima volta che il suo modo di fare, fatto di tanti annunci e proclami ma di pochi fatti concreti, è vincente. Anche in un periodo di crisi, durante il quale – in genere – chi sta al governo viene durante punito in quanto incapace di ridurre gli effetti della crisi stessa.
Il PD oggi è in fibrillazione, si interroga sul suo futuro. Potrebbe anche non sopravvivere. Oppure potrebbe riprendere vigore, affidarsi a leader nuovi e – magari - conquistare nuovi consensi. Sarà il tempo a dire come questa “crisi” interna sarà stata gestita.