Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post

giovedì, settembre 23, 2010

La Lega e l'università

Dopo la scuola col Sole delle Alpi, Bossi lancia la nuova crociata della Lega: il diritto di prelazione per gli studenti del Nord nelle università delle regioni settentrionali. Al posto del voto di maturità - insomma - gli atenei dovrebbero valutare la residenza. Posso anche essere d'accordo sul fatto che quella di valutare il voto di maturità è una prassi scorretta (essendo diverse le commissioni, studenti con la stessa preparazione potrebbero avere ricevuto voti anche molto differenti), ma la soluzione è una valutazione basata esclusivamente sui test,(valutati questa volta dalla stessa commissione, e quindi senza il rischio di una polarizzazione dei voti) e non certo la concessione di un punteggio aggiuntivo in base alla città dove il candidato vive...

lunedì, ottobre 27, 2008

27 Ottobre 1999

Sono passati 9 anni da quel caldissimo mercoledì di fine ottobre, con Palermo che bruciava sotto un sole più che estivo: se non c'erano 40 gradi, poco ci mancava. Ma quel giorno - nella mia mente - è rimasto impresso soprattutto per un altro motivo: dopo cinque anni di università, primo del mio corso, raggiungevo l'agognato traguardo di tutti gli studenti, quella laurea che - nelle mie idee - avrebbe dovuto spalancarmi le porte del mondo. In parte l'ha pure fatto, ma in maniera completamente diversa rispetto a come io me l'aspettavo. Dopo quel giorno nulla fu più come prima: perché quando sei studente vedi la realtà in un certo modo, quando ormai hai finito di studiare e dei iniziare a cercarti un lavoro la visione cambia. E la mia cambiò in fretta: non ci volle poi tanto a trovare un lavoro (con numerosi colloqui - in Italia ed all'estero - fatti tra novembre e la prima settimana di dicembre), ma alla fine - era metà dicembre - l'unica cosa che avevo in mano era un contratto per lavorare in Belgio: dopo poche settimana la mia trasformazione da studente ad emigrante era completa. E - dopo di allora - la mia vita professionale si è interamente sviluppata fuori dalla mia terra...

martedì, settembre 11, 2007

Pagare 30 mila euro per un test d'ammissione

In questi giorni infuriano le polemiche (e le indagini) sui test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso. Sembra che qualcuno sia arrivato a pagare anche 30 mila euro per assicurarsi il posto. A me sembra una cifra assolutamente fosse: già in passato ho espresso i miei dubbi sui vantaggi (in termini economici) del conseguimento della laurea (in media quantomeno), per cui non può non sembrarmi fuori dal mondo il fatto che qualcuno sia disposto a pagare cifre consistenti anche solo per avere la possibilità di conseguire il titolo. Che poi se qualcuno deve pagare vuol dire che - probabilmente - non ha la stoffa per proseguire gli studi (conosco tanta gente, normalissima, che a suo tempo ha passato senza problemi i test di ammissione ai corsi di medicina), e quindi "l'investimento" nella laurea sarà ancora meno redditizio. Non lo so, quando sento queste cose mi viene sempre da pensare che qualcuno si sia inventato tutto. Di certo c'è che un test di ammissione non può valere tanto...

martedì, dicembre 26, 2006

Rimpatriata

Il prossimo sabato (30 dicembre) abbiamo organizzato una cena con gli ex colleghi dell'università ai quali sono legato (Gabriele, Giovanni, Fabio e Dario: si vede che ho fatto ingegneria ;-) ). E' veramente bello mantenere i rapporti, sentendoci di frequente per telefono e/o email ed organizzando - specie nei periodi di vacanza (Natale ed Agosto in particolare) - qualche incontro per rivederci di persona. Col fatto che 3 su 5 lavorano fuori (io a Fabriano, Giovanni adesso nel sud della Francia - Sophia Antipolis - e Fabio a Cambridge: solo Gabriele e Dario hanno avuto la fortuna di trovare lavoro a Palermo) è inevitabile che solo nei periodi di vacanza si possa essere tutti di nuovo insieme.

Anche quest'anno (come già l'anno scorso) andremo a casa di Gabriele: da quando si è sposato (con la fidanzata storica, la ricordo già quando uscivamo il primo anno di università, era il 1994!) ed ha messo su casa, ama organizzare lì tutte le riunioni! Ci sarà anche la moglie di Dario (per me non è un caso che i primi due che si sono sposati sono quelli che, lavorando nella loro città d'origine, vivevano ancora coi genitori!), quindi è sfatato il mito della cena tra soli uomini!

Sono parecchi mesi che non ci incontriamo (ad Agosto siamo andati una volta al mare insieme, concludendo poi la serata a Cefalù mangiando una pizza), e sono certo che sarà una bella serata (devo anche decidere se fermarmi da Gabriele per la notte: Palermo è a 2 ore di macchina da Caltanissetta, quindi in base all'orario in cui finiamo potrebbe non essere opportuno ripartire subito...). L'unico che ho rivisto più di recente è Fabio, che a metà Novembre è venuto a trovarmi a Fabriano per 2 giorni. Fabio è sempre stato quello più "vagamondo", è venuto a trovarmi anche quando lavoravo in Belgio! E' bello quando ci sono persone che sono pronte a fare un lungo viaggio solo per rivederti e passare qualche giorno con te, è un gesto di amicizia molto importante, e che io apprezzo. E sono felice di avere ancora degli amici!

venerdì, novembre 24, 2006

La Laurea serve veramente a trovare lavoro?

Sento sempre più spesso persone lamentarsi che senza laurea non si trova lavoro, e che quindi bisogna aumentare il numero di laureati. Sarà, ma secondo i dati dell'ISTAT riportati nell'ultima versione dell'Annuario Statistico Italiano (lo trovate on-line qui), i tassi di disoccupazione dei laureati - almeno fino a 34 anni - sono maggiori rispetto a quello dei pari età diplomati, ed anche dopo - nonostante l'ago della bilancia cambi direzione - lo scarto è minimo, tanto che considerando la media di tutte le età la disoccupazione dei laureati è 6%, quella dei diplomati 6,8%. Visto quanto costa una laurea (in termini di mantenimento all'università, ritardato ingresso nel mondo del lavoro, ecc.), sono sempre più convinto che IN MEDIA non convenga iscriversi all'Università...

venerdì, novembre 03, 2006

Sono già sette...

Sono passati sette anni dal giorno della mia laurea. In realtà la discussione è stata il 27 ottobre, ma la proclamazione (e quindi la relativa festa con parenti e amici, ossia l'unica cosa che effettivamente ci si ricorda a distanza di anni) è stata il 3 novembre 1999: nella facoltà di Ingegneria di Palermo si faceva così, discussione e proclamazione non erano contestuali. L'autunno del 1999 è stata climaticamente molto simile al 2006: anche in quell'anno, infatti, la fine di ottobre ha presentato temperature assolutamente folli per il periodo (io ricordo 35 gradi durante la discussione), mentre durante i primi giorni di novembre la temperatura è andata letteralmente a picco.

Non ricordo più molto della mia laurea: della tesi ricordo a malapena il titolo (anche se, cercando su Internet, ho scoperto - e ricordato - che esse è presente nell'archivio di TesiOnLine, dove sono consultabili anche i primi capitoli), e dell'idea che avevo allora del mondo del lavoro resta ancora meno. Probabilmente pensavo che - con una laurea considerata pesante in mano - le aziende avrebbero fatto ponti d'oro per prendermi. Non vi nascondo la mia perplessità quando mi sono accorto, dopo due mesi, di avere fatto appena due colloqui all'estero (uno andò pure bene, e mi offrirono il primo lavoro in Belgio, in questo centro di ricerca) e due in Italia (entrambi andati male: io ho sempre dato la colpa al fatto che non avevo ancora svolto il servizio di leva e quindi le aziende preferivano prendere qualcuno già milite-esente, ma magari era io a non essere la persona giusta per quel ruolo). Ma forse è corretto così, la laurea fa ancora parte del mondo ovattato del ragazzo-studente dove è giusto avere tanti sogni: chissà però, magari sapendo come va veramente il mondo molte persone rinuncerebbero ad iscriversi all'università...