La rana mezza morta.
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L'altro giorno ho perso il tram per colpa di un rincoglionito alla
macchinetta dei biglietti. Nulla di grave, non andavo di fretta, solo che
sono dovuto ri...
Ammetto che il primo pensiero era volato al Jovanotti di fine anni '80 e non certo al 5° compleanno di questa rivista ungherese in lingua inglese...
Ah, sempre nella stessa rivista, nella quarta di copertina, era presente questo annuncio: vuoi vedere che Vodafone sposta (almeno parzialmente) in Ungheria il customer service dedicato all'Italia?
Ricordo ancora l'esordio di Jovanotti come cantante: eravamo alla fine degli anni '80, un periodo nel quale non sono mancati cantanti (o anche band) che hanno riscosso un successo enorme durato però solo il tempo di una estate. E lui, con canzoni tutto sommato stupide ma orecchiabili, aveva scoperto le luci della ribalta, il successo, quello che arriva all'improvviso e che in genere travolge e sconvolge le persone, fino al punto di farle perdere. Non avrei scommesso una lira su quel cantante, ero certo che sarebbe scomparso anche lui nel giro di una estate. Ed invece no: dopo alcuni anni trascorsi continuando a scrivere canzoni di basso valore artistico, è riuscito a dare una grande svolta alla sua musica. E' cresciuto come uomo (del resto a quel tempo aveva poco più di 20 anni!) e come cantante: ed oggi - passati i quaranta - scrive canzoni che non sono solo orecchiabili, ma sono proprio belle e profonde. E che ora anch'io ascolto con piacere...