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sabato, dicembre 31, 2011

Buon Anno

Un anno difficile per il Mondo e l'Italia sta finendo e quello nuovo che a breve ci accoglierà non sembra nascere sotto i migliori auspici... Sono tempi duri questi, come spesso - in fondo - sono già capitati nella storia. Il passato ci insegna che esistono due modi per affrontarli: piangersi addosso o accettare la sfida, rimettendosi in discussione e rimboccandosi le maniche, affrontando a viso aperto l'ignoto e la novità. Ed anche se sono pochi quelli che - abbracciando il secondo stile di vita - sono finiti nei libri di storia, state pur certi che di quelli che hanno seguito la prima strada neppure uno è sopravvissuto nel ricordo dei posteri...

giovedì, giugno 16, 2011

Vento di protesta


In una Atene blindata l'esecutivo cerca di trovare soluzioni credibili alla crisi: ma i sacrifici - si sa - non piacciono alle persone. Specialmente quanto esse ritengono che i benefici dell'allegra gestione che sta trascinando nel baratro il Paese non siano stati divisi equamente...

lunedì, maggio 10, 2010

700 miliardi

L'Europa scende in campo per salvare la sua moneta: gli speculatori vanno a nozze con queste crisi, riescono a guadagnare cifre enormi quando accadono. Ed anche questa volta faranno bottino pieno: perché il salvataggio dell'euro (che poi è il salvataggio della Grecia) farà fare affari d'oro agli speculatori che hanno venduto allo scoperto i titoli greci (da qui il loro crollo) e che ora, certi della protezione del resto dell'Europa, li ricompreranno a prezzi stracciati incassando una ghiotta plusvalenza immediata più un elevatissimo interesse sui titoli in portafoglio. A conti fatti conveniva scendere in campo mesi fa: i costi sarebbero stato molto più contenuti per tutti...

sabato, settembre 26, 2009

Il lavoro che scompare

Dicono che di questa crisi il peggio è ormai passato. Forse è vero, ma certamente gli effetti dureranno ancora a lungo, soprattutto per quanto riguarda il lavoro: con un tasso di disoccupazione cresciuto notevolmente (pur rimanendo inferiore a quello che si registra nella maggior parte dei nostri partner europei) e destinato - così sostengono gli esperti - a mietere altre vittime nei prossimi mesi, saranno in centinaia di migliaia gli italiani che ricorderanno questo periodo come quello che li ha visti espulsi dal sistema produttivo. E con loro famiglie e parenti, perché il licenziamento raramente è un fatto privato, ma diventa un problema per tutti coloro che ci stanno accanto. Perdere il lavoro deve essere terribile: un fannullone - per dirla alla Brunetta - se ne infischierebbe (non ha un'etica del lavoro...), una persona per bene che ha sempre lavorato con impegno, invece, si sentirebbe cascare il mondo addosso, pensando probabilmente che c'è in lei qualcosa che non va, che è un po' anche colpa sua se le cose sono andate male (pensieri certamente non veri in un contesto come quello attuale).

Vedo tante aziende - con alcune di queste tanti anni fa sono anche stato in contatto (una mi offrì pure un contratto di lavoro che però non accettai) - che chiudono i battenti o ridimensionano pesantemente gli organici: io sono fortunato in questo, la mia azienda - che pure come tutte ha sofferto e soffre la crisi - ha limitato al minimo gli interventi sul personale. Altri lo sono stati meno, e magari oggi si ritrovano senza un lavoro e con grandi difficoltà a trovarne uno nuovo: perché anche se la crisi (finanziaria) è terminata, l'occupazione potrebbe impiegare parecchio prima di ritornare ai livelli del 2008...

lunedì, agosto 03, 2009

Sta finendo?

Qualcuno ha sostenuto che la crisi non è mai esistita, altri hanno risposto che invece non finirà mai. Probabilmente idee così radicali sono entrambe errate, ma forse questa volta il peggio è già passato, con i dati americani migliori delle attese (qui l'articolo) e con le vendite di automobili (storicamente una buona cartina tornasole per valutare l'andamento dell'economia nostrana) in Italia che per il secondo mese consecutivo fanno registrare una sostanziosa crescita. Magari sono ancora segnali troppo deboli, ma per quella che è stata definita la peggiore crisi dal dopoguerra (e di certo la più grave da quando io sono nato) mi sembra comunque un inizio...

domenica, marzo 01, 2009

Facebook

Non mi sono mai iscritto a Facebook, e per il momento non ho intenzione di farlo. Però mi capita a volte di discutere di Facebook. L'ultima volta è successa la settimana scorsa, con uno scambio di email con Cristiano (thread iniziato, come spesso accade, dal buon Giacomo):

devo dire a malincuore che il facebook ha spazzato via questi blog (compreso per ora il mio).
Non è una cosa detta tanto per ma una constatazione reale.
Dai 20-30 visitatori al giorno siamo passati a 1, a volte anche zero.
Le nuove tecnologie ci permettono di esprimere il nostro parere anche attraverso facebook, in maniera ancora più semplice.
Per esempio dai siti di dipietro, grillo, travaglio e carotenuto è possibile postare direttamente la notizia con fonte annessa in meno di un secondo.
Insomma, è da PD inisistere con i blog in questo momento.
Torneranno, ma in maniera diversa...

Quello che dice Cristiano è vero,  ma io mi permetto di fare una obiezione: per me Facebook è solo una moda del momento, che piace ed attrae tanto per la sua semplicità, ma che ha un problema, enorme a mio avviso: è una macchina mangia soldi, che brucia la cassa della società. Server, connettività, manutenzione, costano ogni anno decine di milioni di dollari (ma credo che ormai si possa parlare anche di centinaia). I ricavi, invece, languono: non esiste un modello di business valido, non c'è nulla che possa portare ricavi consistenti. La tanto cara pubblicità on-line non mi sembra in grado di compensare gli enormi costi. Ecco perché - a mio avviso - la vita di Facebook non sarà ancora lunga: potrebbe durare ancora anni, a patto che gli azionisti siano pronti ad investire ancora, ma alla luce dell'attuale crisi dubito che saranno pronti a farlo. A meno che non trovino quache alternativa per fare soldi: io, che però non sono un esperto di marketing, non ne vedo.  Tranne che Facebook non decida di fare qualcosa di veramente abietto e immorale: vendere i profili dei propri utenti (con tutti i test che si fanno, le informazioni su amicizie e preferenze, diventa facile segmentare le persone) a società specializzate nella vendita di servizi/prodotti. Ma se lo facesse, credo che perderebbe ben presto tutti i suoi utenti...

domenica, novembre 02, 2008

Quando la crisi tocca le persone che conosci

L'attuale crisi finanziaria sta creando tanta apprensione nel Mondo ma - fino ad ora almeno - io l'ho vissuta con distacco: è vero che mi sta facendo perdere un sacco di soldi in borsa, ma i soldi vanno e vengono e quindi - nonostante mi dispiaccia perderli - non ne faccio un dramma. Poi ci sono le persone che - a causa di questa crisi - stanno perdendo tutto, in primis il lavoro. Ma fino ad oggi questo era una situazione che non riguardava me, né le persone che conosco: pertanto era un non problema. Ed invece oggi ho ricevuto una email da un amico che lavora in Inghilterra: mi chiede come sto, come vanno le cose, e poi mi dice che la sua azienda sta licenziando 50 persone. E lui teme di potere essere tra queste 50. La crisi colpisce duro, e a farne le spese sono anche (Giacomo direbbe soprattutto) lavoratori che non c'entrano nulla con la cause scatenanti, che non hanno colpe per la bolla che è scoppiata e che ora si trovano (o rischiano di trovarsi) in mezzo ad una strada, senza nessuna concreta prospettiva almeno nell'immediato: perché i sostenitori delle blande tutele offerte ai lavoratori nei paesi Anglosassoni dicono sempre "Anche se hai meno tutele e quindi puoi essere licenziato da un giorno all'altro, ci metti un paio di settimane a trovare un nuovo posto di lavoro", ma questa affermazione - forse vera in periodi normali, dove singole aziende possono chiudere ma il mercato nel suo complesso è in buona salute - oggi non vale di certo: perché chi il lavoro oggi lo perde, difficilmente lo troverà nei prossimi mesi. Da oggi la crisi non è più così distante dal mio mondo...