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venerdì, maggio 20, 2011

Gimme Five


Ammetto che il primo pensiero era volato al Jovanotti di fine anni '80 e non certo al 5° compleanno di questa rivista ungherese in lingua inglese...

Ah, sempre nella stessa rivista, nella quarta di copertina, era presente questo annuncio: vuoi vedere che Vodafone sposta (almeno parzialmente) in Ungheria il customer service dedicato all'Italia?

giovedì, aprile 08, 2010

Dodici mesi d'Ungheria

E' trascorso esattamente un anno da quando mi sono trasferito a Budapest: l'8 aprile del 2009 diventavo ufficialmente un espatriato, prendendo una casa in affitto nella capitale. E a nulla vale il fatto che erano già più di sei mesi che facevo avanti ed indietro da Milano, per poterti considerare veramente espatriato devi avere una casa dove stare, l'albergo non conta... Non è ancora l'esperienza estera più lunga della mia vita (chi mi conosce bene sa che nel 2000-2001 ho trascorso 13 mesi in Belgio), ma di certo tra breve lo diventerà. Eppure è tanto diversa da quella prima volta: sarà che gli anni in più insegnano a vivere meglio certe cose, sarà il fatto che viaggio tanto o magari solo il tipo di lavoro che svolgo, ma credo che quest'anno in Ungheria sia trascorso più serenamente rispetto a quello che dieci anni fa a Leuven inaugurò la mia vita adulta.

Vivere all'estero ha lati positivi e negativi. Questi ultimi - a volte - fanno sentire pesantemente la loro presenza, specialmente quando - e ahimè capita - ci si sente soli, fuori dal mondo, in un ambiente che si percepisce differente e del quale (complice la lingua) non si capisce praticamente nulla. Ma per fortuna non mancano neppure i primi: vivere all'estero è sempre un'esperienza importante, formativa dal punto di vista umano oltreché - nel mio caso almeno - professionale, e consente anche di rivalutare tanto il proprio Paese, di apprezzarlo maggiormente (con tutti i suoi difetti) e di viverlo con più piacere tutte le volte (nel mio caso tante) che si rientra.

Cosa mi auguro per il prossimo anno (che spenderò verosimilmente ancora qui)? Che finalmente vengano a trovarmi le persone alle quali tengo: perché in questi mesi - con l'eccezione di una graditissima visita di Mario e Giuseppe - nessuno è venuto a trovarmi, nonostante le promesse ricevute...

lunedì, dicembre 14, 2009

E' arrivato

Puntuale come ogni anno - anzi forse anche un po' in anticipo questa volta - l'inverno è arrivato: ormai  la temperatura a Budapest è stabilmente sotto lo zero. Un freddo intenso e pungente, di quelli che ti entra nelle ossa! E se oggi la colonnina di mercurio si è fermata a -2/-3 gradi, per i prossimi giorni sono previsti -5/-6. A me basta sentire numeri così bassi per avere già freddo! Ed io il freddo proprio non lo sopporto: ed ecco quindi un altro motivo per bramare l'arrivo di questo venerdì, ed andare a svernare per due settimana nella terra baciata dal Sole. Ho appena controllato, oggi a Palermo la minima è stata di 12 gradi (e la massima 18): Caltanissetta non può competere con il capoluogo dell'isola, ma son convinto di trovare comunque una decina di gradi in più rispetto alla capitale Ungherese. E 10 gradi sanno veramente fare la differenza...

lunedì, luglio 27, 2009

Formula 1

Ieri - sembra - le gerarchia sono state ripristinate: dopo mesi nei quali le scuderie storiche (Ferrari e McLaren) hanno annaspato a favore di RedBull e Brawn GP, l'Ungheria ha rivisto il prepotente ritorno alla vittoria di Hamilton seguito da Raikkonen. Sembriamo tornati indietro di un anno, quando a vincere erano sempre i soliti noti. Button ha ancora un vantaggio spaventoso, ma il mondiale è ancora lungo: e se davvero le scuderie di Maranello e Woking sono tornate competitive... la sua vittoria finale è tutt'altro che scontata.
Un augurio di pronta guarigione allo sfortunato Massa: l'Ungheria proprio non fa per lui, e dopo aver perso qui il mondiale 2008 (ricordate il bocchettone della benzina portato a spasso per centinaia di metri?), quello del 2009 lo ha visto rischiare la pelle. Ironia delle sorte, è ricoverato nell'ospedale proprio di fronte il mio ufficio...

giovedì, giugno 04, 2009

Le elezioni europee viste dall'estero

Premetto che la mia è una visione parziale, dal momento che non leggendo giornali né guardando la TV Ungherese (a dire il vero non guardo la TV e basta...), ma dai pochi manifesti elettorali che vedo per le strade mi viene da pensare che in Ungheria le elezioni europee siano molto meno sentite che in Italia. Perché da noi c'è una campagna all'ultimo sangue, con partiti e candidati che si contendono i voti come se fosse l'ultima occasione, mentre qui (la stessa impressione l'ho avuta alcune settimane fa anche a Praga, ma in quel caso le elezioni erano ancora relativamente lontante) pare non fregare niente a nessuno. Un collega ungherese mi ha detto che dipende dal fatto che il partito al governo ha fatto così male negli ultimi anni che le elezioni sono date per perse, quindi loro non fanno propaganda, come pure non la fa l'opposizione che già da per scontata la vittoria. Sarà, ma da noi la guerra se la fanno anche i candidati dello stesso partito! Forse il ruolo di parlamentare europeo in Italia è più ambito? In effetti - a giudicare dalle retribuzioni differenziate per Paese (leggi qui un vecchio articolo del Corriere) - potrebbe anche essere una valida motivazione (sembrerebbe che un parlamentare Europeo eletto in Italia percepisca in un mese più di quanto guadagni in un anno il collega eletto a Budapest). Ma la domanda di fondo, in Italia come in Ungheria, rimane la stessa: ma questo Parlamento Europeo, concretamente, che fa?

giovedì, giugno 26, 2008

Budapest

Il mondo è cambiato da quanto - parlo delle vacanze di Natale del 1986 e quelle dell'anno successivo - ho visitato Budapest con i miei genitori. E la città - ovviamente - non poteva essere rimasta uguale: viali un tempo deserti oggi pullulano di gente, le luci dei neon pubblicitari illuminano la notte quasi fossimo a New York, i locali sono pieni di gente che chiacchiera, guarda la partita, vive la sua città. Una metamorfosi che trasforma il volto di una città, di una Paese, del mondo intero. Certo, sono passati 20 anni, ma il cambiamento che vedo qui mi sembra molto più evidente rispetto a quello che ho visto in Italia.

E devo dire che l'Ungheria - Budapest quantomeno - è molto più avanti di noi per quanto riguarda l'accessibilità ad Internet: ovunque andassi erano presenti hot-spot Wi-Fi gratuiti, ed anche qui in Hotel a tutti i clienti è offerto gratuitamente il collegamento alla Rete (tramite cavo, ok, ma pur sempre un accesso velocissimo: in Italia i pochi alberghi che offrono questo tipo di servizio lo fanno in genere pagare profumatamente...). Se il progresso si misura anche in termini di capacità e libertà di comunicare col Mondo, allora l'Ungheria mi sembra decisamente avanti rispetto all'Italia. E se - come dicono - lo sviluppo economicio è trainato dal progresso, allora in un futuro non troppo lontano anche la piccola Ungheria - un tempo Paese oltre cortina, comunista e povero - diventerà più ricca del Belpaese...