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venerdì, gennaio 21, 2011

Cosa pensano all'estero dell'Italia?

La Repubblica - visto il clima pesante che si respira nel Belpaese - chiede ai lettori che vivono all'estero di raccontare come l'Italia viene vissuta nei loro Paesi. Io, che all'estero ci vivo e mi sposto tanto, ammetto di avere sentito il silenzio più totale sulla situazione che affligge il nostro Paese: non so se dipende dal fatto che ho a che fare più che altro con italiani o - comunque - con persone che lavorano con italiani e quindi possono tacere quello che pensano realmente per non offendermi, oppure semplicemente perché le notizie non arrivano oltre le Alpi come noi pensiamo, sta di fatto che - se non avessi accesso diretto alle notizie provenienti dall'Italia  (Internet sia lodato...) - neppure mi sarei accorto che da noi c'è un problema. Serio, tanto serio...

domenica, novembre 28, 2010

Wikileaks

Chissà quali sono le scottanti rivelazioni che faranno questa sera, tanto serie da mettere in agitazione le cancellerie di mezzo Mondo. Il governo americano cerca di esercitare fortissime pressioni (dal punto di vista prettamente legale non hanno alcun mezzo per bloccarli) per impedire la pubblicazione delle notizie, ma alla fine esse finiranno sul web, e diventeranno di pubblico dominio. Credo però che il gotha dell'amministrazione americana dovrebbe interrogarsi su come hanno fatto Assange e le sue persone a mettere le mani su tutte queste informazioni così confidenziali: probabilmente ci sono grosse falle di sicurezza nei servizi americani, e come ha fatto Wikileaks, non mi meraviglierei se già in tanti (governi stranieri e/o organizzazioni criminali e terroristiche) avessero attinto a piene mani da queste informazioni che l'America ritiene "segrete" e sconosciute a tutti...

sabato, marzo 20, 2010

L'informazione politica

Ormai sono tanti anni che non voto: in base a quanto riportato sulla mia tessera elettorale l'ultima tornata alla quale ho partecipato è stata quella delle Europee 2004. Dopo di allora, non ho più voluto impiegare il mio tempo in quel rito democratico - attualmente svuotato di reale significato - che sono le elezioni. Tante sono le considerazioni che mi hanno spinto ad una simile decisione, a partire dalla consapevolezza che il mio voto è insignificante, venendo sovrastato da quello di due persone magari incapaci di mettere tre parole in fila, e dalla considerazione che i vari schieramenti (almeno quelli che possono ambire ad eleggere propri rappresentanti in Parlamento) non portano avanti alcun progetto reale. Per le regionali che si terranno a breve in molti si sono scandalizzati per il blocco - sulla RAI almeno - dei programmi di informazione politica: ma la realtà è che non avrebbero avuto nulla da dire, che - come ormai da anni avviene - sarebbero stati il solito pessimo esempio di litigio tra adulti, con grida, accuse alla controparte e nessuna idea o proposta concreta. Non è un caso se negli ultimi tempi i partiti che più si sono rafforzati (l'IdV di Di Pietro e la Lega di Bossi) non portano avanti programmi per qualcosa, ma contro qualcosa. Distruggere è sempre più facile che costruire, e trovare un nemico da demonizzare aiuta a captare voti, tanti voti, tra tutti coloro che - per qualunque motivo - nutrono astio verso quel qualcosa o qualcuno...

Forse i politici della prima Repubblica erano corrotti, ma quelli della seconda (che non credo essere da meno in questo ambito) mi sembrano in larga misura assolutamente inadeguati a governare un Paese. Ma la democrazia è questa, in Parlamento ci vanno coloro che raccolgono i voti: non importa quanto siano competenti o capaci di svolgere quel ruolo...

domenica, dicembre 27, 2009

Se questa è informazione



D'accordo che è stato scritto in un giorno festivo, ma l'indicazione del prezzo in lire (a quasi 8 anni dalla scomparsa della nostra ex moneta) mi fa sospettare che abbiano fatto copia ed incolla da un vecchissimo articolo. Una grave caduta di stile per un quotidiano - la Repubblica - che dovrebbe rappresentare il fiore all'occhiello dell'informazione italiana...

lunedì, dicembre 21, 2009

La stampa in Italia: oltre alla libertà bisognerebbe stare attenti anche alla serietà...

Da tempo qualcuno sostiene (anche se personalmente non sono d'accordo) che in Italia la libertà di stampa sia a rischio. A me, sinceramente, sembra molto più a rischio la serietà dell'informazione: perché ho sempre più l'impressione che buona parte delle notizie date siano assolutamente irrilevanti (più adatte, quindi, a riviste di pettegolezzi che non a quotidiani di rilevanza nazionale), e per tante altre il concetto che viene proposto al lettore non corrisponde ai fatti descritti. Qui trovate un articolo del Corriere della Sera online nel quale - partendo da una sentenza della Cassazione che avrebbe confermato la condanna per estorsione nei confronti di un uomo che aveva minacciato di rivelare alla madre della sua amante la relazione - il giornalista conclude (prima di divagare su temi assolutamente irrilevanti...) che rivelare una storia clandestina configuri il reato di estorsione. Il che - ovviamente - non corrisponde a vero: non è il fatto di rivelare l'informazione (anche solo per desiderio di vendetta) a poter violare la legge, quando l'eventuale minaccia di usarla per avere in cambio qualcosa (soldi, continuazione della relazione, ecc.). Nel caso oggetto dell'attenzione della magistratura l'uomo aveva cercato di utilizzare il segreto inconfessabile per ottenere qualcosa in cambio, il che si chiama proprio estorsione. Ma di per sé svelare un segreto (per quanto esso possa danneggiare qualcuno) non è certo un reato...

giovedì, maggio 29, 2008

(Mala)informazione


Questo è il televideo di oggi: una delle notizie principali è relativa ai redditi degli Italiani, crollati in 6 anni del 13%. Quando ho letto il titolo sono rimasto stupito: come possono, i redditi, essere diminuiti di una percentuale così elevata? In termini assoluti mi sembra pressoché impossibile... Magari intendono al netto dell'inflazione, ma questo significherebbe che in termini nominali dovrebbe essere rimasti fermi, mentre un certo incremento comunque c'è stato... Allora ho letto l'articolo, scoprendo che il "crollo" del 13% è relativo alle differenze rispetto a quello che hanno fatto gli altri Paesi dell'U.E. Il che è bel diverso dal dire che il redditi sono crollati del 13%...
L'informazione dovrebbe essere sempre puntuale e precisa, oltre che critica ed indipendente, ed invece ho sempre più l'impressione che non sia così: si cerca più di fare uno scoop (un titolo di questo tipo attira i lettori, in effetti anch'io ho letto poi la notizia...) che non di fornire un servizio serio. E questo è pericoloso, perché nel mondo moderno ciò che dicono i media è la realtà, e tutto il resto semplicemente non esiste: se l'informazione diventa poco seria, a pagarne lo scotto saranno le persone comuni, che finiranno per credere quello che qualcuno - in buona o male fede - vuole farci credere...