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venerdì, giugno 17, 2011
mercoledì, dicembre 22, 2010
Il declino delle email?
Oggi sul Corriere della Sera - già in prima pagina - faceva bella mostra di sé un articolo sulla crisi (vera o presunta) delle email, ormai utilizzate esclusivamente da internauti stagionati: i giovani pare preferiscano le comunicazione via Facebook, a loro dire più veloci, immediate e con meno regole (niente punteggiatura, parole abbreviate in maniera allucinante, ecc.). Chissà quanto c'è di vero, in fondo queste indagini sono sempre estremamente parziali e polarizzate da chi le conduce: io, che però in effetti mi devo annoverare tra i navigatori di vecchia data (il ricordo del mio primo modem a 1200bps acquistato nel 1990 è sempre presente nella mia mente...), non uso Facebook e continuo a trovare l'email assolutamente indispensabile...
sabato, maggio 15, 2010
Nascere, crescere, morire
E' la sorte di ogni forma di vita, anche quelle virtuali. E così - dopo tanti anni - il servizio offerto da RadioBlogClub (che ho spesso utilizzato per inserire in questo blog le canzoni che più mi piacciono) è definitivamente terminato. Ringrazio chi mi ha permesso per anni di ascoltare e fare ascoltare la musica che preferivo, ma la vita continua, e morto un papa se ne fa un altro: Internet - buon per me - offre tante alternative...
lunedì, marzo 15, 2010
Phishing
Devo ammettere che i briganti telematici stanno facendo un salto di qualità: un tempo arrivavano email in inglese palesemente fasulle, per cui gli italiani difficilmente cadevano nella trappola. Poi hanno iniziato a tradurre le email, prima in maniera sgrammaticata, poi via via sempre più precisa. Ad un certo punto hanno ancora aggiunto il nome del destinatario. Ed oggi mi è arrivata una email dove c'è anche il mio indirizzo postale, indirizzo fisico riportato correttamente. E se nel mio caso l'attacco non può funzionare (per due motivi: uno perché proviene da Banco Posta presso il quale non ho alcun conto, due perché questo genere di truffe le fiuto ad un miglio di distanza), temo che vedremo presto il proliferare di attacchi che andranno a buon fine...
Ed allora non posso che consigliare a tutti di stare attenti, di dubitare quando arrivano email da parte della propria banca e - in ogni caso - di non seguire mai i link presenti nel messaggio: sempre meglio digitarlo a mano o prenderlo dalla cartella dei segnalibri, così da evitare di finire su chissà quale sito. Ad esempio nell'email che ho ricevuto il link sembra puntare al sito delle Poste, ma in realtà porta su un sito Ucraino...
mercoledì, dicembre 16, 2009
Il pericolo corre sul filo
Non è il primo e non sarà certo l'ultimo: l'attacco che alcuni politici volevano (l'allarme sembra ora rientrato, dopo le dichiarazioni del ministro Maroni, ma non si può mai dire) scagliare contro Internet e la libera discussione ha illustri predecessori, e troverà nuovi sostenitori in futuro. Ogni strumento che non si riesce a controllare viene visto con sospetto da chi il potere lo amministra: ecco perché la rete (che di per sé è solo un mezzo, sono poi le persone a riempirla di contenuti, con i loro interventi e discussioni, con blog e pagine personali, con contributi sui giornali on-line o sui social network) è spesso bersaglio di politici, specialmente quando la situazione sembra favorevole: dopo l'aggressione a Berlusconi qualcuno ha cercato di cavalcare l'onda dell'indignazione per i propri scopi. Ma per fortuna anche questa volta il pericolo sembra scampato. Speriamo vada sempre così...
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Stefano
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Parole chiave: Berlusconi, Censura, Internet, leggi speciali
domenica, novembre 22, 2009
Un noioso fine settimana
Sono questi i giorni che mi fanno ricordare quanto sappiano essere di compagnia radio e TV: in un fine settimana stanco, nel quale non ho fatto veramente nulla (ieri non sono completamente uscito, oggi giusto qualche ora per andare in piscina e poi a fare la spesa), ho trascorso buona parte del mio tempo su Internet ad ascoltare Rds o a guardare in streaming qualche canale televisivo italiano (l'ho già detto ma lo ribadisco: ci sarebbe da costruire un monumento a chi ha implementato queste tecnologie che solo fino a qualche anno fa sarebbero state fantascienza). Certo la colpa è soprattutto mia, perché se anche il tempo non è stato decisamente dei migliori in questi due giorni, avrei comunque potuto provare ad uscire: ma sono sempre stato un pigro, e probabilmente la lingua rafforza questa mia tendenza all'isolamento.E quindi - vista l'assenza di italiani con i quali organizzare qualcosa - ho preferito la strada più semplice, quel rimanere soli a casa che va ancora bene finché non si ripete troppo spesso...
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Stefano
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8:02 PM
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Parole chiave: fine settimana, Internet, io, noia, streaming
venerdì, giugno 26, 2009
Dieci anni fa
26 giugno 1999. Era un sabato, il primo di quell'estate. Non ricordo più se splendesse il Sole o se - invece - le nuvole oscurassero il cielo: ma ricordo bene che quella sera avevo un biglietto di sola andata sulla nave Palermo-Genova. La mia destinazione era in realtà Milano, dovevo andare a sviluppare la mia tesi di laurea presso lo stabilimento di Cornaredo dell'STMicroelectronics (che oramai è stato chiuso...), ma dovendo stare via mesi avevo deciso di partire in macchina, e la nave fino a Genova era il modo migliore per evitare un viaggio infernale. Quel giorno ho ucciso un sogno: dopo oltre 5 anni di onorato servizio, ho spento la BBS Fidonet che dal 1994 tenevo in piedi nello studio di mio padre. Quante energie ho profuso in quel progetto, quante notti insonni a cercare di risolvere problemi di configurazione che bloccavano il sistema! Non è mai stato un nodo particolarmente frequentato, nei primi anni (quando Fidonet rappresentava il grosso della telematica italiana e mondiale) avrò raggiunto il picco di 10-15 collegamenti a settimana (me escluso, ovviamente!), scesi poi rapidamente negli anni, ma non mi importava: non lo facevo per gli altri, lo facevo per me stesso. Ci credevo veramente a quell'idea: ecco perché spegnere tutto, uccidere la mia creatura, è stata un decisione sofferta. Ma i tempi cambiano, e se le idee di fondo possono rimanere valide, le loro applicazioni pratiche no: Fidonet, nel 1999, era ormai morta, schiacciata dalla crescita incontrollabile di Internet (certamente più facile da usare, più diffusa e con una maggiore offerta di servizi e informazioni). E in più da Milano non avrei potuto supervisionare il sistema come volevo...
Ho pianto quando ho staccato per l'ultima volta la spina: da allora quel sistema non è più stato acceso. I sogni nascono, crescono e muoiono, sono creature vive e seguono un loro ciclo vitale. Ma un uomo senza sogni è perduto, e per ogni progetto che muore è necessario che almeno un altro prenda il suo posto. Non sempre sono riuscito a farlo, e di certo non ho mai più trovato una attività che mi intrigasse come quella...
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Stefano
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7:00 AM
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Parole chiave: 26 giugno 1999, BBS, Fidonet, Internet, Milano, sogni
mercoledì, ottobre 15, 2008
Le quattro invenzioni che hanno cambiato la mia vita
- Il computer
- Il telefono cellulare
- Internet
- Il navigatore satellitare
E dubito che abbiano cambiato solo la mia, di vita: perché ognuna di esse (specialmente le prime tre) ha avuto un forte impatto sull'esistenza di ciascuno di noi. Positivo o negativo dipende dai punti di vista (il cellulare è l'esempio più lampante: ci rende sempre raggiungibili, a scapito della tranquillità, ma ci consente in ogni momento di contattare le persone che ci stanno a cuore), ma di certo hanno cambiato il nostro modo di vivere. E chi le ha provate, difficilmente adesso sarebbe in grado di vivere bene senza di esse: io, sono il primo ad ammetterlo, non ci riuscirei, mi sentirei nudo senza potere contattare in ogni momento chi voglio, senza potere consultare (anche tramite cellulare) la mia casella email per vedere chi mi ha scritto. La tecnologia cambia il mondo, e noi ci abituiamo subito alle novità. Che diventano rapidamente parte del nostro mondo, e da cui quindi non vogliamo (o forse non possiamo) più separarci...
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Stefano
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8:20 PM
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Parole chiave: cellulare, computer, Internet, io, navigatore satellitare, tecnologia, vita moderna
giovedì, giugno 26, 2008
Budapest
Il mondo è cambiato da quanto - parlo delle vacanze di Natale del 1986 e quelle dell'anno successivo - ho visitato Budapest con i miei genitori. E la città - ovviamente - non poteva essere rimasta uguale: viali un tempo deserti oggi pullulano di gente, le luci dei neon pubblicitari illuminano la notte quasi fossimo a New York, i locali sono pieni di gente che chiacchiera, guarda la partita, vive la sua città. Una metamorfosi che trasforma il volto di una città, di una Paese, del mondo intero. Certo, sono passati 20 anni, ma il cambiamento che vedo qui mi sembra molto più evidente rispetto a quello che ho visto in Italia.
E devo dire che l'Ungheria - Budapest quantomeno - è molto più avanti di noi per quanto riguarda l'accessibilità ad Internet: ovunque andassi erano presenti hot-spot Wi-Fi gratuiti, ed anche qui in Hotel a tutti i clienti è offerto gratuitamente il collegamento alla Rete (tramite cavo, ok, ma pur sempre un accesso velocissimo: in Italia i pochi alberghi che offrono questo tipo di servizio lo fanno in genere pagare profumatamente...). Se il progresso si misura anche in termini di capacità e libertà di comunicare col Mondo, allora l'Ungheria mi sembra decisamente avanti rispetto all'Italia. E se - come dicono - lo sviluppo economicio è trainato dal progresso, allora in un futuro non troppo lontano anche la piccola Ungheria - un tempo Paese oltre cortina, comunista e povero - diventerà più ricca del Belpaese...
lunedì, agosto 13, 2007
Second life
E' vero, negli ultimi tempi si è parlato tanto, tantissimo di questo "mondo virtuale" dove ognuno può diventare quello che vuole. Ed è vero che la curiosità spinge spesso a provare le cose nuove che non conosciamo ma di cui sentiamo parlare. Ed infatti anch'io ho provato ad iscrivermi e collegarmi a Second Life. Ma - come sostenuto nell'articolo di oggi di Repubblica.it (vedi link) - sono rimasto veramente deluso: non c'era nulla di innovativo, nulla di particolare, ma soprattutto nulla di realmente utilizzabile. E' stata una (brevissima) esperienza insignificante che dubito fortemente di ripetere in futuro. Ed allora è probabilmente vero che i numeri forniti dalla società che ha creato e gestisce Second Life (Linden Lab) sono gonfiati, nel senso che si riferiscono alle persone che almeno una volta si sono collegate. Anche - quindi - a quelle deluse come me. Che, pur non tornando, contribuiranno a far lievitare il numero di iscritti al servizio. E' proprio vero, i numeri dicono la verità, ma i bugiardi usano i numeri...
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