giovedì, aprile 24, 2008

Una bella giornata di sole

Sono rientrato ieri sera per un fine settimana lungo, e sembra che il destino mi sorrida: a Caltanissetta oggi c'è una bellissima giornata, invita ad uscire per lasciarsi baciare dal Sole. Un'ottima premessa per la tradizionale scampagnata del 25 (che in realtà io non ho organizzato, confido in Alessandro, l'ultimo baluardo in una città che un tempo sentivo mia e dove oggi non conosco quasi più nessuno...). Quasi quasi avrei voglia di andare a mare: con una giornata come questa si potrebbe anche osare un bagno!

Ricordo una sola volta in cui ho fatto il bagno ad Aprile: era il 1994, il 29 (un venerdì). Andavo ancora al liceo, e subito dopo pranzo mi telefona un mio compagno, Massimo: "Dai preparati che passo a prenderti ed andiamo a mare". Dopo poco più di mezz'ora eravamo tutti in macchina (insieme a noi anche due compagne di classe ed il fidanzato di una di loro). In realtà non era previsto di fare il bagno, doveva essere solo una passeggiata in spiaggia, ma per sì e per no tutti noi (quasi tutti...) avevamo portato il costume. E quando abbiamo visto il mare calmo ed affollato di bagnanti, con un Sole che bruciava la pelle... è stata questione di un attimo ritrovarsi in acqua! Ed anche Massimo, che aveva organizzato la gita ma - incautamente - non aveva portato con sé il costume, non riuscì a resistere: è stata la prima (e finora unica) volta che ho visto una persona fare il bagno in mutande ;-)

martedì, aprile 22, 2008

Poste

Nell'immaginario collettivo le Poste sono spesso viste come il simbolo dell'inefficienza: corrispondenza che si perde o arriva in ritardo, code agli sportelli ed orari troppo corti. Però come immaginare un mondo senza posta, dove non è possibile inviare (o ricevere) lettere e pacchi? Io - di lettere - ne ho spedite e ricevute tantissime nella mia vita: oggi meno spesso che in passato, ma il piacere che da scrivere una lettera (ed ancor di più leggerla) non potrà mai essere raggiunto da una email. La tecnologia sarà pure veloce ed economica, ma difficilmente comunica le stesse emozioni. Anche nell'invio: cliccare sul tasto "INVIA" non è come fare un corsa sotto la pioggia battente per raggiungere l'ufficio postale e spedire una lettera: sono anche questi i piccoli piaceri della vita che la rendono unica e speciale...

lunedì, aprile 21, 2008

Tempo ed umore

Gli esperti la chiamano meteoropatia: in parole povere indica il legame tra stato d’animo e condizioni meteorologiche. Oggi, che a Milano batte una pioggia insistente e con una coltre di nubi che quasi non fa passare la luce del sole, mi sento affetto da meteoropatia: siamo quasi a fine Aprile, non dico che dovrebbero esserci 30 gradi (anche se ieri pare che in Sicilia le temperature fossero talmente elevate da spingere le persone a fare il primo bagno a mare...), ma almeno un bel sole sì. Speriamo bene...

sabato, aprile 19, 2008

Pronti per l'Expo?

Pare che il salone del mobile, che in questi giorni si sta svolgendo alla nuova fiera di Milano (polo di Rho, a pochi chilometri da casa mia...), stia rivelando tutti i limiti delle nuove strutture: parcheggi insufficienti, stazione della metropolitana incapace di gestire il picco di visitatori, strade e svincoli ancora non completati (ma questo già lo sapevo: ci passo ogni mattina davanti e noto come la viabilità è ancora provvisoria). Fortuna che per l'Expo mancano ancora 7 anni...

martedì, aprile 15, 2008

La débâcle della sinistra

La Sinistra Arcobaleno aveva raccolto - attraverso le sue tre anime (Rifondazione Comunista, Verdi, Partito dei Comunisti Italiani) - circa il 10% dei voti nel 2006, ed aveva una nutrita pattuglia parlamentare (circa 70 deputati e 30 senatori, senza contare diversi ministri e sottosegretari che per due anni hanno governato l'Italia...). Nel nuovo Parlamento non avrà NESSUNA RAPPRESENTANZA. Evidentemente il giudizio che gli Italiani hanno espresso nei confronti dell'esperienza di governo di quest'ala della politica Italiana è stato decisamente negativo. Temi vecchi (ancora la lotta di classe nel 2008?) e poca credibilità (dopo due anni di governo Prodi) hanno probabilmente scoraggiato anche gli elettori schierati a sinistra.

Un partito senza rappresentanza parlamentare, e quindi senza contributi da parte dello Stato, farà molta fatica a sopravvivere...

Onore invece all'UdC: ha sostanzialmente retto, appena un punto percentuale in meno rispetto a due anni fa. Ma paga l'errore strategico del suo leader, Casini: ha creduto di potere essere l'ago della bilancia, di poter diventare indispensabile per governare. Ha scommesso (ma probabilmente ad un leader politico si chiede anche questo) contro Berlusconi ed ha perso. 36 deputati e 3 senatori sono un numero discreto. Ma stando da soli all'opposizione rischieranno anche loro di scomparire...

lunedì, aprile 14, 2008

Povero Veltroni

Al Senato la sconfitta sembra pesantissima (8 punti di distacco col 60% delle sezioni scrutinate), come nessuno probabilmente si sarebbe aspettato. Alla Camera per ora la distanza è più ridotta, ma si viaggia comunque sui 5 punti... La rimonta non c'è stata, e bisogna su questo punto ammettere che aveva ragione Berlusconi quando affermava che era solo una strategia per apparire "vincenti" e conquistare i voti degli ultimi indecisi. Ci aspettano cinque anni di governo Berlusconi...

domenica, aprile 13, 2008

E' tempo di scegliere

Oggi e domani l'Italia è chiamata al voto. Io - come già accaduto due anni fa - non vado a votare: affrontare un lungo viaggio solo per andare a votare proprio non mi andava, quindi "subirò" le scelte del resto dell'elettorato: ancora poco più di 24 ore e vedremo chi governerà l'Italia per i prossimi 5 anni (magari meno, il secondo governo Prodi ha confermato che non tutti i governi durano un'intera legislatura). Visti i governi precedenti non sarà facile fare peggio di loro: mi auguro di non sbagliarmi...

Una previsione su chi vincerà? Nonostante i grandi proclami di "recuperi incredibili", non credo che il P.D. possa farcela. Vedremo domani pomeriggio...

venerdì, aprile 11, 2008

Il cacciatore di aquiloni

Non sono - sfortunatamente - una persona che legge tanto, per cui non ho mai letto il romanzo. Ma ho visto il film, e mi è piaciuto. Bello e toccante, in certi momenti commovente anche nella crudezza di alcune scene. Con una morale importante e con un messaggio di speranza, che sembra quasi dire che anche a chi - per paura - è venuto meno agli obblighi che aveva nei confronti degli amici (o anche solo della Giustizia) viene offerta prima o poi l'opportunità di riscattarsi.

Da vedere...

martedì, aprile 08, 2008

La comunicazione ai tempi dell'email

L’email rende più semplice e veloce la comunicazione. E’ un ottimo mezzo per organizzarsi: discreto, rapido, capillare; una email consente di raggiungere con un semplice click decine di persone, informandole delle proprie intenzioni. Ma l’estrema semplicità del mezzo può rivelarsi un boomerang: perché – proprio perché non costa nulla né in termini economici né in termini di tempo – il rischio che il numero di messaggi di risposta cresca in maniera esponenziale è concreto. E’ successo la settimana scorsa ad alcuni colleghi di Fabriano (io, per fortuna, sono sempre fuori da questi "giri"): questa email – a mio avviso bellissima – racchiude tutta la rabbia che prova chi vede usare in maniera impropria un mezzo di comunicazione per altri versi molto utile:

è un dato ufficiale: sono 475 le mail scritte per non dirsi un XXXXX e lasciarsi con un vago ci vediamo alle 22 al parcheggione per andare (forse) in qualche pub (dove?).

Chiedo immediati provvedimenti.

Io, se non si fosse ancora capito, mi dissocio.

Il parcheggione non vedà neanche l'ombra della mia Qasqahai (tra l'altro auto di vaporidis in "questa notte è ancora nostra")

Chiamerò GLI AMICI (per distinguerli dalla figura socio mitologica "gli altri") per telefono stabilendo con loro un contatto UMANO.

Un esperto di comunicazione.

giovedì, aprile 03, 2008

La vita spiegata da un uomo che muore

Ieri ho visto al TG1 un servizio su Randy Pausch. Il nome non mi diceva nulla, ma dopo aver sentito al telegiornale del suo caso ho cercato un po' su Internet. E - tra le altre cose - ho trovato una breve recensione del suo libro:
Nell'agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all'università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini. Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua "ultima lezione", intitolata "Realizzare davvero i sogni dell'infanzia". Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall'intensità con la quale è stata vissuta. Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet l'ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo. Pausch non vuole rivelare il senso della vita; più modestamente, mostra perché vale la pena vivere.

Ma oltre al libro, su Internet si trovano anche altre informazioni. Come la registrazione della lezione di cui si parla (su YouTube lo trovate a questo link).

Ad ognuno di noi - nella vita - capita di affrontare eventi spiacevoli se non tragici. Ciascuno, poi, li gestisce in maniera differente: non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontarli, ma non c'è dubbio che - davanti allo stesso evento - nessun reagisce nello stesso modo. Sarebbe facile dire che non bisogna perdere la calma, che anche dinnanzi alle notizie più drammatiche (e quella di sapere che la nostra vita terminerà da lì a poco, specie se ancora ci sentiamo vivi ed attivi, è certamente terribile) deve prevalere la razionalità. Io non so se ci riuscirei: per mia fortuna non mi è mai capitato direttamente, né nella sfera degli affetti più prossimi (perché anche quello che succede a loro ha impatto su di noi...), ma spero - se mai dovesse accadermi - di riuscire a non lasciare che il panico prenda il sopravvento: perché il tempo è sempre importante, e quando ne resta poco è giusto non sprecarne neanche un momento...

lunedì, marzo 31, 2008

Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito.

Perry: “Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica, la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia”.

Keating: “Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco ballabile”.


Ricordate questo episodio dell'Attimo Fuggente? Mi ha sempre colpito per il messaggio che da, per quel tentativo - che poi è alla base dell'insegnamento del professor Keating - di smontare il conformismo, le convinzioni radicate che - solo perché accettate dai più - finiscono per diventare "vere".

Perché cito questo brano? Perché qualcuno - prendendo a spunto il mio blog (e questo, per inciso, mi lusinga...) - si è interrogato sul perché una persona dovrebbe pubblicare sul web (e quindi alla mercè di tutti) la propria vita. Ed ha posto il dubbio che - nella blogosfera - si cerchi di apparire migliori di quello che si è nella vita reale: del resto, potendo scrivere liberamente, si potrebbero inventare di sana pianta storie incredibili, col solo scopo di sembrare più buoni. O semplicemente più simili ai modelli (tipicamente ricchi di apparenza e poveri di contenuti) che la società ci propina. Il dubbio non è infondato, del resto - guarda un po' che coincidenza - nella puntata di ieri sera di Dottor House è emerso un tema analogo (il caso di un paziente con una malformazione fisica molto evidente, il cui intervento viene ripreso e filmato per farne un film/documentario: la presenza della telecamera cambia il modo in cui gli vari assistenti di House operano, perché davanti agli altri essi cercano di apparire diversamente da come sono nella realtà). Io non posso parlare per gli altri, che nel web ci siamo millantatori (come del resto nella vita reale) è certo. Che tutti lo siano, meno. Molto dipende, anche, dall'approccio che si segue nello scrivere: c'è chi scrive per gli altri, per dare in pasto dai lettori delle storie, ed in questo caso "romanzare" gli eventi può anche entrare nel gioco delle parti. E poi c'è chi - come me - scrive per se stesso: io non ho bisogno di un pubblico pagante (leggente sarebbe più appropriato in questo caso) per scrivere, non mi serve essere ai primi posti delle classifiche dei blog più seguiti (avete letto le polemiche attorno a BlogBabel, che - partendo proprio da contrasti per il posizionamento in classifica - hanno portato all'interruzione del servizio?). Per tanto tempo il mio blog non ha avuto alcun lettore: ed io - che non ho mai pubblicizzato il mio blog - ho continuato a scrivere. Non ho bisogno di apparire diverso da quello che sono, perché non ho bisogno di essere accettato da chi mi legge. E' questa l'essenza della libertà: non dovere fare qualcosa solo perché qualcun'altro si aspetta che tu la faccia...

venerdì, marzo 28, 2008

Tornare al lavoro

Ieri è andata meglio del previsto: pensavo che - alzandomi alle 4 del mattino (poi diventate le 3:30...) - avrei passato male la giornata, ed invece tutto sommato anche la sera non ero particolarmente stanco. Forse il tempo inizia a girare al contrario, e più si va avanti con l'età meno si sente la fatica ;-)

A parte le battute, ieri è andato tutto secondo i piani (cosa strana, visto che - quando si organizzano viaggi lunghi - l'imprevisto è sempre in agguato): nessun problema per raggiungere l'aeroporto, aereo puntualissimo, a Malpensa subito l'autobus che ti porta in città, e poi il tram per arrivare in ufficio: alle 10 in punto ero già seduto alla mia scrivania (conosco persone che a arrivano quotidianamente a quell'ora in ufficio!).

Per fortuna rientrare di giovedì rende molto corta la settimana, ed il fine settimana è praticamente arrivato: oggi sembra essere una bella giornata, ed anche per domani le previsioni volgono al bello (meno per domenica, ma non si può avere tutto). Ancora (che novità...) non ho programmi, ma spero comunque di fare qualcosa di interessante. E rilassante, che non guasta mai...


mercoledì, marzo 26, 2008

Paesaggi

Ieri sera sono andato a Palermo, per un cena con alcuni amici dell'università. E come ogni volta che faccio quella strada, sono rimasto colpito dal paesaggio: colline e montagne che si susseguono senza sosta, con un aspetto diverso ogni momento. E che - per lo meno a chi conosce questi luoghi - dice immediatamente dove ti trovi e quanto ancora manca alla meta. E' molto diverso rispetto al paesaggio che si trova nelle zone pianeggianti, dove è difficile trovare dei punti di riferimento che ci consentano di orientarci: la pianura (almeno a me) appare sempre uguale a se stessa, monotona, con segni talmente evidenti della mano dell'uomo da sembrare artificiale. Ricordo quando nel 2000 ho vissuto in Belgio: un paesaggio piatto, dove tutto sembrava creato dall'uomo, anche i boschi (perché solo l'uomo avrebbe potuto disporre gli alberi a scacchiera, con distanze sempre uguali tra tutte le piante!), e che strideva con il paesaggio a cui sono sempre stato abituato. E ricordo quando - per le vacanze estive - rientrai in Italia, a Taormina: rivedere mare e montagna nello stesso momento assunse un sapore dolce e particolare, di quelli che restano a lungo nella mente...


martedì, marzo 25, 2008

Tempaccio

Quest'anno la primavera è iniziata proprio male: non che mi aspettassi 30 gradi e la possibilità di andare al mare, però qui si sta esagerando! Nuvole, pioggia, vento (avreste dovuto sentire come ululava questa notte, da mettere i brividi!) stanno mettendo a dura prova questa ultima settimana di Marzo (che - calendario alla mano - doveva già essere primavera!). Ma forse è giusto così: Marzo pazzerello, recita un vecchio adagio. Ed allora accettiamolo...

Intanto io mi preparo per compiere il mio dovere civico: tra qualche minuto vado a donare il sangue. E' una buona azione che non costa nulla, ma che può essere molto utile a qualcuno.

venerdì, marzo 21, 2008

Casa dolce Casa

Ieri sera sono rientrato a Caltanissetta, viaggio per fortuna tranquillo e senza alcun intoppo (in realtà il momento più "difficile" mi è capitato a Milano, mentre cercavo di andare in aeroporto: il tram è rimasto bloccato per un intervento dei Vigili del Fuoco in via Bramante. Ho dovuto scendere e superare a piedi lo sbarramento per prendere poi altri mezzi, ma per fortuna mi ero mosso con buon anticipo).

Oggi la giornata è strana: poco fa c'è una bel Sole, adesso - invece - il cielo si è coperto. Che peccato, la primavera avrebbe meritato di essere salutata con una giornata molto più bella. Speriamo migliori nei prossimi giorni anche se le previsioni che ho visto - sigh - danno brutto tempo e pioggia per tutto il ponte Pasquale...

sabato, marzo 15, 2008

Pasqua

La prossima è la settimana Santa. A Caltanissetta ci son tante celebrazioni religiose legate alla Pasqua, dalla Real Maestranza del mercoledì mattina fino al Cristo nero del venerdì, passando dall'appuntamento clou, rappresentato dalla processione delle vare del giovedì sera. Non saprei più dire con precisione da quanti anni non assisto più a queste celebrazioni (soprattutto le vare, che rappresentano veramente un appuntamento al quale tutti - credenti e non - partecipano o vorrebbero partecipare), ma anche quest'anno lo mancherò. E' uno degli inconvenienti legati al lavoro fuori, non potere più continuare le tradizioni alle quali sei stato abituato da bambino/ragazzo.

Comunque a Pasqua tornerò a casa: quasi una settimana (da giovedì notte a giovedì mattina) da trascorrere in famiglia, dopo due mesi e mezzo di assenza. E' strano vedere come cambiano le cose: un tempo tornavo a casa due volte al mese. Adesso, quando va bene, una volta ogni due mesi...

Ah, vi piace la canzone che accompagna il nuovo spot della Vodafone? E' una vecchia canzone dei Tears for Fears, e la potete ascoltare anche qui...



mercoledì, marzo 12, 2008

Tanti auguri a...

... me, che oggi compio 32 anni! Tanti? Forse. Troppi? No di certo...

domenica, marzo 09, 2008

Gli occhi dei bambini

Oggi sono stato a Milano, ed ho visitato il Museo di Storia Naturale (chi fosse interessato, può consultare la scheda del museo sul sito del Comune di Milano a questo link): a parte la bellezza dei reperti conservati, la cosa che più mi ha colpito sono stati i bambini. "Guarda mamma, le scimmie!" oppure "Papà corri, ci sono i dinosauri" sono solo due delle frasi che ho sentito. E negli occhi dei bambini ho visto lo stupore, quello stupore che ognuno di noi ha provato da piccolo ma che - con il trascorrere degli anni - diventa sempre più difficile provare. Ed a volte scompare per sempre. Io spero che a me non accada mai, perché la vita ha sempre qualcosa da insegnare, ed io voglio essere in grado di stupirmi ed imparare ancora...

sabato, marzo 08, 2008

Auguri a tutte le donne

8 Marzo, giorno della donna. La tradizionale mimosa qui appare solo in versione digitale, ma il valore che essa assume non cambia: auguri a tutte le donne, che meritano di essere festeggiate ogni giorno dell'anno per il contributo che forniscono alla società ed alla vita di ognuno di noi, ma che nella giornata odierna trovano l'occasione ufficiale per essere ringraziate.


E un augurio doppio va a tutte quelle donne che - oggi - festeggiano anche il compleanno: due feste che cadono lo stesso giorno non possono essere ricordate solo una volta...

sabato, marzo 01, 2008

Rieccomi (dopo una settimana di silenzio)

Oh, finalmente posso riaggiornare il blog, dopo una settimana intera. Partiamo dalle cose migliori: ho firmato il contratto della casa e mi hanno dato le chiavi, e da lunedì dovrei andare ad abitare lì (per fortuna il patrone di casa ha già provveduto agli allacci di luce e gas). Poi, la macchina è ripartita (ho comperato un avviatore per 40€: comodissimo, colleghi le pinze alla batteria e l'auto parte a colpo) e quindi sono di nuovo autonomo.

Nei prossimi giorni dovrò fare un po' di compere: televisore e piatti direi che sono fondamentali (oggi ho comprato un po' di pentole ed il mocio), ma poi serviranno anche tante altre cose...

Torniamo invece alla settimana lavorativa; direi che l'aggettivo globetrotter in questo caso sia adeguato: lunedì a Milano, la sera il viaggio/odissea per Fabriano (volo da Malpensa alle 21:30 per Ancona, annullato all'ultimo momento per nebbia a Falconara: dirottato su Bologna - dove, tanto per curiosità, ho incontrato un ex collega che lavora per una società di Bologna! - sono arrivato a Fabriano alle 2 di notte), da mercoledì a venerdì in Olanda (con sveglia alle 4:30, sigh)... Per fortuna è stato meno pesante di quanto potrebbe apparire dalla descrizione, ma spero comunque di evitare altri viaggi lunghi nelle prossime settimane (anche se già so che il 10 marzo devo essere di nuovo a Fabriano).

Per il resto che dire... Ieri sera abbiamo organizzato una cena con colleghi ed ex colleghi a Milano: atterrato a Malpensa alle 20:15 ho dovuto fare i salti mortali per riuscire ad arrivare al ristorante in un orario "decente" (22:15), mentre oggi mi accoderò a quello che farà mia sorella: troppi chilometri già fatti - oggi - per fare qualcosa da solo che comporti prendere la macchina!